RONA JAFFE.
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Riunione di classe.
Parte 1.
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Titolo originale: Class Reunion.
Traduzione di: Maria Grazia Prestini.
2018. Neri Pozza Editore, Vicenza.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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E' una radiosa giornata di giugno del 1977 e la cittadina di Cambridge  gremita da una folla di ex allieve giunte sul posto per l'annuale raduno del Radcliffe college.
Annabel Jones si guarda attorno frastornata. Vent'anni prima frequentava il Radcliffe e tutti dicevano che era il ritratto di Suzy Parker, con i capelli color oro ramato lunghi fino alle spalle e gli occhi verdi, innocenti e divertiti. Era felice allora, e si aspettava che la vita le venisse incontro piena di sorprese, invece non  andata affatto cos.
Christine Spark English, Chris,  arrivata fin l in treno: un viaggio sentimentale sulle tracce di quella ragazza acqua e sapone che vent'anni addietro, tra le mura del Radcliffe, aveva scoperto il mistero e l'innamoramento.
Emily Applebaum Buchman fissa il proprio volto nello specchietto del portacipria. Era una ragazza minuta e delicata, con i capelli neri, i grandi occhi grigi e la carnagione di porcellana. Ora  una donna che ancora non ha dimenticato che cosa significava essere ebrea negli anni Cinquanta.
Daphne Leeds, lunghi capelli lisci e biondi e grandi occhi a mandorla azzurri, si accende una sigaretta e scruta la folla alla ricerca di volti noti. Vent'anni prima era arrivata al college con il suo segreto e con quello era poi ripartita, ma adesso  tornata per liberarsene una volta per tutte.
Negli anni Cinquanta, un'epoca in cui tutti desideravano essere perfetti e la vita era una lotteria in cui non c'era spazio per gli insuccessi, Annabel, Chris, Emily e Daphne sono state amiche inseparabili. Ritrovarsi, dopo vent'anni, dar modo a ciascuna di loro di fare i conti con il presente e di misurarsi finalmente con ci che hanno taciuto in passato.
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L'AUTRICE.
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Dopo aver ottenuto una fama mondiale grazie al suo romanzo d'esordio, Il meglio della vita, considerato oggi una delle opere rilevanti della letteratura americana, Rona Jaffe torna a parlare del ruolo femminile nell'America degli anni Cinquanta, e lo fa attraverso quattro memorabili protagoniste.
Rona Jaffe ha scritto numerosi libri di successo, quali Family Secrets, The Last Chance, Mr. Right Is Dead, ma Il meglio della vita (Neri Pozza, 2007; BEAT, 2012)  l'opera che le ha dato la fama, con milioni di copie vendute e una fortunata trasposizione cinematografica con Joan Crawford, Suzy Parker e Hope Lange.
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Riunione di classe.
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Per Zeke.
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1977.
Tornando indietro.
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Prologo.
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Erano arrivati a migliaia in quella radiosa giornata di giugno, attirati dalla nostalgia del passato e, alcuni, dalle speranze per il futuro. Harvard Yard, solitamente tranquilla al centro della frenetica cittadina di Cambridge, quella mattina era gremita da una folla di visitatori che si stendeva dai larghi gradini di pietra della biblioteca Widener fino alla cappella, premendo contro la cancellata di ferro battuto che circondava il piazzale. Gli edifici e i giganteschi alberi fronzuti erano molto vecchi, gli ospiti di tutte le et.
Erano arrivati per il raduno di Radcliffe e per la cerimonia annuale del conferimento della laurea delle universit gemelle di Harvard e di Radcliffe che da poco era stata unificata e che costituiva il primo evento di quei tre giorni di festeggiamenti. C'erano ex allieve a partire dal quinto raduno di classe fino a una veterana che celebrava il suo settantacinquesimo. C'erano anche mariti, figli adulti, genitori dei laureandi e i laureandi stessi, in tocco e toga. Tutte le sedie pieghevoli di Cambridge che si potevano noleggiare erano state sistemate sul prato centrale e sui marciapiedi, ma era gi evidente che non ce ne sarebbero state a sufficienza per tutti.
Le ex allieve dovevano radunarsi nei pressi del Johnson Gate, ai margini di quella confusione, trovare le loro compagne di corso e quindi sfilare, classe per classe, annunciate dal Maestro delle cerimonie di Harvard. Indubbiamente, di l a poco, lo spettacolo sarebbe stato grandioso e commovente, in quel momento era solo caotico e frastornante.
Per Annabel Jones quel raduno era il ventesimo. Era la prima volta che partecipava e non si era aspettata di trovare tanta gente. Aveva gi individuato l'angolo nel quale si stava radunando la sua classe e guardava le altre donne con aria diffidente, ripensando al passato. Erano cambiate oppure erano ancora le stesse piccole ipocrite saccenti di un tempo? Ricordava ancora le occhiate di odio e di curiosit che l'avevano seguita per tanto tempo. L'avrebbero finalmente accolta con cordialit, dimenticando il passato, oppure sarebbero rimaste le stesse di allora?
Al college dicevano tutti che Annabel era il ritratto di Suzy Parker ed era vero. Tutto in lei era straordinario. I capelli color oro ramato, morbidi, folti, ondulati e lunghi fino alle spalle in un periodo in cui era di moda portarli corti. Gli occhi verde smeraldo, innocenti e divertiti; gli zigomi alti che le davano un'aria sofisticata e la spruzzata di lentiggini che la facevano somigliare a una bimba sbarazzina. Annabel era alta e slanciata e la sua voce, dallo strascicato accento meridionale, un po' irridente. Era felice, brillante, popolare e ricca. Quelle qualit l'avevano fatta ammirare da tutti, ma alla fine avevano indotto le altre ragazze a detestarla.
L'inverno precedente Annabel aveva ricevuto il questionario per l'album accademico. Una delle domande era: Si sono realizzate dopo la laurea le aspettative che avevate a Radcliffe? Solo due delle interpellate avevano risposto: Non avevo aspettative. Una di loro era Annabel. Eppure si chiedeva che cosa avesse voluto dire l'altra con quella risposta. La sua era piena di speranza e di amarezza allo stesso tempo. Dopo la laurea si era aspettata che la vita le venisse incontro piena di sorprese, perch cos era sempre stato e si era preparata con entusiasmo a riceverla. Ma era stata solo ferita. Nessuna aspettativa... che strano atteggiamento per una ventunenne!
Si chiedeva quante delle migliaia di persone convenute l quel giorno guardassero nostalgicamente al passato ricordandolo come il momento pi sereno e meno complicato della loro esistenza. Annabel se ne guardava bene! Nel suo passato non c'era stato niente di sereno e di poco complicato; lo si ricordava cos solo perch c'erano state regole precise da seguire.  stato il pi bello dei momenti, il peggiore dei momenti! Lei era generosa e smemorata e aveva dato per scontato che anche gli altri lo fossero. Ma si sbagliava; erano meschini e ricordavano tutto, gli altri, le menzogne come la verit.
Avrebbe tanto desiderato che anche Max fosse l. Sperava che nessuno fosse cos idiota da chiederle: E che cosa ne  stato di quel tuo amico? Per fortuna che da qualche parte c'era Chris! Continuava a cercarla con gli occhi, ma senza successo. Non appena Chris fosse arrivata, sarebbero state vicine e avrebbero potuto ridere e bisbigliarsi malignit su tutto e tutti; allora s che si sarebbero divertite!
Nessuno l'aveva costretta a recarsi l. Non era riuscita a resistere alla sfida e alla curiosit. Voleva vedere che cosa era successo a tutta quella gente con la quale aveva vissuto gomito a gomito per quattro anni, dei loro sogni, delle loro vite. Era come se il passato fosse in agguato dietro l'angolo, pronto a balzarle addosso per ferirla e lei voleva affrontarlo a testa alta, denti, artigli e tutto quanto, e ridergli in faccia.
Christine Spark English usc dall'enorme, impersonale complesso della Currier House, dove trecento ex allieve, mariti compresi, erano alloggiate, e si fece largo tra la folla che gremiva il cortile quadrato, chiamato Radcliffe Quad, per dare un'occhiata alla sua antica stanza di Briggs Hall dove aveva vissuto vent'anni prima. Allora il Radcliffe Quad era molto pi piccolo, ma poi era stato allargato e cintato in modo tale che lei stent a riconoscerlo. Nella Currier House trov una guardiola per il servizio di vigilanza e catenacci a sufficienza per una prigione. Nel punto in cui un tempo le ragazze tenevano le biciclette erano parcheggiate delle automobili. Si augur che appartenessero alle ex allieve.
Annabel le aveva detto che era matta a volere sistemarsi nel vecchio pensionato anzich al Ritz Carlton di Boston, dove invece era scesa lei. Ma per Chris dormire nel suo vecchio alloggio e arrivare fin l in treno, anzich in aereo, aveva costituito il primo passo di quel viaggio sentimentale dentro se stessa. Voleva tornare indietro, agli anni dell'universit, per scoprire quando era cominciato tutto. Universit e Alexander... inscindibilmente uniti per lei. Era stato l, pi di vent'anni prima, che erano iniziati il mistero e l'innamoramento che l'avevano accompagnata per il resto della sua esistenza.
Briggs Hall, il suo vecchio pensionato, le sembr familiare e rassicurante visto dall'esterno. Il piccolo fabbricato di vecchi mattoni rossi era immutato, con il suo piazzale lastricato dove le coppie andavano a flirtare e le stesse file di finestre dalle quali alcune di loro spiavano che cosa accadeva fuori.
Non si attard a fare il giro completo del pensionato per non arrivare tardi alla cerimonia e corse immediatamente di sopra. Anche l c'era un catenaccio a ogni porta, ma, dal momento che le studentesse erano ormai partite e le stanze svuotate, Chris pot entrare. La sua vecchia stanza era poco pi che un cubicolo con le pareti dipinte di un giallo smorto e i pochi mobili sgangherati messi a disposizione dell'universit, ma allora a Christine era piaciuta, trovava che rispondesse alla perfezione al suo spirito monastico. Ogni volta che ripensava alla sua ingenuit e alla sua ignoranza a quel tempo, stentava a credere di essere stata cos. Eppure si ricordava proprio come una ragazzetta atterrita che desiderava nascondersi e scomparire sottoterra.
Si rivide ancora una volta, la vecchia Chris di un tempo: i capelli castani e diritti, pettinati con la riga in mezzo e talvolta trattenuti dietro le orecchie con due mollette, e gli occhiali con la montatura di tartaruga che non toglieva quasi mai. Gli abiti che acquistava da Peck & Peck somigliavano alle austere divise che si portavano alle medie: golfini di shetland dai colori tetri, camicette di cotone bianco, gonne scozzesi dalle tinte smorte portate con calzettoni al ginocchio e scarpe piatte. Era stata felice di andare a Radcliffe perch quello per lei significava vivere lontana da casa. Nessuno l avrebbe saputo della sua famiglia e finalmente lei sarebbe stata libera.
Ma all'ultimo momento, proprio il giorno della sua liberazione, il falco l'aveva seguita. Sua madre, quella strega, era apparsa alla stazione per dirle addio, ubriaca fradicia come al solito, disgustosamente sentimentale, annunciando a chiunque le capitasse a tiro che quella era la sua bambina che se ne andava lontano, all'universit. Sul treno, alla stazione di Boston, stavano montando altre due ragazze dirette a Radcliffe in compagnia dei loro dignitosi genitori. Entrambe avevano guardato sua madre con un'espressione molto simile all'orrore. Chris si era sentita morire per la vergogna. Pi tardi si era resa conto che, per colmo di sfortuna, una delle due ragazze che avevano assistito alla scena di sua madre non solo alloggiava nel suo pensionato, ma addirittura nella stanza accanto alla sua! Emily Applebaum, quella graziosa ragazza ebrea. Chris aveva vissuto nel terrore che facesse dei commenti in proposito, ma Emily non accenn mai all'episodio ed evidentemente non ne parl con nessuno. Fu cos che i suoi timori nei riguardi della ragazza si erano tramutati in gratitudine. Emily avrebbe mantenuto il segreto. Era in grado di guardare con occhio benevolo cose inqualificabili come una madre ubriaca. Non le pass mai per la testa, se non molti anni pi tardi, che probabilmente Emily aveva troppi problemi per conto suo per curarsi della madre di una sconosciuta. Si chiese se Emily sarebbe venuta. Aveva sentito dire che aveva passato guai seri, ma era trascorso molto tempo da allora.
In quel momento nei guai c'era lei. Usc dalla stanza e percorse il tetro corridoio. E non era che l'inizio: c'erano tanti altri luoghi da rivedere, ricordi da riportare a galla e mille piccoli pezzi di quella che era stata la ragazzina che si era perdutamente innamorata di Alexander. Le cose erano sempre in movimento. Forse tornare l per quel raduno e cercare di rivisitare il passato le avrebbe dato quella capacit introspettiva necessaria a capire come fare ad andare avanti. Era una decisione che non poteva rimandare oltre. Usc di corsa da Briggs Hall e cominci la lunga passeggiata fino ad Harvard Yard.
Emily Applebaum Buchman si guard nervosamente un'ultima volta nello specchietto del portacipria mentre il taxi arrancava a passo d'uomo per le strade affollate. Avrebbe rincontrato tutte le compagne di universit che non vedeva da vent'anni, le ragazze delle quali aveva avuto tanta paura e soggezione e voleva che la trovassero giovane e attraente. O almeno, a Dio piacendo, non peggiore di loro! Era stata carina ai tempi dell'universit: minuta e delicata. Capelli neri, grandi occhi grigi e carnagione di porcellana. Aveva pi golfini di cachemire di qualunque altra ragazza del dormitorio e talmente tanti vestiti che aveva dovuto comperare un baule-armadio per tenerceli tutti. Ma quello non era servito a darle pi fiducia in se stessa. Avrebbe voluto essere uguale alle altre, ma loro conoscevano cose che lei non avrebbe saputo mai perch avevano vissuto vite diverse.
Ricordava ancora che cosa avesse rappresentato per lei essere ebrea a Radcliffe negli anni Cinquanta, sentirsi accettata con riserva; una bestia rara, parte di una minoranza di cui alcune di loro non avevano mai visto un solo esemplare in tutta la loro vita. Era stata una tale rarit per loro che alcune, non essendosi rese conto che era ebrea, erano arrivate a dire cose terribili in sua presenza. Era stato tanto tempo prima, eppure al solo pensiero si sentiva di nuovo nervosa. L'avevano fatta vergognare di essere ebrea. Avrebbe tanto voluto essere una di loro.
Quella che la spaventava pi di tutte era Daphne Leeds. La debuttante super raffinata che parlava come se avesse una patata bollente in bocca, che riusciva a essere sportiva e femminile allo stesso tempo e che era la pi bella ragazza del pensionato. Un sacco di gente sosteneva che la pi bella fosse Annabel Jones, ma Emily aveva sempre pensato che la palma toccasse a Daphne. Daphne aveva lunghi capelli lisci e biondi, pettinati in sotto e grandi occhi a mandorla azzurro fiordaliso. Talmente azzurri che erano la prima cosa di lei che si notava non appena la vedevi; un colore incredibile! E poi era alta. Emily odiava essere minuta, un eufemismo per condannarla eternamente a fare coppia, negli appuntamenti a sorpresa combinati dalle amiche, con il ragazzo pi basso della compagnia.
Ormai nessuno pi faceva caso alla statura degli uomini ed essere ebrei era divenuto addirittura magnifico, tanto che Emily non riusciva a pensare di potere essere nient'altro, ma negli anni Cinquanta... Inoltre lei veniva dalla tipica famiglia arricchita, mentre Daphne e Annabel erano ricche da generazioni. Una differenza che i suoi genitori non riuscivano a comprendere, ma che tormentava Emily. Come il cappotto di cammello di Daphne, per esempio. Emily aveva desiderato disperatamente un cappotto di cammello come quello di Daphne: sobrio, sofisticato, da tipica studentessa universitaria. Ma sua madre non le aveva permesso di avere un qualunque cappottino in lana. A Cambridge faceva freddo, aveva decretato, e le aveva comperato una pelliccia di rat-musqu grigio dicendole che era una ragazza fortunata. A Emily non piaceva che i ragazzi fissassero la sua pelliccia durante le lezioni e che le ragazze le chiedessero di che razza di bestia fosse. Voleva un cappotto di cammello che ondeggiasse morbidamente dietro di lei quando correva e lunghi capelli dritti e biondi che ondeggiassero anche loro. Voleva essere Daphne.
Si chiese se sarebbe venuta al raduno. Sarebbe stata ancora cos bella? Avrebbe avuto i capelli ancora biondi oppure grigi? Avrebbe parlato ancora come se avesse una patata bollente in bocca? Ormai parlare a quel modo era come una presa in giro; improvvisamente i WASP erano diventati una minoranza. Negli anni Settanta erano le minoranze di un tempo che stavano trasformandosi in maggioranze. Chiss se Daphne si sarebbe ricordata di lei? L'avrebbe riconosciuta? Emily avrebbe riconosciuto Daphne fra mille, ne era certa. Non avrebbe mai dimenticato la Ragazza d'Oro, la pi ammirata e invidiata del pensionato, parte della Coppia d'Oro dell'ultimo anno. Era una tale sciocchezza avere tanta paura! Erano tutte donne adulte, ormai. Ma non poteva farne a meno.
Il taxi si ferm in Harvard Square. Come sembrava angusta con tutti quei negozi e ristoranti nuovi e quella folla che si accalcava dappertutto senza apparente motivo. Somigliava all'incrocio di Broadway con la Quarantesima, non pi alla deliziosa cittadina universitaria dei suoi ricordi. Ci mancava solo un pornoshop.
Non posso pi andare avanti annunci l'autista, meglio che prosegua a piedi.
Emily pag e scese. Si trov davanti al cancello, al grande portale di ferro battuto spalancato sul passato; non aveva mai visto tanta gente in vita sua. Come avrebbe fatto a ritrovare la sua classe? Come avrebbe potuto trovare qualcuno in mezzo a quella folla? E il frastuono, poi! Strinse i pugni. Aveva il cuore in gola. Quel viaggio per il ventesimo raduno era il primo che faceva da sola da quando era al mondo e se lo sarebbe goduto a tutti i costi.
Daphne Leeds Caldwell, in fila con il resto della sua classe, si accese una sigaretta e si guard in giro alla ricerca di volti noti. Era incredibile quanta gente si fosse data appuntamento l per festeggiare Radcliffe; le dava un confortante senso di sicurezza e di continuit. Ma guarda tutte quelle care vecchiette che si erano laureate molto prima che lei venisse al mondo! Si commosse e per un attimo gli occhi le si riempirono di lacrime. Anche lei aveva dovuto chiamare a raccolta tutto il suo coraggio per arrivare al termine di quei quattro anni con il suo segreto, vivendo nel terrore di essere smascherata. Era stata cos fiera di s il giorno della laurea, eppure in quel momento si sentiva ancora pi fiera per essere parte di quella grandiosa tradizione. Lei era speciale. Nessuno sapeva in che modo... la gente la guardava sempre con occhio superficiale e lei si era presa gioco di tutti quanti.
A Radcliffe erano stati tutti convinti che lei fosse perfetta, la Ragazza d'Oro. Cazzate! Ma lei, spinta dal bisogno di essere proprio cos, li aveva incoraggiati. Negli anni Cinquanta tutti desideravano essere perfetti. La vita era come una lotteria genetica: cattura l'uomo migliore, metti al mondo bambini sani e intelligenti prima che puoi, educali a seguire le tue orme. Non c'era spazio per gli insuccessi. Chi mancava il passo si trasformava automaticamente in un fallito... un paria. La gente aveva terrore di ci che non riusciva a capire.
I mariti erano al centro del cortile alla ricerca di una sedia libera per godersi la cerimonia, tutti tranne Richard che se ne era andato per conto suo in una specie di pellegrinaggio sentimentale e che l'avrebbe raggiunta pi tardi al picnic. Daphne si chiese come avrebbero fatto a ritrovarsi in quella baraonda. Pens a quanto sarebbe potuta essere diversa la sua vita se avesse avuto abbastanza fiducia in lui da confessargli il suo segreto anni prima. Ma ben presto tutto sarebbe andato a posto. Vent'anni prima era venuta a Radcliffe con il suo segreto e con quello era poi ripartita, ma adesso era tornata per liberarsene una volta per tutte.
Poco pi in l, sotto l'albero, vide la nota massa di capelli ramati. Annabel Jones... l'avrebbe riconosciuta ovunque. Ma non and a salutarla. Improvvisamente il passato l'aveva assalita. Si chiese perch mai Annabel avesse desiderato di tornare laggi.
Una donna minuta, dai capelli scuri, le corse incontro. Tu sei Daphne! Io sono Emily. Emily Applebaum, ricordi? Non sei cambiata affatto! Ti ho riconosciuta subito.
Oh grazie rispose Daphne. Sorrise. Neanche tu sei cambiata! In un certo senso non era neppure una bugia, visto che quasi non si ricordava di Emily Applebaum.

Parte 1. Gli anni Cinquanta: le regole.

1.

Quell'anno tutti i libri di saggistica erano di carattere religioso, a eccezione di tre: il Rapporto Kinsey sulla sessualit femminile, l'autobiografia di Polly Adler sulla sua vita di tenutaria di bordello e un trattato sul golf. Era l'epoca del sesso furtivo e colpevole. La gente non faceva che parlare d'amore e sposare degli estranei.
I genitori di Emily Applebaum andarono con lei all'universit per aiutarla a sistemarsi. Era il primo giorno della settimana di orientamento della matricola, un limpido giorno di autunno pieno di sole e di foglie dai colori cangianti. Sotto il terso cielo azzurro le costruzioni di mattoni rossi conferivano al campus universitario l'atmosfera di una cartolina pubblicitaria del New England. Emily era stata assegnata a Briggs Hall, in una stanza singola, come richiesto. Sua madre avrebbe voluto che lei alloggiasse con un'altra ragazza, in modo da essere certa di farsi almeno un'amica fin dai primi momenti, ma a Emily non andava l'idea di dividere la sua stanza con un'estranea e quando vide l'angusto cubicolo nel quale avrebbe dovuto vivere, cap di avere preso la decisione giusta. Era uno stretto rettangolo, con la porta che si apriva sul corridoio lungo il quale si allineavano decine di altre porte; sulla parete opposta c'era la grande finestra che dava sullo spiazzo erboso chiamato il Quadrangolo.
Briggs Hall era uno dei setti pensionati allineati attorno al Quadrangolo, ciascuno dei quali aveva fama di possedere un carattere tutto particolare. Briggs Hall era considerato quello pi in voga, con le ragazze pi graziose e pi richieste.
Emily era elettrizzata all'idea di essere stata assegnata proprio l. Il college sarebbe stato una tale avventura per lei! Trovarsi sola per la prima volta in vita sua e per di pi con tutti quei ragazzi di Harvard con i quali uscire! Non solo le matricole di Harvard, ma anche i fagioli, i laureandi e i laureati iscritti ai corsi di specializzazione: medicina, legge e persino architettura. E verso il fiume Charles c'era il MIT, il famoso Massachusetts Institute of Technology, una scuola per cervelloni nelle materie scientifiche.
Qui ti troverai di sicuro un marito, se ne avrai voglia le disse sua madre aiutandola a disfare i bagagli. Spero solo che ti ricorderai di studiare di tanto in tanto, almeno quanto basta per non farti bocciare.
Dopo che sarai fidanzata potrai farti anche bocciare soggiunse suo padre ridendo. Sapeva che Emily era troppo intelligente per non essere promossa. Era cos fiero di lei. Suo nonno era arrivato a New York dall'Europa, aveva abitato in una casa popolare a Hester Street, aveva lavorato in fabbrica e mantenuto il suo pesante accento straniero fino al giorno della sua morte. Suo padre, che non era mai andato all'universit, era diventato il re delle calzature, proprietario di una catena di negozi sparsi in tutto l'Est degli Stati Uniti. In quel periodo abitavano in una bella casa coloniale alla periferia della citt, erano soci del country club ed Emily era la prima ragazza della famiglia ad andare all'universit e per giunta a Radcliffe!
E finalmente era l, in procinto di diventare indipendente per la prima volta in vita sua in quell'enorme universit e spaventata a morte. Suo padre stava sistemando l'armadio smontabile che le avevano comperato perch in camera sua non c'era un solo stipetto. Le avevano anche aperto un piccolo conto alla banca di Harvard Square, un altro record, in modo che potesse provvedere ad acquistarsi i libri e quanto le occorreva per arredare la stanzetta. Emily si guard attorno sconfortata. Uno stretto letto singolo con un materasso a righe, una vecchia scrivania con relativa sedia, una toeletta zoppicante e scheggiata, e una libreria. Sulla scrivania c'era una lampada di metallo. Emily si sent salire un groppo alla gola e prov nostalgia per la sua casa.
Era figlia unica e i suoi pochi viaggi li aveva fatti sempre in compagnia dei genitori. Durante le vacanze estive la portavano nei migliori alberghi in localit turistiche come la Florida, le Bermude, le Hawaii, il Vermont o il New Hampshire dove poteva incontrare dei simpatici ragazzi ebrei. Sebbene detestasse lo sport, per anni aveva preso lezioni di tennis. Sui campi era facile incontrare un sacco di giovanotti.
Non dimenticartelo, Emily l'ammon sua madre, non voglio che tu perda tempo a fare il bucato. Non avere problemi a mandarmi tutto a casa.
Va bene, ma'.
Sua madre guard costernata la squallida stanzetta nella quale sua figlia avrebbe alloggiato per un anno intero. Comperati un bel copriletto e un tappeto, e vedrai che questo buco cambier faccia le disse per farle coraggio.
Le ruvide lenzuola di cotone bianco in dotazione all'universit erano ordinatamente ripiegate in fondo al letto. Emily rimpianse di non essersi portata le sue da casa, ma c'erano state cos tante cose da mettere nei bagagli. Si sent pi sola che mai. Prese la candela ricordo dalla valigia e la sistem in cima alla libreria. Subito si sent meglio.
Oh, Emily, non dirmi che ti sei portata dietro quella cosa disgustosa! esclam sua madre.
Emily aveva la mania di collezionare ricordi. La candela in questione, che aveva fatto con le sue mani, risaliva ancora al diploma preso a Scarsdale High. Consisteva in un bicchiere pieno di acqua colorata nella quale navigavano segnaposti, bustine di fiammiferi, una matita usata da un ragazzo per scrivere il suo indirizzo al college, il nastro del corpetto del suo abito e persino il mozzicone della sigaretta fumata dal suo primo ragazzo al ballo del diploma. Sopra tutti quei tesori aveva colato uno spesso strato di cera per conservarli. L'esperimento era stato piuttosto disastroso: le preziose reliquie avevano perso ogni forma e colore e nuotavano desolatamente nel viscoso liquido blu. Eppure quella candela era tutto quanto le restava del gran ballo del diploma e intendeva tenerla. Per il college aveva acquistato un voluminoso diario e aveva intenzione di conservare fra le sue pagine ogni ricordo della vita mondana che l'attendeva. Guardava al futuro con occhi pieni di aspettativa perch sapeva che quella sarebbe stata per lei l'ultima occasione di divertirsi e di darsi alla pazza gioia. Non dubitava che appena laureata si sarebbe sistemata sposandosi.
Un buon college faceva parte per Emily del cammino tracciato per contrarre un buon matrimonio, almeno quanto lo erano stati gli anni di lezioni di tennis e i grandi alberghi delle pi rinomate localit turistiche. Eppure il college per lei aveva anche altri significati e, sebbene non dicesse nulla in famiglia per paura che ne ridessero, a volte Emily sognava una vita diversa. Non si sarebbe sposata finch non avesse avuto venticinque anni. No, troppi, magari ventiquattro. E prima di sposarsi avrebbe frequentato la facolt di medicina. Il suo sogno finiva l. Non sapeva se avrebbe avuto il coraggio di andare fino in fondo: internato, tirocinio, la professione. Per in quel momento si trovava in uno dei pi prestigiosi college degli Stati Uniti e poteva studiare qualunque cosa volesse sotto la guida dei migliori professori. Aveva sempre provato un grande interesse per la medicina e le piaceva rendersi utile agli altri. Magari sarebbe diventata pediatra e sarebbe stata a contatto con i bambini piccoli. Una figura materna e intellettuale al tempo stesso. Forse avrebbe sposato un medico e avrebbe lavorato con lui. Lei avrebbe svolto la professione con i bambini e lui con gli adulti, poi, alla fine della giornata, avrebbero cenato insieme (per cucinare avrebbero avuto una cuoca), scambiandosi opinioni ed esperienze.
E quel bagno in fondo al corridoio sarebbe l'unico per tutte quante? La voce di sua madre la scosse dal suo sogno a occhi aperti.
Non saprei rispose Emily.
Fai attenzione a non dimenticare l i tuoi asciugamani. Qualcuno potrebbe usarli e chiss cosa ti prenderesti. E metti sempre della carta sull'asse del gabinetto prima di usarlo!
S, ma'.
E non usare quella orribile vasca. Fai la doccia. Puoi pulire quanto ti pare, ma non sar mai come a casa tua.
Okay.
Suo padre stava guardando l'orologio. Sar meglio che andiamo adesso. Ormai  una studentessa universitaria e pu badare da sola a se stessa.
Non dimenticarti di mangiare la frutta che ti ho portato le ricord sua madre. Pere, mele e quell'uva senza semi che ti piace tanto.  gi tutta lavata. Dividila con le altre ragazze cos ti farai subito delle amiche.
Dalla finestra Emily guard i genitori montare nel taxi che avevano chiamato e, nel momento in cui la macchina part, si accorse di non avere pi nostalgia di casa. Al contrario, era tutta emozionata. La grande avventura stava cominciando.
Fece il giro dell'edificio. Altre ragazze stavano ancora arrivando, trascinando bagagli su per i ripidi piani di scale. Le matricole, come ultime arrivate, erano relegate all'ultimo piano. Al pianterreno c'era un enorme soggiorno con due camini e pesanti mobili scuri e tetri. L'atrio di ingresso era vasto. Da un lato, vicino al portone, c'era il banco con il centralino, dalla parte opposta una stanzetta per la posta con una casella per ciascuna studentessa, nella quale inserire corrispondenza e messaggi telefonici. Sull'atrio si aprivano due stanze da gioco con alcuni tavoli per il bridge e pi avanti un'allegra sala da pranzo con tante finestre, un camino e alcune porte che conducevano alla cucina.
C'erano anche una cabina telefonica e lungo un corridoio laterale altre stanze.
Quel pomeriggio nel soggiorno ci fu un raduno generale nel corso del quale alle matricole vennero spiegate le regole del pensionato.
Coprifuoco alle dieci. Ogni settimana si aveva diritto a due uscite fino all'una del mattino. La domenica era permesso stare fuori fino alle undici, di conseguenza era evidente che venerd e sabato erano i giorni in cui si approfittava del permesso di potere tornare pi tardi. Ogni matricola aveva la sua chiave. Nell'atrio del dormitorio, accanto alla porta di ingresso, c'era il libro delle presenze. Bisognava scriverci sempre dove si andava, l'ora di uscita e, soprattutto, quella di ritorno. E guai a mentire! Se si era prese in castagna, oppure si rientrava dopo l'una, si veniva portate davanti alla House Committee, un comitato composto da un gruppo di ragazze della palazzina elette a maggioranza, che avrebbe deciso la punizione. Di solito consisteva nell'obbligo di restare in camera dalle otto in poi per un certo numero di sere. Naturalmente era proibito ricevere visite dal momento che gli uomini avevano il divieto assoluto di salire ai piani superiori del pensionato.
Il programma di lavoro, al quale tutte dovevano dare il loro contributo allo scopo di contenere i costi della scuola, consisteva nel servire a tavola durante gli orari di mensa, nel lavare i piatti e nel servizio di centralino, compito meglio conosciuto come Bells.
Le studentesse anziane generalmente si accaparravano il centralino, incombenza molto pi gradevole che servire a tavola. Bastava lavorare due giorni la settimana per sole due ore. Consisteva nel chiamare con il citofono interno l'interessata, dato che ogni stanza aveva una suoneria e una luce che si accendeva quando si era desiderate al telefono, e poi passare la linea alla derivazione installata nel locale lavanderia situato a ogni piano. Se l'interessata non era in camera, bastava lasciarle un messaggio nella sua cassetta delle lettere. Visto che gli uomini non chiedevano mai di essere richiamati, la sola idea era impensabile a quei tempi, il lavoro al centralino era molto pi semplice di quanto non si potesse pensare, dal momento che non c'erano mai messaggi da annotare. Dato che detestava alzarsi presto, Emily decise che avrebbe cercato di non farsi mai incastrare a servire a tavola all'ora della prima colazione.
Alla sera la direttrice del dormitorio serviva caff e cioccolata calda nella sala di soggiorno: rituale noto come buone maniere. Era importante, infatti, che una ragazza di Radcliffe conoscesse le buone maniere e sapesse comportarsi come una vera signora. Era severamente proibito indossare blue jeans in classe, ad Harvard Square e anche in sala da pranzo per la cena. La questione per Emily era del tutto accademica visto che non ne possedeva neppure un paio. Era inoltre vietato portare pantaloni di qualunque tipo durante le lezioni, persino quando nevicava.
Non si poteva fumare in camera. Per quello c'era un apposito salottino su ogni piano.
Ciascuna studentessa avrebbe ricevuto una copia ciclostilata degli avvenimenti della settimana. In mattinata potevano iscriversi alle lezioni, quindi avrebbero avuto colloqui privati con le consulenti del college a disposizione delle allieve per indirizzarle nella scelta della facolt cui iscriversi. Alcuni corsi erano obbligatori, per esempio Inglese Uno, che era di composizione e che bisognava seguire a Radcliffe, anche se si potevano seguire gli altri corsi ad Harvard. Emily ne aveva tutte le intenzioni.
Era proibito recarsi negli alloggi degli studenti in compagnia di un uomo a meno che non ci fosse una terza persona insieme oppure, naturalmente, se vi si teneva un party. Quella era la regola di Harvard e infrangerla poteva mettere nei pasticci l'interessato, per non parlare naturalmente dell'interessata, i cui guai sarebbero potuti essere ancora maggiori! Risero tutte a quella battuta, ben sapendo a che tipo di guai si riferisse.
Durante la prima settimana avrebbero fatto tutte l'esercitazione antincendio e la prova di nuoto. Era impossibile laurearsi senza sapere nuotare e stare a galla, quindi tanto valeva darsi da fare subito e non pensarci pi. Emily si chiese se anche sapere nuotare fosse un attributo necessario per diventare una vera signora.
Lasci vagare lo sguardo sulle altre ragazze che affollavano la sala. Al liceo le studentesse si sforzavano di essere tutte uguali, quelle, invece, erano tutte diverse. Per la prima volta in vita sua aveva sentito i pi svariati accenti e le sembrava quasi un miracolo vivere nello stesso edificio insieme con altre ragazze che arrivavano da ogni parte del Paese, ragazze che forse non avrebbe mai incontrato in vita sua se non avesse deciso di iscriversi all'universit. C'erano talmente tante giovani sconosciute di cui non sapeva ancora il nome ed Emily si chiese quali tra loro fossero ebree.
Terminato il raduno, le ragazze indugiarono nella sala per fare conoscenza. Un po' a disagio, Emily sal in camera a prendere le sigarette. Si era portata un piccolo portacenere da casa e, troppo timida per andare nel salottino, sedette sul pavimento in corridoio e si accese una sigaretta. Soltanto per questa volta, si disse, le prossime mi far coraggio, andr nel salottino e far amicizia con qualche ragazza. Si rendeva conto che le altre si sentivano estranee e intimidite almeno quanto lei, eppure continuava ad augurarsi che una di loro le andasse vicino e rompesse il ghiaccio.
Due splendide ragazze alte e slanciate stavano salendo le scale chiacchierando fra loro. Una aveva lunghi capelli rossi e l'altra biondi. Erano indubbiamente non ebree, impossibile sbagliarsi, si vedeva lontano un miglio! Si fermarono davanti a Emily.
Immagino che siamo vicine di stanza esord la rossa. Aveva un accento meridionale. Io sono Annabel Jones.
E io Emily Applebaum.
Io mi chiamo Daphne Leeds disse la bionda stupenda. Parlava come se avesse in bocca non una, ma dieci patate bollenti ed Emily cap subito che si trattava di una super affascinante super ricca. Ma che nome grazioso... comment Daphne. Applebaum. Non l'ho mai sentito prima. Che genere di nome , tedesco?
Uhm... s, credo rispose Emily. Se sapesse che sono ebrea probabilmente non mi rivolgerebbe pi la parola, pens. Siete compagne di stanza, voi due?
No. Daphne sta due stanze pi in l. Noi due siamo in camera singola e tu?
Anch'io.
Oh, ti sei portata un portacenere! esclam Annabel. Ma che idea assolutamente formidabile! Bene, dividiamolo allora. Pesc dalla tasca della gonna un pacchetto di sigarette e sedette accanto a Emily. Hai mai sentito tante regole stupide in vita tua?
Daphne sedette per terra accanto a loro e soffi nell'aria un perfetto anello di fumo: E io che pensavo che avessimo un sacco di regole idiote a Chapin osserv, ma qui  addirittura grottesco. Dopo tutto siamo all'universit, ormai. Che lagna!
In fondo non  proibito fumare in corridoio osserv Emily precipitosamente.
Lo so disse Annabel. Intendevo tutte quelle regole sugli uomini e sugli appuntamenti. Se abbiamo intenzione di fare qualcosa di male possiamo benissimo farlo anche prima delle dieci, dopotutto. Rise. Che incredibile ipocrisia!
Non ho nessuna voglia di fare quell'esercitazione antincendio disse Emily. Pensate che ci faranno saltare dalle finestre?
Non pu essere cos terribile comment Daphne. Pare che si tenga nella palestra.
Per quanto mi riguarda intervenne Annabel, qualunque cosa si faccia in palestra  terribile.
Emily ridacchi sollevata: Oh, anche tu odi la ginnastica?
La detesto. Mi piace andare a cavallo, ma soprattutto per i cocktail che ci sono dopo.
Emily fiss Annabel stupefatta. Non aveva mai incontrato una persona cos sofisticata e mondana in vita sua. La vedeva in costume da amazzone, come in un film, fare colazione prima della caccia, scortata da due giovanotti alti e aitanti. Beveva cocktail alla menta oppure champagne?
Annabel termin la sigaretta e la spense nel portacenere di Emily.
In camera mia ho un piccolo pacco dono annunci, se avete voglia di tenermi compagnia. Se la cena somiglia anche vagamente al pranzo sar meglio che ci foraggiamo un po' prima.
Che cosa intendeva? si chiese Emily. Liquori, forse? Certamente la madre di Annabel non era il tipo da darle solo frutta e per giunta gi lavata!
Seguirono Annabel in camera sua. Era identica a quella di Emily, ma la somiglianza finiva l. Sembrava che la sua padrona ci abitasse da un anno. Golfini di cachemire e gonne di tweed erano gettati con aria noncurante sulla sedia, sul letto, per terra. Alcuni indumenti erano gi appesi nell'armadio. Scarpe spaiate erano sparse sulla base dell'armadio a muro e sul ripiano della toeletta troneggiava un incredibile assortimento di barattoli e di cosmetici. L'unica cosa in ordine era la libreria. Evidentemente Annabel si era portata da casa i suoi libri pi preziosi e li aveva gi allineati ordinatamente sugli scaffali. C'era la serie completa dei libri di Oz, di Winnie the Pooh, tutte le opere di F. Scott Fitzgerald, di Emily Dickinson, di Sarah Teasdale, di Edna St. Vincent Millay, di Yeats e di T.S. Eliot. Per terra c'era un giradischi portatile e vicino una pigna di vecchi 78 giri di Nol Coward. Annabel mise su Someday I'll Find You e tir fuori da sotto il letto una scatola. Conteneva cracker salati, caviale, un barattolo di ostriche affumicate, formaggio e due bottigliette di champagne autentico.
Non ci credo! esclam Daphne.
E invece s.
Ci faremo cacciare via fin dal primo giorno esclam Emily deliziata e terrorizzata.
Andate a prendervi un bicchiere in camera vostra e poi chiudiamo a chiave la porta ordin Annabel.
Lo champagne rese Emily lievemente euforica. Si vedeva che Daphne e Annabel erano abituate a cose del genere perch sembravano assolutamente normali. In quel momento non si sentiva pi cos timida. Pensava invece a che cosa incredibile fosse per lei trovarsi l in quella stanza con due ragazze provenienti da un mondo totalmente diverso e andarci cos d'accordo. Per certi aspetti Annabel e Daphne erano diverse una dall'altra: in primo luogo per l'accento. Per altre cose, invece, sembravano identiche. Entrambe avevano frequentato scuole alla moda. Entrambe erano tipiche esemplari WASP. Entrambe erano ricche e avevano quella noncurante fiducia in se stesse che Emily sapeva avrebbe impiegato anni a conquistarsi. Ma Annabel era cordiale e spontanea, mentre Daphne era fredda e distaccata. Sembrava affabile, ma era difficile stabilire se stava solo comportandosi da persona bene educata oppure se davvero provasse simpatia per te.
Debutti ad Atlanta o a New York? chiese Daphne ad Annabel.
Atlanta rispose Annabel. Ma pu darsi che vada al ballo Grosvenor.
Oh, s esclam Daphne. Cos potrai venire prima al mio party. Dar una cena alla Maisonette.
Emily non aveva mai incontrato nessuna debuttante. Ne aveva sentito parlare e letto nei giornali; pi che letto, leggiucchiato, visto che la cosa non le interessava e che non aveva nessun legame reale con la sua vita.
E tu debutti? chiese Annabel a Emily, che scosse il capo imbarazzata. Oh, non importa ribatt precipitosamente Annabel. Puoi sempre conoscere gli uomini di Harvard nella serata di gala della settimana dell'orientamento, il Benvenuto alle Matricole, se ti interessano e se vorrai parteciparvi.
Matricole intervenne Daphne, a me non interessano le matricole.
Oh, nonni e fagioli caleranno a frotte, non temere ribatt Annabel. Sono tutti qui, appostati nel loro pensionato, per vedere il nuovo raccolto. Che saremmo noi.
Il nuovo raccolto, pens Emily. Come fiori che si aprono in attesa di essere notati e colti. Era tutto cos romantico, frenetico e fuggevole! Il loro grande momento universitario! Cerc di immaginarsi gli uomini nei loro alloggi, in attesa di incontrare proprio lei, di innamorarsi di lei. Che cosa stupenda avere diciotto anni con uno stuolo di uomini a disposizione, ansiosi di trovarla, ansiosi di essere trovati. Da qualche parte c'era quello giusto, quello di cui si sarebbe innamorata. Aveva davanti a s quattro anni di party, di serate, di uomini e di partite di pallone per trovarlo. Un giorno ti incontrer e la luna ringrazier... proprio come nel disco che piaceva tanto ad Annabel.
Il giorno seguente Emily ebbe un colloquio con la sua consulente accademica. Dal campus di Radcliffe, dove era fissato il colloquio, a quello di Harvard, nel quale si sarebbe tenuta la maggior parte dei suoi corsi, c'era da compiere un tragitto piuttosto lungo ed Emily cap subito che avrebbe fatto un sacco di ginnastica. Molte ragazze si erano subito procurate una bicicletta, ma Emily non aveva pi vinto la paura dal giorno in cui, da bambina, aveva fatto una brutta caduta. E inoltre la gonna continuava a impigliarsi nei raggi. Camminare le piaceva. C'erano tante cose nuove da guardare e Cambridge era davvero carina, con le sue stradine a ciottoli irregolari e quelle casette antiche costruite al riparo delle siepi e dei giardinetti. Persino Radcliffe Yard, doveva ricordarsi di chiamarla cos e non campus, dava il senso alla storia. Nella sua mente rivedeva quelle prime donne coraggiose che vi avevano messo piede anni prima, con grandi cappelli, gonne lunghe e le braccia cariche di libri, alla ricerca di un'istruzione superiore e di tutte quelle cose che allora erano proibite alle donne. Le immaginava percorrere gli stessi viottoli, gli stessi prati ben curati, entrare nei medesimi venerabili edifici di mattoni rossi, persino sfogliare i medesimi volumi in biblioteca. A quei tempi le donne non avevano molta scelta. Se andavano all'universit, difficilmente si sposavano. Diventavano delle intellettuali e basta, delle calze blu, come si chiamavano allora.
Ormai, negli anni Cinquanta, era pi che naturale andare all'universit, se riuscivi a entrarci. Certamente la vita era pi facile per le donne.
La signora Tweedy, la consulente, era un'attraente donna di mezza et. Siediti, Emily le disse cordialmente sfogliando la sua pratica aperta sulla scrivania. Vedo che sei arrivata da noi con un eccellente curriculum scolastico. Hai gi pensato in che cosa ti piacerebbe laurearti?
Emily respir a fondo. Vorrei prendere medicina.
Medicina? La signora Tweedy sembrava sbalordita.
S, mi ha sempre interessato. Vorrei provare a fare medicina.
Bene, bene, vediamo... Altra e pi esasperante ispezione nella pratica. Dunque vorresti fare il medico?
Credo di s. Non capiva perch mai cominciasse a sentirsi cos sciocca. Per quale motivo non avrebbe potuto avere una carriera entusiasmante? Aveva diciotto anni e tutta la vita davanti a s.
Alla scuola superiore hai fatto quattro anni di matematica e quattro di biologia, ma niente chimica. Non hai le minime basi di chimica, Emily. Sei molto indietro.
Nessuno mi aveva detto che era necessaria. Era veramente a disagio in quel momento, come se improvvisamente si fosse dimostrata una sciocca pretenziosa. Potrei cominciarla subito e recuperare il tempo perduto, non le pare?
S, immagino che sia possibile ammise la signora Tweedy senza entusiasmo. Guard Emily con un'espressione di rassegnata pazienza. Quelli che vogliono diventare medici programmano accuratamente le loro carriere, Emily. Tu, invece, non hai ancora consultato nessuno, non hai fatto progetti. Non puoi decidere di diventare medico cos, sui due piedi.
Lo so, ma...
Vediamo di essere realistici. Credo che dovresti laurearti in relazioni sociali. Potresti prendere psicologia, sono certa che ti piacer. E troverai gli esami facoltativi molto interessanti. Poi, se lo desideri, potrai proseguire con la specializzazione e fare l'assistente sociale. Cos sarai in grado di avere una vita normale e un lavoro part-time se ancora ne avrai voglia.
Emily aveva sentito parlare dalle altre ragazze della laurea in relazioni sociali. Una laurea di serie B. Il lavoro di assistente sociale non era n gratificante n prestigioso. Appena un passo pi in l di quanto sua madre faceva gi nel tempo libero: volontariato e opere di beneficenza. E sua madre aveva frequentato appena le superiori.
Credo che le relazioni sociali ti piaceranno, Emily. La signora Tweedy chiuse la cartellina e la lisci, come se avesse appena rimesso in ordine la vita di Emily. Sorrise e sul suo viso si dipinse quell'espressione confidenziale che le persone anziane assumono sempre quando vogliono farti sapere quante cose sanno loro e quante poche, invece, ne sai tu. Se la medicina ti interessa tanto, Emily, sposa un medico. Vedrai, qui conoscerai un sacco di bravi ragazzi che studiano medicina. La facolt di medicina di Harvard  una delle migliori del Paese.
Si alz e le tese la mano. Emily gliela strinse e usc. Lentamente ripercorse nella direzione opposta le stradine lastricate fino a Briggs Hall. Non si sentiva pi parte della storia delle grandi donne intellettuali: si sentiva come una semideficiente. Laggi c'era la vita, ma lei era dall'altra parte della barricata.
Sposa un medico; addio, Emily. I suoi genitori sarebbero stati al settimo cielo e la signora Tweedy si sarebbe sentita come se in cinque minuti avesse risolto tutti i problemi di Emily. Poteva diventare la Moglie del Medico. Avrebbe avuto una bella casetta che avrebbe tenuto impeccabilmente, in modo che lui potesse svolgere in santa pace il suo lavoro. Avrebbe allevato i suoi vispi rampolli. E se si fosse annoiata avrebbe potuto fare l'assistente sociale part-time.
Che cosa c'era di cos terribile in tutto quello? Sposare un medico era sempre stato uno dei suoi sogni a occhi aperti.
Emily era confusa e infelice. Non sarebbe mai stata nessuno per conto suo. Sarebbe stata importante solo grazie al suo rapporto con qualcun altro. In fin dei conti proprio in quello consisteva il matrimonio: accalappiare l'uomo giusto. E che cosa c'era poi di cos sbagliato? In fondo non voleva fare il medico sul serio. La chimica era noiosa. Non ci aveva provato davvero, dopotutto; ma allora perch si sentiva quella strana, deprimente sensazione sciocca? Decise che non avrebbe parlato mai pi con nessuno della sua assurda ambizione.
A pranzo Emily and a sedersi accanto ad Annabel e Daphne che la presentarono a una nuova ragazza, Christine Spark, chiamata Chris, che, risult poi, aveva la stanza proprio di fronte alla sua. Chris, not Emily con sollievo, non era n terribilmente carina, n snob. Aveva un'aria schietta, modesta e insignificante che la rassicur e gli abiti che indossava somigliavano pi che altro a una divisa scolastica, come se la sua pi grande ambizione fosse di passare inosservata. Emily ricord di averla vista alla stazione mentre veniva al college. La madre di Chris era evidentemente ubriaca. Al momento la cosa non l'aveva colpita molto visto che era troppo occupata con il bagaglio e poi lo sapevano tutti che i goyim, i gentili, i non ebrei insomma, bevevano tutti come spugne.
Sopra un piatto di asparagi filamentosi, serviti su una fetta di pane di segale umidiccio e coperti da una grumosa salsa biancastra che nessuna di loro riusc a mangiare, parlarono delle rispettive lauree e specializzazioni. Annabel si sarebbe specializzata in inglese. Daphne in storia dell'arte. Chris aveva scelto la storia medievale. Quando Emily annunci che si sarebbe specializzata in relazioni sociali nessuna di loro fece una piega. Inglese e relazioni sociali erano le due facolt pi frequentate.
Non  magnifico che tutte noi sappiamo gi in che cosa desideriamo specializzarci? osserv Daphne. Ti fa risparmiare un sacco di tempo. Adesso possiamo concentrarci su questioni pi importanti, come gli uomini, per esempio. Sorrise per dimostrare che stava scherzando. Sapevano tutte benissimo che Radcliffe era il pi duro dei college e che avrebbero dovuto studiare sodo.
Andiamo a una tavola calda in citt propose Annabel spingendo di lato il piatto ancora intatto. Ho fame.
Ho della frutta in camera mia offr Emily.
Oh, magnifico approv Chris, la frutta non ingrassa!
Non sarai mica a dieta, tu? domand Emily, stupita. Sei cos magra.
E invece s ribatt Chris. Non proprio a dieta, ma ci sto attenta.
Che strana ragazza, pens Emily. A giudicare dai capelli dritti come spinaci fermati dietro le orecchie, dal viso acqua e sapone con gli occhiali dalle lenti decisamente sporche, si sarebbe giurato che non le importava un accidente del suo aspetto. Invece, evidentemente, un po' le importava. Nessuno, decise, poteva essere completamente indifferente alle regole della societ, neppure Chris.
Verso la fine della settimana di orientamento le ragazze erano gi pi rilassate, meno spaventate. Avevano scelto i corsi da seguire e studiato i percorsi per arrivarci senza perdersi fra un palazzo e l'altro. Avevano comperato i libri di testo alla cooperativa di Harvard, un misto fra la pi grossa libreria e la pi grossa cartoleria che Emily avesse mai visto. Si trovava su Harvard Square, che avrebbe costituito il loro centro nevralgico, con l'universit di Harvard da una parte: quel misterioso forziere di sapere e di uomini che per primo aveva spinto la maggior parte di loro a venire a Radcliffe.
Harvard! Radcliffe aveva la fama di essere la migliore delle sette sorelle, le sette pi note universit femminili del Paese, eppure molta gente non l'aveva mai sentita nominare. Invece bastava dire Harvard perch tutti sapessero di cosa si stava parlando.
Emily, che fino a quel momento non aveva mai provato molto campanilismo scolastico, comper il gagliardetto bianco e cremisi di Harvard e lo appese al muro. Tutte le ragazze avevano riarredato le loro stanze con copriletti, lampade, cuscini, tappeti e altri oggetti personali, alcuni portati da casa, altri acquistati sul posto. Daphne aveva appeso alle pareti piccole riproduzioni di quadri famosi. La stanza di Annabel rest nello stesso incredibile caos nel quale le ragazze l'avevano vista il primo giorno di universit e, dal momento che non rifece mai il letto, neppure una volta, nessuna seppe mai se aveva comperato un copriletto oppure no. Chris era l'unica matricola del piano che non si era preoccupata di sistemare la sua stanza. Unico suo acquisto: una lampada a piede. La stanza somigliava a una cella monacale ed era cos che le piaceva.
Annabel aveva messo le mani su una copia del registro matricole di Harvard che conteneva non solo le fotografie di tutti i ragazzi, ma anche i loro indirizzi di casa e il nome delle superiori presso le quali si erano diplomati. Quel libro fu indubbiamente il pi consultato di tutta la scuola. Non appena si sparse la voce della sua esistenza, le ragazze iniziarono a recarsi in processione da lei per scegliersi il loro preferito.
Nel dormitorio, intanto, le ragazze cominciavano a conoscersi e le amicizie a consolidarsi. Emily aveva trovato altre ragazze ebree e si sentiva a suo agio in loro compagnia. Daphne aveva trovato altre debuttanti. Eppure, sia perch Emily, Annabel, Daphne e Chris si erano incontrate il primo giorno, sia per il fatto che erano cos vicine di stanza, rimasero sempre amiche. Presero l'abitudine di sedere insieme in corridoio a fumare. Emily non la finiva pi di pensare alla faccia che avrebbe fatto sua madre se l'avesse vista con delle simili amiche.
Le quattro compagne sedettero vicine durante il discorso del rettore all'apertura dell'anno accademico. Guardate la ragazza alla vostra sinistra le invit il rettore, e alla vostra destra. Si guardarono tutte in faccia e sorrisero. Ciascuna di queste ragazze  stata la migliore, la portabandiera del suo gruppo alle superiori annunci il rettore. Ma qui la sfida sar ben diversa! Vi troverete in concorrenza con le migliori studentesse del Paese. Si pretender da voi un duro e serio lavoro.
Immagina, pens Emily, questa sala enorme piena di prime della classe. Di nuovo torn a sentirsi inferiore. Il padre di Annabel era un famoso cardiochirurgo e quello di Chris titolare della cattedra di chimica alla Columbia University. Il padre di Daphne era socio anziano di uno degli studi legali pi famosi e prestigiosi di New York. Suo padre, invece, era proprietario di una catena di negozi di calzature. I suoi genitori non erano degli intellettuali. Sembrava che tutte quelle ragazze provenissero da generazioni di potere. Avevano frequentato tutte delle scuole private. Emily si chiedeva se ce l'avrebbe fatta a reggere il confronto. Voleva a tutti i costi cavarsela con onore.
La cultura per amore della cultura stava intanto dicendo il rettore, per la crescita intellettuale che la cultura pu portare nelle vostre esistenze...
Non per la carriera. Ecco quello che sta cercando di dirci, pens Emily. Solo per essere una persona migliore, pi istruita. Era diventato tutto cos semplice. Bisognava cercare sempre di migliorare se stessi. Di essere perfetti. I golfini gemelli di cachemire dovevano intonarsi con i colori della gonna scozzese, le unghie e i capelli essere sempre perfettamente curati, dovevi essere educata, arguta, comprensiva, interessata. Dovevi essere interessante. Ottenere buoni voti e una buona educazione era parte di quello. Era felice di avere finalmente capito. Una buona educazione non sarebbe mai stata sprecata.

2.

Annabel Jones si stava truccando per il Gran Ballo delle Matricole, la serata culminante della settimana di orientamento. Per lei il rituale della preparazione per un ballo o un party era elettrizzante almeno quanto l'evento stesso. Sentiva la ben nota atmosfera di aspettativa, la consapevolezza che quella sera sarebbe potuta accadere qualunque cosa... Aveva pulito la piccola vasca da bagno tutta graffiata e fatto un lungo bagno di schiuma, rimpiangendo la magnifica e gigantesca vasca di casa sua, dove poteva stendere completamente le gambe. I suoi capelli ramati, appena lavati, erano pi luminosi del solito. Per quella sera aveva scelto il suo abito preferito: di taffett nero, con la grande gonna a ruota, che aveva steso sul letto. Applic un secondo strato di mascara, si pass una goccia di Arpge su tutti i punti strategici, fino alla fessura tra i seni, sorretti dal reggiseno senza spalline. Sul giradischi c'era una pigna di dischi di Nol Coward e Annabel canticchiava volteggiando da sola per la stanza e sentendo la felicit crescerle dentro. L'universit era nuova, sconosciuta, un po' misteriosa forse, ma quel rituale, almeno, le era familiare.
Adorava i party. In una sala piena di uomini e di musica si sentiva in preda a una strana vertigine, a una spumeggiante euforia che le faceva apparire divertente qualunque cosa venisse detta. Era instancabile, adorava danzare. Sapeva che al ballo non ci sarebbero stati alcolici da bere, ma non le importava, non ne aveva bisogno. Le sarebbe bastato varcare quella soglia per essere ubriaca di felicit. I party le facevano sempre un simile effetto e Annabel era convinta che il suo destino fosse di restare, per sempre, una debuttante, una bellezza del Sud, una reginetta delle feste che danza, civetta e volteggia fra le braccia di un uomo che la tiene stretta prima di passarla all'uomo successivo, in adorante attesa. Ai party si sentiva sempre al centro dell'attenzione. Sapeva di essere bella; la gente non faceva che dirglielo da anni. Ma soprattutto era lei stessa ad alimentare la propria eccitazione. Gli uomini le piacevano.
Infil il vestito e, tenendolo chiuso con la mano, and nella stanza accanto per farselo allacciare. Emily non c'era, cos buss alla porta seguente, quella di Chris. La ragazza sedeva sul letto in pigiama intenta a leggere un libro.
Santo cielo esclam Annabel. Ti senti male?
Chris alz lo sguardo mentre gli enormi occhiali le scivolavano sul naso. No rispose con aria imperturbabile.
Puoi tirarmi su la lampo, per favore? Chris esegu. Come mai non ti stai preparando per il ballo?
Non ci vado dichiar Chris.
E perch no?
Non mi va.
Annabel sedette ai piedi del letto. Su, non essere timida la esort. Abbiamo tutti paura. Quegli uomini sono certamente pi emozionati di noi.
Io non ho paura spieg Chris.  solo che odio le feste, tutto qui.
Odi le feste? Annabel era senza parole. E perch?
La gente dice solo sciocchezze. E poi non si riesce a conoscere veramente nessuno quando ci balli insieme per meno di cinque secondi. Quando parli con qualcuno a un party lo vedi che si guarda sempre in giro alla ricerca di qualcosa di meglio. Come se si potesse capire a prima vista!
Oh, basta fissarli in fondo agli occhi come faresti con un serpente replic Annabel.  cos che si incantano i serpenti, lo sapevi?
Credevo che si facesse suonando il flauto.
Oh, che importanza ha? Balz in piedi. Avanti, scegliamo un vestito e poi se ti va posso truccarti. Adoro fare il trucco, io! Povera Chris, pensava intanto, probabilmente ha il terrore di fare tappezzeria e scommetto che qualcuno deve essere stato davvero crudele con lei in passato.
Non ho portato un vestito da sera ribatt Chris in tono pratico.
Oh... era per quello, allora! Era davvero povera. Annabel non aveva mai conosciuto qualcuno che non avesse un sacco di soldi, tranne la servit naturalmente, e si sent orribilmente imbarazzata. Come fare a prestarle un vestito senza urtarne la sensibilit? Glielo avrebbe offerto e basta. La gente in fondo non faceva che chiedere in prestito i vestiti degli altri.
Sei arrossita osserv Chris.
Non  vero.
Senti, se avessi voluto portarmi un vestito per cose del genere lo avrei fatto. Non ne ho portati solo perch non avevo nessuna intenzione di partecipare a dei party.
Sei pazza da legare le disse Annabel. Absolument folle. Devi pure avere una vita mondana, in fondo fa parte dello spirito del college. Non ti piacciono gli uomini?
Oh certo, solo che non ne ho mai incontrato uno abbastanza decente!
Hai frequentato una scuola femminile, che cosa ti aspettavi? Anch'io, sai. Per ad Atlanta c' un country club e tutti danno un sacco di party. Con quanti universitari sei uscita?
Nessuno rispose Chris. Non me lo hanno mai chiesto.
Bene, stasera lo faranno. Avanti, salta gi da quel letto e datti da fare.
Oh, Annabel...
Annabel afferr Chris per il polso e la tir fuori dal letto. Cedette quasi subito e Annabel ne fu felice.
Ce l'hai una gonna nera? Stava gi frugando nell'ordinato armadio di Chris. Questa andr benone. E sopra che cosa ci metti?
Quella camicetta indic Chris.
No, non va. Ti prester io una camicetta molto pi sexy. E poi ti serve una cintura di pelle morbida, molto alta.
Non ce l'ho.
Io s.
 molto gentile da parte tua, Annabel.
 che odio gli sprechi annunci Annabel.
Furono fra le ultime ad arrivare al ballo, ma ne valeva la pena, pens Annabel, perch Chris sembrava trasformata. Era persino riuscita a convincerla a lasciare gli occhiali in camera. La palestra era gremita di uomini attraenti e Annabel aveva visto giusto, perch anche gli studenti anziani erano arrivati a frotte. Era facile individuarli alla prima occhiata; non solo erano pi vecchi, ma sembravano anche molto pi sicuri di s rispetto alle matricole di Harvard. E, dal momento che la guerra di Corea era finita, c'erano anche i reduci che naturalmente erano i pi sofisticati di tutti. C'era persino un'orchestra vera e propria. Annabel si sent pervadere da un'ondata di felicit e di stordimento quando, nel momento stesso in cui mise piede nella sala, un bellissimo ragazzo la invit a ballare. Gli sorrise e con la coda dell'occhio si rese conto che qualcuno aveva gi chiesto anche a Chris di ballare. Magnifico.
Come ti chiami? chiese lui.
Annabel Jones e tu?
Richard Caldwell.
Oddio, non era forse la cosa pi bella che avesse mai visto in vita sua? Alto, biondo e sexy, con quel profilo classico e quella stupenda mascella.
Di dove sei? chiese lui.
Atlanta, Georgia. E tu?
New York.
Non ebbero tempo di dirsi altro perch, seguendo la regola di quel genere di ballo, un piccoletto dall'aria buffa li interruppe e si impadron di lei. Mi chiamo Charlie Bliss. E tu?
Annabel Jones.
Sono un giocatore di hockey.
Ma davvero!
Probabilmente era giocando a hockey che si era scheggiato i denti davanti. Sembrava un vampiro, pens Annabel. L'ultima cosa al mondo che avrebbe desiderato era baciarlo. La musica dell'orchestra sfum nella canzone del film Moulin Rouge e lui la strinse a s, sistemando la testa sotto il suo mento. Annabel sorrise a Richard Caldwell dall'altra parte della sala. Non poteva interromperli e riprendersi Annabel finch non lo avesse fatto qualcun altro prima di lui. Era la regola. Lui le strizz l'occhio e fece una smorfia. Quindi Richard Caldwell cambi dama con Daphne e il ragazzo che stava ballando con Daphne invit Annabel.
Che sollievo: era stupendo! In quel momento, la solita fortuna, l'orchestra attacc Don't Let the Stars Get in Your Eyes costringendoli a saltellare qua e l come due idioti. Annabel ridacchi all'ironia della sorte. Per il suo cavaliere era il miglior ballerino che le fosse mai capitato, si capiva subito.
Sono Maxwell Harding III si present lui. Max per gli amici.
E io sono Annabel Jones. Annabel per gli amici.
Hai incontrato Miss Jones... prese a canticchiare lui incurante della musica.
Oh, piantala rise lei. Di dove sei?
New York.
Come mai gli uomini di New York sono tutti cos belli? Gli sorrise e lui le ricambi il sorriso, lusingato. Non era solo bello, aveva un viso simpatico e allegro, con le fossette e ridenti occhi dorati orlati di ciglia scure e capelli biondo rossicci che, si vedeva bene, sarebbero stati ricci se non fossero stati tagliati cortissimi come era la moda in quegli anni. Somigliava a un fauno alto e pieno di grazia. Che anno fai, Max?
Sono matricola.
Non lo avrei mai detto. Che facolt hai intenzione di prendere?
Quella di tirare a campare.
Tirare a campare! rise lei. Non sapevo che esistesse una laurea del genere.
 una specializzazione per soli uomini spieg Max allegramente. Dopo la laurea voglio lavorare nel teatro.
Come attore?
No. Regista o produttore. Forse entrambe le cose.
Che cosa divina! Tutti gli uomini che conosco vogliono fare economia o cose del genere. Sono tutti talmente noiosi.
Lo so.
Tu vuoi fare il bohmien, Max? Hai intenzione di andare ad abitare al Greenwich Village?
Per prima cosa vorrei vivere a Parigi per un anno.
Davvero? Ma  sempre stato il mio sogno!
Qualcuno stava per battere sulla spalla di Max e interrompere il ballo quando lui volteggi con aria esperta guidando Annabel dall'altra parte della sala. Sembrava molto compiaciuto della sua abilit.
Allora vieni con me le propose.
Certamente. Dopo la laurea, se nessuno di noi due sar sposato, andiamocene insieme a Parigi a vivere nel peccato.
Sulla Rive Gauche.
Ma che idea divina esclam Annabel. Prenderemo una soffitta con i doccioni sul davanti.
Stai parlando di Notre-Dame l'avvert Max.
Credi? Insomma, sono assolutamente certa che in tutta Parigi riusciremo a trovare un appartamento con dei doccioni. Fosse anche sui piedini della vasca da bagno!
Okay, promesso.
Li interruppe Richard Caldwell. Ad Annabel dispiacque perdere Max, ma fu felice di ritrovare Richard. Lui la tenne stretta e ballarono guancia a guancia mentre l'orchestra suonava Rags to Riches.
In che cosa hai intenzione di specializzarti? gli sussurr all'orecchio.
In te le mormor lui di rimando e le lanci il pi incantevole dei sorrisi, tanto che lei non riusc a capire se stesse scherzando oppure no.
Quando, contravvenendo a tutte le regole, Max li interruppe quasi subito, Annabel pens che doveva essersi innamorato di lei.
Andiamo fuori a fumare le sugger Max. Oppure preferisci una tazza di ponce?
Tutt'e due rispose Annabel. Fa terribilmente caldo qua dentro, non ti sembra?
Portarono sul prato subito fuori le loro tazze di ponce e si accesero una sigaretta.
La luna era velata da nuvole leggere simili a stelle filanti e gli edifici di Radcliffe si stagliavano netti contro il cielo nero. Non credo che dovresti ballare tutta la sera con Richard Caldwell le disse Max.
Ma se ho ballato con lui appena due volte! Non sarai mica geloso?
 solo che  sposato.
Sposato? Annabel quasi si strozz con la boccata di fumo e toss. E come lo sai?
Nel mio pensionato ci sono un paio di vecchi compagni di classe. Non  mica un segreto. Sua moglie avr un bambino a novembre.
Ma sembra cos giovane ribatt Annabel sconcertata. Come osava dirle che voleva specializzarsi in lei?
 una matricola.
Santo cielo, scommetto che  stato un matrimonio lampo. Non si sa mai con chi si ha a che fare, vero? Si meravigliava che avesse avuto il coraggio di venire al ballo e di farle sprecare il suo tempo prezioso quando sapeva benissimo che non sarebbero mai potuti uscire insieme. Sono felice che tu me lo abbia detto. Ti assicuro che lui non ne ha fatto parola.
Vuoi venire alla partita di Princeton con me? le chiese Max.
Oh, ne sarei felice!
Dopo ci saranno un sacco di party annunci Max. Andremo a tutti. E ti porter a fare un giro nella mia Stutz Bearcat del 1928.  gialla.
Davvero hai una Stutz Bearcat? Decisamente aveva trovato l'anima gemella, era quasi troppo bello per essere vero. Adoro gli anni Venti! Ho sempre pensato che avrei dovuto avere diciotto anni a quell'epoca invece che adesso. Gli anni Cinquanta sono cos deprimenti.
Sono d'accordo replic Max. Adoro tutte le canzoni. La musica di oggi  insopportabile. E la gente, poi, non ha stile. Tu saresti stata una perfetta ragazza spregiudicata anni Venti.
Mia madre a quel tempo aveva l'et giusta. Per non era affatto spregiudicata osserv Annabel. Mio nonno era pastore. Mia madre non  mai entrata in uno spaccio di liquori in tutta la sua vita e a quei tempi non si era neppure tagliata i capelli secondo la moda. Si  persa tutto il bello. Io s che me la sarei goduta, invece! Una volta mi ha lasciato provare il suo vestito da sposa. Oh, decisamente sono nata nell'epoca sbagliata! Ho letto tutto Scott Fitzgerald, fino all'ultima riga, e ho tutti i dischi di Nol Coward.
Io so suonare tutte le sue canzoni al piano aggiunse Max.
Ma che fortuna esserci incontrati. Gli si fece pi vicina e nel chiarore lunare scrut il suo bel viso da fauno. Si chiese se avrebbe provato a baciarla. No, era un perfetto gentiluomo. Non avrebbe osato. Non erano usciti insieme neppure una volta. Eppure aveva l'impressione che fossero amici da un pezzo.
Forse Chris aveva ragione a proposito dei party. Annabel non ci aveva mai pensato prima, ma tutti quei balli erano stati massacranti per lei. Eppure lo scopo era quello di conoscere gente nuova, altrimenti quali altri sistemi esistevano? Bisognava scoprire pi nomi che si poteva e porre tutte quelle stupide domande sulle loro famiglie e la carriera che intendevano fare prima che qualcuno venisse a interromperti, cos, se non ti andava l'aspetto di un ragazzo o il suo pedigree, non perdevi tempo a uscirci e non avresti mai saputo se era simpatico oppure no. Era tutto cos superficiale. Insomma, in fin dei conti non doveva certo sposarseli. Aveva davanti quattro stupendi anni di college e tutto il tempo che voleva per mettere giudizio. Se avesse pensato al matrimonio, allora sarebbe stato diverso. Si sarebbe data il tempo necessario per conoscere davvero il suo cavaliere, fino in fondo. Si chiese se avrebbe potuto sposare Max.

Credo che sia meglio che la smetta di monopolizzarti le disse Max.
Tornarono nella sala. Chris stava ballando con un'aria annoiata a morte con Charlie Bliss, mentre Daphne danzava e chiacchierava animatamente con Richard Caldwell.
Vai a ballare con lei disse Annabel a Max, cos glielo dico.
Non appena Max ebbe interrotto la coppia, Annabel afferr Daphne per il braccio. Grazie, Max disse con aria soave. Vieni in bagno con me, Daphne, mi sento poco bene.
Daphne la fissava stupefatta e Annabel quasi dovette tirarla di peso nella toilette riservata alle ragazze. Quando ebbe richiuso la porta alle loro spalle esclam: Richard Caldwell  sposato!
Sposato? Ma se pensavo che fosse una matricola!
Lo . E sua moglie sta per avere un bambino a novembre.
Che faccia tosta esclam Daphne. Prese il portacipria dalla borsetta da sera e si incipri il naso. Si pu fumare qui?
Accesero una sigaretta. Ho pensato che era meglio informarti prima che sprecassi tutta la sera con lui prosegu Annabel.  stato Max a dirmelo.
Sfacciato comment Daphne. E pensare che non sopporto le matricole.
In quel momento Chris irruppe nella stanza, tir un sospiro di sollievo e si lasci cadere sulla panca contro la parete. Quel tipo aveva le mani sudate esclam. Disgustoso!
Christine, devi proprio sforzarti di non avere l'aria cos sofferente quando balli l'ammon Annabel. Altrimenti non incontrerai mai un uomo simpatico.
Me ne infischio dichiar Chris. Accese una sigaretta. Non voglio mai pi vedere quel Charlie Bliss. Quello dai denti rotti. Ero come ipnotizzata da quei denti. Mi ha raccontato che molti giocatori di hockey dopo qualche anno rimangono completamente sdentati. Dice che  un segno di virilit. Cio, a sentire lui, darsi delle gran botte sui denti con le mazze sarebbe virile. Mi ha invitato alla partita di Princeton, pensa un po', allora proprio non ce l'ho fatta pi a trattenermi e gli ho detto: Se credi che sia cos virile, prova a richiedermelo quando li avrai persi tutti. Scoppi a ridere. Oh, Signore, proprio non ce l'ho fatta pi, mi  venuta fuori cos, senza che me ne accorgessi.
Invece dovresti proprio andare alla partita di Princeton la rimprover Daphne.
Con lui? Meglio morta!
Magari ha degli amici simpatici le disse Annabel. Io ci vado con Maxwell Harding III, Max per gli amici.
E io con Billy Trueheart annunci Daphne.
Io non ci vado e basta decise Chris.
Oh, non essere sciocca la rimbrott Daphne. Vedrai che qualcuno telefoner e ti inviter.
Non ci voglio andare e basta. Detesto i party e trovo che il rugby sia una vera pizza.
Certo che  una pizza ammise Annabel. Ma il punto non  quello.
Per me lo .
Santo cielo disse Daphne.
Dai, Chris, dopotutto non ti stai poi annoiando cos tanto, vero? aggiunse Annabel conciliante. Avrai pure incontrato altri uomini oltre a Charlie Bliss.
Chris guard l'ora. Posso andarmene a casa adesso.
Da sola? Annabel era costernata. Ma sei cos carina e la serata ha appena cominciato a farsi interessante!
Preferisco stare in compagnia di me stessa che di tutti quei perfetti imbecilli. Usc dalla toilette lasciandole senza parole per la sorpresa.
Se non sta attenta osserv Daphne, rester in compagnia di se stessa per il resto dei suoi giorni.
Oh, torniamo di l esclam Annabel. Non voglio perdermi neppure un minuto.

3.

Di tutte le ragazze Christine Spark era quella che credeva pi fervidamente nella cultura per amore della cultura e che aveva la mente completamente sgombra da tutto ci che non fosse l'immediato futuro. Mentre le altre studentesse si riunivano la sera nelle loro stanze a discutere sulla vita, sul suo significato e su che cosa ne avrebbero fatto, lei restava in camera sua a terminare i compiti. Il sabato sera, quando le ragazze che non erano state invitate ai party dopo le partite di rugby si vergognavano di farsi vedere in giro e se ne stavano nascoste in camera loro oppure andavano in sparuti gruppetti a fare uno spuntino all'angolo, Chris si raggomitolava in poltrona, davanti al fuoco del soggiorno, con un buon libro. Non le importava che i ragazzi entrassero di tanto in tanto a dare un'occhiata, nella speranza di un appuntamento alla cieca. Li ignorava. Sapeva che probabilmente non l'avrebbero voluta comunque. D'altronde, in caso contrario, dubitava che a lei sarebbero piaciuti. Nel gioco mondano delle coppie le era toccata la peggiore combinazione possibile: non era carina e aveva buon gusto.
Era spesso silenziosa e non di rado la gente prendeva quella caratteristica come un segno di maturit e di dignit. Aveva la lingua tagliente e cos gli altri pensavano che fosse sicura di s. Nessuno sapeva quanto fosse spaventata e timida, a eccezione di Annabel che l'aveva capita al volo. Sulle prime Chris non si era aspettata di potere diventare amica di Annabel, cos bella e frivola. Poi per si era convinta che fosse la ragazza pi simpatica del pensionato.
Chris veniva da New York, dove, con una borsa di studio, aveva frequentato Dalton, la pi democratica delle scuole private femminili. Le allieve dovevano portare tutte un grembiule e non per snobismo, come le divise delle altre scuole private, ma per evitare rivalit nell'abbigliamento. Il rossetto era proibito. L'atteggiamento democratico della scuola si rivelava nella variet della composizione sociale e nella libert di studio. Durante il primo anno Chris era stata eletta rappresentante di classe; all'ultimo anno era stata presidente del parlamento studentesco. La sua timidezza la faceva apparire distante, quindi una leader. Studiava accanitamente e prendeva sempre il massimo dei voti. Era stata lei a tenere il discorso di addio alla cerimonia del diploma. Ma al di fuori delle ore di studio non aveva amici. Non aveva mai invitato nessuna compagna di liceo nel suo appartamento del West Side. Il sabato pomeriggio tutte le studentesse che non avevano un appuntamento con dei ragazzi si accordavano per vedersi per colazione o magari per un cinema. Le poche volte che una di loro aveva avuto il coraggio di invitare Chris lei aveva suggerito di andare al ristorante. Non voleva che nessuno mettesse piede in casa sua e trovasse sua madre occupata a smaltire i fumi della sbornia o, peggio ancora, completamente ubriaca gi dalla mattina e in trance per l'ora di cena. Quello era un segreto che divideva solo con suo padre, un uomo gentile e tranquillo che insegnava chimica alla Columbia University. Suo padre non parlava mai del vizio della madre e le proibiva di criticarla, di conseguenza Chris non lo faceva.
Per la odiava. Suo padre chiedeva cos poco e sembrava cos devoto a sua moglie. Chris non riusciva a capacitarsene. Sua madre era un continuo problema, sempre a fare scenate, cos irrazionale. Quando era stata ammessa a Radcliffe Chris ne era stata felice perch cos avrebbe potuto vivere lontano da casa. Nessuno, l, avrebbe saputo della sua famiglia e lei avrebbe potuto ricominciare daccapo. Magari sarebbe riuscita anche a farsi dei veri amici.
Si rendeva conto di quanto costasse un'istruzione universitaria e non aveva nessuna intenzione di sprecarla. Adorava la storia medievale e si riprometteva di passare ore e ore nella biblioteca, immersa in quei magnifici libri di ricerca che aveva sempre sognato e ottenendo poi voti eccellenti. Si stup nel constatare che molte ragazze ridevano degli sgobboni. Ma non se ne fece un problema. Non aveva nessuna voglia di andare alle partite con tutti quegli ubriaconi da fine settimana e non le importava di trovarsi un marito. Aveva terrore dell'alcol. Non aveva mai bevuto in tutta la sua vita e non intendeva cominciare in quel periodo. Persino i piatti cucinati con il vino la terrorizzavano. Lei non sarebbe mai diventata come sua madre. Piuttosto si sarebbe uccisa.
A Radcliffe nessuno la elesse presidente di nulla. In una scuola cos enorme i timidi venivano semplicemente ignorati. Nessuno si sognava di attribuire loro doti di comando che loro non possedevano. E quello a Chris andava benone. Si abbandon a una serena vita intellettuale, sognando i chiostri silenziosi delle abbazie francesi.
E poi si innamor follemente di un ragazzo che frequentava con lei il corso di francese e con il quale non aveva mai scambiato una sola parola.
Non sapeva di essere in grado di provare una simile passione. Sulle prime non sapeva neppure come si chiamasse. Era stato il suo aspetto a ipnotizzarla. Era cos diverso dagli altri ragazzi, era unico. Era cupo, bello, pensoso, tragico. Era l'immagine perfetta dell'Heathcliff di Cime tempestose. Aveva occhi e capelli neri e una bocca dalla linea nervosa e non rivolgeva la parola a nessuno. Portava le stesse impeccabili giacche di tweed, i pantaloni di flanella grigia, le camicie di tela oxford e le cravatte a righe come tutti gli altri ragazzi che provenivano da costose esclusive scuole superiori, ma non aveva lo stesso atteggiamento goliardico dei suoi coetanei. Se ne stava per conto suo. Chris non sopportava i ragazzetti mondani, non sapevano un accidenti della vita reale, quelli l. Le uniche persone di colore che avessero mai visto erano i loro domestici e non sapevano neppure se avessero mai visto un ebreo, tranne naturalmente i famosi fratelli Marx. Ma Chris era certa che il suo Heathcliff era diverso, sebbene anche lui provenisse da un liceo snob. Sembrava capace di oscure, segrete passioni.
Frequentavano entrambi un corso di conversazione francese e alla fine lei riusc a sentire la sua voce perch uno alla volta furono tutti costretti ad alzarsi in piedi e a declamare ad alta voce. Aveva un accento perfetto e la sua voce non la deluse. Anzi, la trov incredibilmente sexy. Eppure non sapeva ancora come si chiamasse. Il professore non le fu di aiuto; interpellava gli studenti con un secco tu. E adesso tu diceva puntando il dito contro l'interessato. Verme presuntuoso.
Chris avrebbe voluto sedersi accanto a Heathcliff per scoprire il suo nome e magari rivolgergli persino la parola. Ma non era facile. La lezione si teneva nella palazzina Sever, un cavernoso, polveroso edificio zeppo di aule e di studenti che correvano da tutte le parti per non arrivare in ritardo alle lezioni, spingendosi sulle affollate scale di ferro. Lei e Heathcliff arrivavano in classe, da due lezioni diverse e in tempi diversi, di conseguenza Chris non poteva cambiare posto senza dare l'impressione che gli stesse dando la caccia, cosa che in effetti stava facendo. L'unica cosa possibile era indugiare nel corridoio, accanto alla porta dell'aula, fingendo di fare qualcosa e poi, non appena lui arrivava, precipitarsi dentro e prendere il posto accanto al suo prima che qualcun altro la precedesse. Ci riusc al terzo tentativo. Mentre si sistemava le caddero per terra tutti i libri, ma lui non accenn a darle una mano per raccoglierli. Lo fece da sola, lanciandogli un sorriso di scusa che lui quasi non ricambi. Chris guard rapidamente il quaderno che lui teneva aperto in grembo. Niente nome. E perch mai avrebbe dovuto scriverlo sul quaderno, poi?
Chris viveva ormai per le lezioni di francese. Fra una e l'altra studiava pi che poteva, ma non di rado si trovava a sognare a occhi aperti, persa nei suoi pensieri. Come fare a parlargli? Che cosa dirgli? In che modo riuscire a farsi notare? Infine si confid con le nuove amiche del pensionato. Furono tutte felici che finalmente anche a Chris piacesse qualcuno e non le risparmiarono i buoni consigli.
Chiedigli un fiammifero le disse Daphne.
Non fuma.
Parlagli e basta sugger Annabel. Probabilmente  solo timido.
Si vede che non lo hai mai visto.
Sembra presuntuoso osserv Emily. A me non importerebbe nulla di conoscere un uomo che non ha nessuna voglia di conoscermi.
Alla fine fu lui a parlarle. Erano ormai sei lezioni di fila che sedeva accanto a lui e finalmente una mattina, uscendo nella limpida luce del sole di Harvard Yard, lui si gir e le disse:  un corso duro, vero?
S boccheggi Chris. Il cuore le balzava in petto. L'ho scelto solo perch pensavo che mi sarebbe stato utile per la specializzazione, ma adesso sono pentita.
In che cosa vuoi specializzarti?
In storia medievale, in particolare storia medievale francese, cos ho pensato che mi sarebbe stato utile potere leggere alcune opere specialistiche direttamente in francese e... Oh, al diavolo, non doveva dargli l'impressione di essere un'intellettuale, magari lui l'avrebbe odiata. E tu, in che cosa ti specializzi? gli chiese con interesse.
In economia rispose lui.
Vuoi fare la carriera bancaria allora?
S.
E ti occorre il francese per questo? Fallo parlare di lui,  meglio. Almeno cos parla.
Una lingua straniera pu sempre servirti.
Gi. Io sono Christine Spark... Chris. E tu come ti chiami?
Alexander English.
Ma che nome magnifico, pens. Lui aveva ripreso a camminare e lei lo segu come un cagnolino. Si augurava che avesse un'altra lezione e che non stesse andando in camera sua, altrimenti ci avrebbe fatto la figura della scema. Molte foglie dei grandi alberi che rendevano la piazza cos bella erano ormai cadute coprendo il sentiero e scricchiolando sotto i passi. Alexander English punt verso University Hall, risal i gradini di pietra e Christine entr diritta insieme con lui, fino in classe.
Non sapevo che prendessi Shakespeare osserv lui guardandola.
Non ci vengo quasi mai, lo odio ment Chris.
Odi Shakespeare? Sembrava incredulo.
Ricord Annabel che ne parlava nel dormitorio.  per il professore: quando smette di parlare e ti lancia quelle occhiatacce se appena appena tossisci o roba simile... ero raffreddata, ma adesso  passata.
Lui sembr accettare la sua menzogna, per quanto lei non avesse tossito neppure una volta durante le lezioni di francese. Probabilmente non l'aveva nemmeno notata. Sedettero vicini al corso di Shakespeare e aprirono i quaderni per gli appunti. Si guard in giro per vedere se trovava Annabel. Era una classe talmente grande. Le pareva di scorgere un lampeggiare fiammeggiante nella prima fila, ma non ne fu certa. Il professore cominci a parlare dell'Enrico V. Chris, che aveva gi letto le tragedie di Shakespeare alle superiori, prese nota su un foglio bianco del quaderno di francese e sorrise ad Alexander. Si chiese se avesse gi una ragazza. E perch mai avrebbe dovuto volere proprio lei? Era cos scialba, non la guardava mai nessuno! Era una follia! Venti minuti dopo sarebbe dovuta andare in palestra. Che cosa diavolo ci faceva l?
La lezione fin che era gi ora di pranzo. Chris si tenne vicina ad Alexander mentre si facevano largo tra la folla degli altri studenti che uscivano e attravers il piazzale alle sue calcagna. Alcuni ragazzi gli rivolsero un saluto che lui ricambi con il suo sorrisetto gelido. Lei era eccitata all'idea di farsi vedere in giro insieme con lui e finse con se stessa di piacergli e di essere la sua ragazza. Quella volta, nel punto in cui i vialetti si dividevano, lui si ferm.
Immagino che ci vedremo mercoled le disse.
Gi disse lei lanciandogli un sorriso radioso. Ti prego, guardami, pens.
A presto, allora.
Dopo il pranzo in mensa Chris and in segreteria e riusc con mille astuzie a iscriversi anche al corso su Shakespeare. Era gi tardi per quel trimestre, ma Chris sostenne che aveva preferito non prendere subito un quinto corso prima di sapere quanto sarebbero stati difficili gli altri quattro. Promise che si sarebbe messa in pari con gli arretrati. Quindi cambi l'ora di ginnastica. Ci significava che, piuttosto che il nuoto, avrebbe dovuto scegliere danza, il pi stupido e assurdo dei passatempi, ma per Alexander avrebbe fatto qualunque cosa.
Non riusciva a immaginare nessun modo per farsi notare da lui se non stargli appiccicata alle costole finch non si fosse reso conto di quanto lei valesse. Era certa che non aveva una ragazza. Sembrava un tipo piuttosto solitario. Aveva sempre avuto un fiuto infallibile per certe cose, lei.
Quando, tornata nel pensionato, raccont alle amiche quello che aveva fatto, lodarono tutte la sua abilit. A nessuna di loro venne in mente di pensare che stava spingendo le cose troppo in l. In fin dei conti tutte sapevano che bisognava darsi da fare per conquistarsi un uomo e, a giudicare dalla foto di Alexander English nel registro matricole di Harvard, convennero tutte che ne valeva proprio la pena.

4.

Entro la met del suo primo anno di universit Daphne Leeds si era gi conquistata la reputazione che doveva distinguerla da tutte le altre ragazze della scuola: fu cos che divent la Ragazza d'Oro. Non fu tanto per la sua carnagione dorata o per la sfumatura color miele dei suoi capelli quanto soprattutto per quell'alone luminoso di distinzione, di privilegio che l'accompagnava ovunque andasse. Sembrava che avesse tutto dalla vita: gli uomini migliori, la classe, una bellezza da capogiro, un gusto infallibile, il denaro, il casato, la fiducia in se stessa e l'intelligenza. Vinceva persino regolarmente alla partita quotidiana di bridge che si giocava nella saletta del pensionato, tranne quando le capitava una compagna idiota. Nessuno era geloso di Daphne... era troppo al di sopra di tutte quante. Si pu essere gelosi soltanto di qualcuno che non  veramente migliore di te e che, per, in un certo senso ti fa le scarpe.
Eppure Daphne era arrivata a Radcliffe con un segreto e avrebbe barattato volentieri met di quelle doti che le altre ragazze tanto le invidiavano per... A volte pensava addirittura che le fossero state date per compensare quella cosa orribile. Se qualcuno avesse saputo l'avrebbe presa per un'anormale, sarebbe stato a disagio con lei e allora chi l'avrebbe sposata? Sarebbe morta vergine e zitella: Daphne era epilettica.
Nella domanda di ammissione al college non ne aveva parlato e quando aveva passato la visita medica obbligatoria per tutte le matricole aveva mentito nel rispondere al questionario nel quale si chiedeva esplicitamente se l'interessato fosse affetto da tale malattia. Soffrite di epilessia? No.
Le crisi erano cominciate quando aveva circa sei anni. Nessuno sapeva esattamente quando, perch Daphne si limitava a perdere conoscenza senza cadere svenuta. Riemergeva da quelle crisi con la sensazione che fosse passato molto tempo, disorientata, ma senza sapere che cosa le fosse accaduto. L'autobus che poco prima le stava proprio davanti non c'era pi. La gente attorno a lei era intenta a occupazioni diverse. Una volta, mentre trascorreva l'estate in campagna con i suoi genitori, era stata colta da una crisi mentre si arrampicava su per la scala a pioli verso la sua casetta fra i rami di un albero e cadendo si era rotta un braccio. I genitori avevano pensato a una disattenzione, come accade a molti bambini vivaci. Ma quando cominci ad avere parecchie crisi al giorno le sue distrazioni allarmarono sua madre. Daphne fu portata dal medico di famiglia che la mand da un neurologo. Era affetta da epilessia.
Non avrebbe mai potuto fare il bagno da sola: poteva annegare. Non doveva pi andare nella sua casetta sull'albero. Fu costretta a sospendere immediatamente le lezioni di equitazione proprio nel momento in cui cominciava a prenderci gusto. Ma soprattutto, l'aveva ammonita sua madre, non doveva parlarne mai con i suoi amichetti. Solo il dottor Michaelson e il medico scolastico avrebbero saputo. Sarebbe stato un segreto per tutti perch gli altri non avrebbero capito.
All'et di nove anni Daphne ebbe il primo attacco con convulsioni. Fu durante la lezione di danza classica, la prima in cui aveva avuto l'autorizzazione ad andare sulle punte. Stava girando, girando e volteggiando come se potesse volare via, quando si era ritrovata stesa per terra, una turba di bambini atterriti attorno a lei, l'insegnante fuori di s. Eppure sui loro volti c'era qualcosa che andava oltre la paura: c'era la repulsione. Neppure Daphne sapeva che cosa fosse accaduto.
La maestra di ballo ne parl a sua madre. Fu orribile. Aveva dato spettacolo di s contorcendosi, grugnendo, irrigidendosi, gli occhi arrovesciati, priva di conoscenza. E si era fatta la pip addosso. Nessuno sapeva che pesci pigliare. Avevano pensato che stesse morendo. Daphne rimpianse che non fosse accaduto.
Quando sua madre le aveva chiesto con delicatezza se per qualche tempo voleva smettere le lezioni di ballo Daphne aveva capito che davanti a lei c'era una decisione ben pi importante e definitiva da prendere. Era una bambina intelligente e davanti agli occhi le pass la sua vita: sempre protetta, dominata dalla paura. Rifiut di interrompere la danza. Sapeva bene di non volere diventare una ballerina di professione, ma non era quello il punto. Ci che contava davvero era che sarebbe stata normale, che avrebbe fatto ci che tutti gli altri facevano.
Ma dopo quell'episodio i compagni di corso la trattarono in modo strano. Avevano paura che potesse capitare di nuovo. E successe, quando aveva undici anni, ma quella volta era a casa. Si cur: due tipi diversi di pilloline bianche. Le crisi che da bambina la assalivano pi volte al giorno si erano ridotte a circa una al mese quando raggiunse i dodici anni. Nessuno a scuola si accorse mai di nulla. Ma ormai Daphne stava in guardia, sapendo con quanta facilit la gente smetteva di esserti amica se non eri normale.
Ebbe l'ultima crisi a quattordici anni. Ci non significava che non sarebbe accaduto mai pi, eppure quella pausa le diede un po' di tranquillit. Gradatamente il dottor Michaelson diminu le dosi dei farmaci finch non ebbe diciott'anni e non fu ammessa al college. Allora smise del tutto, ma port con s la ricetta, per ogni evenienza. Non poteva considerarsi guarita: non c'era una cura definitiva per l'epilessia. Il suo male era semplicemente latente. Forse si sarebbe ripresentato, forse no.
Soffrite di epilessia? No.
I suoi genitori non sapevano come avesse fatto a prenderla. Forse era ereditaria, trasmessa da qualche portatore che l'aveva tenuta nascosta per superstizione e paura, o forse era stata causata da una lesione cerebrale al momento della nascita. Come era possibile che non sapessero? Conoscevano l'albero genealogico di ogni antenato fino a Guglielmo il Conquistatore. Per l'amor del cielo, non c'era forse stato in famiglia un Guglielmo l'Epilettico? Un Guglielmo il Dotto Imbecille? Un Guglielmo chiuso in soffitta perch dava in escandescenze, aveva la schiuma alla bocca e la gente pensava che fosse pazzo?
Nessuno avrebbe accettato di sposarla, nel timore che potesse trasmettere il suo male ai figli. Di conseguenza nessuno avrebbe saputo. Mai.
L'ironia della sorte era che Daphne era la ragazza pi popolare del pensionato e divideva la sua fama soltanto con Annabel. Fra loro c'era una specie di amichevole rivalit che non diventava mai seria perch entrambe avevano pi uomini di quanto fosse necessario.
Alle altre ragazze bastava un corteggiatore per andare in brodo di giuggiole. Ma spesso Daphne veniva invitata da due uomini contemporaneamente, che la portavano fino a Boston trattandola, fra tutt'e due, come se fosse stato un tesoro prezioso. I suoi corteggiatori si comportavano sempre da gentiluomini. Non doveva mai respingerli brutalmente o dire loro di tenere le mani a posto. Al secondo appuntamento provavano a darle il tradizionale bacio della buona notte. Al terzo cercavano di spingersi appena un po' pi in l. Se proprio un uomo le piaceva era possibile che gli permettesse qualche avance in macchina, dalla vita in su naturalmente, a partire dal quarto appuntamento. Per ciascuna di quelle cose esistevano regole precise alle quali, volendo, se ne poteva aggiungere qualcuna di proprio conio e Daphne lo voleva. Quando arrivava il momento dei palpeggiamenti dalla vita in gi invariabilmente Daphne allontanava con aria decisa la mano colpevole e quello era quanto. Eppure i suoi corteggiatori accettavano di buon grado che lei respingesse la loro mano purch non li respingesse in tronco.
C'erano parecchie ragioni per le quali Daphne era decisa a restare vergine. In primo luogo aveva il terrore di restare incinta e non si fidava dei preservativi. Lo sapevano tutti che i ragazzi se li tenevano nel portafoglio per anni. In secondo luogo se si andava fino in fondo gli uomini parlavano. E se si spargeva in giro la voce che eri facile andava tutto a pallino: l'ammirazione, l'amore, il divertimento. Era indispensabile che gli uomini continuassero a rispettare la Ragazza d'Oro e a innamorarsi perdutamente di lei. Daphne aveva bisogno di essere corteggiata pi di tutte le altre ragazze perch quelle erano normali. A dire il vero il sesso non la interessava eccessivamente e il fatto la preoccupava. Tutto quello che desiderava era essere amata. L'amore era molto pi importante del sesso perch era un segno di accettazione, di approvazione palese, mentre il sesso era segreto e... insomma, per niente gradevole. Sesso voleva dire lussuria e la lussuria era mancanza di controllo. E per Daphne la mancanza di controllo aveva la pi terribile delle connotazioni.
Un venerd sera Daphne organizz un'uscita a quattro per lei e Annabel con due studenti del secondo anno di Harvard. Si chiamavano Doug e Binky. Entrambi avevano frequentato Groton, ed erano membri del Porcellian Club. Erano alti e belli, anche se vagamente intercambiabili.
Aspettando, nei loro abiti eleganti adatti per una serata a Boston, che il campanello le avvertisse, Daphne pens con soddisfazione che Annabel e lei erano le pi belle ragazze di Briggs Hall.  terribile disse ad Annabel soffiando fuori il fumo della sigaretta, esco cos spesso che certe volte mi chiedo: Questa storia l'ho gi raccontata a lui oppure a un altro?
Se lo meritano rispose Annabel. Non fanno che raccontare le stesse storie a tutte le ragazze.
Doug aveva la macchina. Lui e Binky avevano deciso che tutti e quattro sarebbero andati a godersi un po' di colore locale all'Old Howard, il famigerato variet di Boston. Daphne c'era gi stata, ma si finse entusiasta. Agli uomini piaceva portarci le ragazze nella vaga speranza che ci prendessero gusto o che almeno lo trovassero sofisticato. Si chiese se i suoi corteggiatori si eccitassero guardando le spogliarelliste togliersi i vestiti e che cosa facessero poi per rimediarvi. Non voleva pensarci.
L'Old Howard era un localaccio di Scollay Square, una zona squallida, piena di luci al neon, malfamata e di conseguenza molto frequentata dagli studenti del college che per la prima volta erano liberi di fare ci che volevano. Il quartetto trov dei posti proprio vicino al palco. Daphne si guard in giro. C'era il solito gruppetto di studenti del college con le loro amichette, che ridevano rumorosamente e che fischiavano, e poi i Vecchi Sporcaccioni seduti con il cappello in grembo. Si sent rivoltare all'idea che qualcuno potesse prendere sul serio un posto del genere.
Guarda quella vecchia vacca! esclam Binky deliziato. La donna sul palcoscenico aveva tre nappine attaccate ai capezzoli e allo slippino e riusciva a farle girare tutt'e tre contemporaneamente. Sotto le luci rosse di scena il suo corpo nudo sembrava fatto di una pasta mal cotta.
Il cavaliere di Daphne era Doug, Binky quello di Annabel. Il primo stava cercando di decidere se era il caso di prendere la mano di Daphne, che aveva capito perfettamente che cosa stava passandogli per la testa. Alla fine Doug decise che non sarebbe stato elegante afferrarle la mano in un luogo simile e Daphne, sollevata, si lasci andare contro lo schienale della sedia.
Nel locale si aggirava un uomo che offriva riviste garantite porno e pacchi sorpresa che contenevano, a sentirlo, doni erotici sconvolgenti. I frequentatori abituali sapevano gi che erano dei bidoni. Una dopo l'altra, due spogliarelliste si presentavano sulla scena per il loro mediocre numero e finalmente apparve la star della serata: Lili St. Cyr. Tutti applaudirono freneticamente. Daphne moriva di sete e stava cercando di decidere se ordinare un gin and tonic oppure un whisky sour quando, dopo il numero, sarebbero andati al Fife and Drum Room. Invariabilmente, dopo l'Old Howard, gli uomini ti portavano al Fife and Drum Room per ballare, come per dimostrarti che in fin dei conti non erano totalmente privi di buon gusto.
Non  stato da morire dal ridere? ment Daphne mentre montavano in macchina, davanti al locale illuminato.
Devo proprio imparare a fare girare quegli affari come quella l disse Annabel. Sarei la regina del prossimo party, se ci riuscissi.
E scommetto che lo faresti rincar Binky. Non  vero?
Certo che lo farei ribatt Annabel.
Il Fife and Drum Room era considerato un locale raffinato. Le pareti dell'ingresso erano tappezzate di una stoffa scozzese nei toni del rosso e oltre la porta c'era una sala molto buia nella quale si ballava. Lungo le pareti della sala c'erano piccoli spar e al centro la pista gremita di giovani che se ne stavano semplicemente avvinghiati gli uni agli altri strascicando ogni tanto i piedi per dare l'impressione di ballare. Un'orchestrina stava suonando Just One of Those Things e Daphne, Doug, Annabel e Binky andarono subito in pista dopo avere ordinato da bere. Doug strinse a s Daphne che subito sent quella dura protuberanza premerle contro il ventre. Signore, quanto li odiava quando avevano un'erezione! E ce l'avevano sempre. Non le andava di essere usata come qualcosa contro cui strofinarlo. La metteva terribilmente a disagio. Ma non poteva divincolarsi senza fargli capire che aveva capito e quello non era possibile. Restarono l, muovendo i piedi nello stesso posto, entrambi facendo finta di niente.
Non appena la musica cess, lei torn subito al tavolo. Muoio di sete! esclam.
Bevve il suo whisky sour e cerc con lo sguardo Annabel. Era difficile in quell'oscurit. Eccola l, avvinghiata a Binky come se fossero una cosa sola, con la testa appoggiata alla spalla di lui. Quell'appuntamento in fondo sembrava un successone. Era meglio che Annabel stesse attenta se non voleva mettere delle idee in testa a Binky.
Doug prese la mano di Daphne. Lei gli sorrise e dolcemente la stacc per prendere una sigaretta dal suo pacchetto. Vuoi venire alla partita di Yale con me, Daph?
Mi piacerebbe tanto, ma ho gi un impegno. Era il terzo uomo che glielo chiedeva e mancava pi di un mese alla partita.
Oh, allora vuole dire che ti vedr al party. Sembrava sconsolato. Daphne si chiese se doveva invitarlo a farle da cavaliere per uno dei numerosi party delle debuttanti che avrebbero avuto luogo durante le vacanze di Natale. Ma aveva ancora un sacco di tempo davanti; poteva far di meglio.
Ordinarono un altro drink. Il week-end scorso ero ubriaco fradicio raccont lui tutto fiero. Abbiamo dato un party nelle nostre camere, i miei due compagni di stanza e io... uno di quelli alla romana. Avevamo fatto una coppa enorme di succo d'uva, gin e ghiaccio e tutti quelli che arrivavano aggiungevano dentro qualcosa, un po' di questo, un po' di quello. Rise. Non ci crederai, ma se mescoli troppe cose insieme finisci per non sentire pi il sapore di niente. Nessuno, per, ha aggiunto dell'altro succo d'uva. C'erano ragazzi che si sentivano male, che svenivano, che vomitavano nei cestini della carta. Io non ricordo neppure come sia finita la serata. Devo essermene bevuti almeno quattro litri tutto da solo. Quando sono rinvenuto nel soggiorno ho trovato almeno sei tizi che non avevo mai visto in vita mia, occupati a smaltire la sbornia. Ho avuto mal di testa per due giorni. Rise.
Daphne si chiese perch mai gli uomini raccontassero sempre quel genere di imprese, forse per sembrare pi attraenti. Bere molto era una cosa, lo facevano tutti, ma rendersi ridicoli era un'altra. Evidentemente per lui non c'era differenza. Sorrise fingendo di trovare l'episodio molto divertente.
Ballarono di nuovo e tornarono a sedersi per bere ancora, ma Annabel e Binky non lasciarono mai la pista. In quel momento Doug le stava raccontando della sbornia che si era preso Binky la settimana prima. Evidentemente pensava che fosse di una comicit irresistibile. Daphne rise con lui. Le facevano male i piedi.
Dovettero partire a mezzanotte e un quarto per evitare il traffico del venerd sulla strada per Cambridge. Per tutto il tragitto Annabel e Binky non fecero che amoreggiare sul sedile posteriore.
Daphne sentiva il fruscio della gonna di taffett di Annabel ed evitava di voltarsi per paura di ci che avrebbe visto. Non osava pensare a dove lui avesse messo le mani. Un appuntamento a sorpresa per giunta!
Sul grande piazzale lastricato antistante il pensionato le coppie erano avvinghiate in un ultimo abbraccio prima del coprifuoco. Era l'una del mattino. La direttrice del dormitorio, in vestaglia, apr la porta e si guard in giro. Le coppie si divisero con la stessa rapidit che se fossero state davanti alla propria madre. Al riparo della macchina Doug baci Daphne e le infil la lingua fra i denti. Daphne si chiese a che scopo lo facesse dal momento che un attimo dopo avrebbero dovuto lasciarsi. Gli uomini erano dei veri masochisti. Finalmente anche Annabel e Binky si staccarono e lei si precipit in casa agitando allegramente la mano. Daphne la segu, sconvolta, malgrado il tentativo di apparire distaccata.
Andarono subito alle rispettive cassette delle lettere per vedere se ci fossero dei messaggi. Daphne trov un foglietto che diceva che l'aveva chiamata Richard Caldwell.
Che faccia tosta esclam stracciandolo. Non ho certo intenzione di uscire con un uomo sposato.
Salirono insieme le scale dirette alle loro camere. Davanti alla porta di Annabel Daphne esit. Era talmente turbata che doveva assolutamente dire qualcosa sul comportamento inqualificabile dell'amica.
Ma come hai potuto, Annabel?
Come ho potuto che cosa?
Come hai potuto flirtare a quel modo con Binky al primo appuntamento?
Era cos carino.
Ma non puoi flirtare con un uomo al primo appuntamento... soprattutto un appuntamento a sorpresa... solo perch lo trovi carino! la rimprover Daphne. La gente comincer a spettegolare.
Insomma ribatt Annabel acida, a te piace giocare a bridge e a me baciare.
Ti ha chiesto di rivederlo?
Lo far.
Lo credo bene che lo far. Ma sar meglio che badi a come ti comporti.
Annabel rise. Credi che lui abbia intenzione di saltarmi addosso?
E tu che cosa ne dici?
Dico e sostengo ribatt Annabel, che gli uomini sono dei tali animali!
Non era discreto, ma non pot fare a meno di porle una domanda. Annabel... sei vergine, tu?
Annabel la fiss con gli occhi spalancati e divertiti. Non lo siamo tutte? disse. Daphne se lo chiedeva.

5.

Ultimamente non passava giorno che Richard Caldwell non si chiedesse, pieno di rimpianti: Come ho fatto a cacciarmi in questo pasticcio? In soli tre mesi la sua vita e le sue prospettive per il futuro erano talmente cambiate che a volte aveva l'impressione che il romantico e brillante Richard Caldwell dell'inverno prima non fosse che un estraneo giovane e sciocco. E aveva voglia di farlo a pezzi... di urlare e di disperarsi.
La cittadina del New England nella quale aveva frequentato le superiori era divisa in due classi sociali: gli studenti e i locali. Richard era uno studente. Rappresentante di classe all'ultimo anno, leader, campione di rugby, eccellente giocatore di squash, giovane raffinato e adorato dalle donne. Era alto, biondo, con bei modi e un'educazione superiore. Era un Caldwell. Da piccolo era stato mandato alla St. Martin's come, da adulto, era stato iscritto ad Harvard per il semplice motivo che suo padre e suo nonno avevano frequentato quelle scuole. Non era necessario che prendesse il massimo dei voti; bastava che se la cavasse con onore e il suo futuro era gi assicurato. Non appena laureato sarebbe entrato nell'agenzia immobiliare del padre, avrebbe sposato un'adeguata debuttante di New York e avrebbero avuto molti bambini. I maschi, naturalmente, sarebbero andati alla St. Martin's e ad Harvard, a meno che non fossero degli idioti completi. Ma non c'erano molte probabilit che un Caldwell fosse un idiota completo.
Gli allievi della St. Martin's non facevano che pensare al sesso e alle donne. Molti di loro erano ancora vergini. Quando proprio non ce la facevano pi si stipavano nelle poche bagnarole che possedevano e andavano da Oaks, la vecchia osteria locale, a ubriacarsi e ad attaccare briga con i ragazzi del posto che invece frequentavano la scuola pubblica ed erano tanto diversi dai damerini della St. Martin's quanto dagli abitanti di un altro continente. Richard era uno dei fortunati che possedevano una macchina, una Plymouth decappottabile del 1974. Ci stavano dentro sei passeggeri, che si contendevano l'onore di essergli amici e che, giunti all'Oaks, facevano a gara per sedersi al tavolo di Richard Caldwell. I ragazzi pi giovani, troppo timidi per sedersi accanto a lui, imitavano fedelmente tutti i suoi atteggiamenti. Oltre ad avere una specie di alone dorato attorno a s, Richard era l'unico ragazzo della St. Martin's ad avere una vita sessuale regolare con una ragazza, di conseguenza era una celebrit.
La ragazza era Hope Loughlin, la figlia del proprietario del locale, nel quale lavorava come cameriera. Aveva diciassette anni, era sexy e formosa, con lunghi capelli scuri e ondulati e il viso da gattina stupefatta. Hope era la cosa pi vicina a un simbolo sessuale che si fosse mai vista in quella cittadina ed era stato Richard a possederla. Tutto quadrava alla perfezione. A nessuno dei ragazzi della St. Martin's venne in mente di pensare che fosse stata lei ad avere Richard perch, naturalmente, non appena lui si fosse diplomato non l'avrebbe pi degnata di uno sguardo. Era cos che andavano le cose nel loro mondo. Tutti sapevano che Hope era pazzamente innamorata di Richard, bastava guardarla per capirlo, ci che non sapevano, tuttavia, era che lui era innamorato di lei.
E poi Hope rest incinta e Richard fugg con lei.
Il matrimonio significava per lui potere usufruire di permessi settimanali per allontanarsi dalla scuola e passare il week-end insieme con Hope in un motel alla periferia della citt. Portavano con loro sacchetti di hamburger e lattine di Coca e passavano il fine settimana a letto. Il matrimonio significava essere adulto, avere una situazione stabile e una persona che sarebbe stata sempre dalla tua parte. Hope lo adorava. Richard aveva appena diciott'anni e in autunno sarebbe andato ad Harvard.
Non lo ammise mai con nessuno, ma era terrorizzato all'idea di frequentare l'universit, di ricominciare tutto daccapo come matricola dopo essere stato il leader del liceo. Harvard era enorme. Tanti estranei da superare, da impressionare. Cos non sarebbe dovuto andarci da solo.
Il matrimonio significava anche che per la prima volta in vita sua il padre di Richard non sarebbe riuscito a farlo sentire inferiore e infantile. Finalmente avrebbe dovuto prenderlo sul serio, non c'era scampo ormai! Ma aveva paura di dare la notizia ai suoi genitori prima del diploma. Quando, finalmente, arriv a New York insieme con Hope, la fece aspettare in macchina sotto il gigantesco palazzo sulla Quinta Strada, nel quale abitavano i suoi genitori, mentre lui saliva a dare loro la grande notizia.
Aveva dimenticato quanto fosse bella casa sua. Dai dieci anni in poi Richard era sempre stato in collegio e in estate si recavano tutti a Newport. La tappezzeria del vasto soggiorno era di seta dipinta a mano, i tappeti erano spessi e soffici, i divani sontuosi e rivestiti di velluto dai colori delicati. L'addetto all'ascensore trasport il bagaglio di Richard nell'atrio. Sua madre lo baci sulle guance, suo padre gli sorrise e gli porse il Martini ghiacciato, la sua accettazione come uomo adulto.
Sua madre: imperturbabile e raffinata. Suo padre: freddo e preciso. In quella stanza, cos incredibilmente lontana dalle angosce delle sue notti di liceale, Richard dovette annunciare loro di avere sposato una cameriera che aveva messo incinta. Si scaten l'inferno.
Dopo un'ora di recriminazioni suo padre aveva ripianificato di nuovo tutta la vita di Richard. Ci che suo figlio aveva fatto era infantile e grottesco. Non aveva n denaro n lavoro e a settembre sarebbe andato ad Harvard. Richard aveva pensato che Hope e il bambino lo avrebbero trasformato in un individuo adulto, suo padre al contrario era convinto che lo avessero derubato degli ultimi giorni spensierati della giovinezza. L'universit doveva essere divertente. Un uomo aveva bisogno di un'istruzione, ma anche di party, di corteggiamenti, di amicizia con gli altri giovani della sua classe che potesse poi mantenere anche con il lavoro. Che cosa aveva intenzione di fare? Andare a vivere in uno squallido appartamentino fuori della citt universitaria, trovarsi un lavoro a mezza giornata, morire di fame, farsi bocciare, rovinarsi la vita? Impensabile! No. Richard sarebbe andato ad Harvard da solo e avrebbe abitato nel pensionato universitario. Hope sarebbe tornata a vivere con i suoi genitori. Per quanto fossero entrambi minorenni nessuno avrebbe cercato di annullare quel matrimonio. Richard avrebbe visto la moglie durante i week-end, a condizione che i suoi voti fossero buoni. Se Richard avesse accettato quelle regole ci avrebbe pensato suo padre a mantenere Hope. Poi, non appena il bambino fosse nato, sarebbero state iniziate le pratiche per il divorzio, curate dai legali del padre di Richard.
Non c'era nulla che lui potesse fare. Lo avevano messo con le spalle al muro. Accett le condizioni di suo padre sapendo che in fondo era solo un modo per prendere tempo e ricacci indietro le lacrime di rabbia. Non disse nulla a Hope; al contrario le spieg che, fintanto che fra loro due c'era l'amore, tutto si sarebbe sistemato.
Come avrebbe potuto sapere che il college sarebbe stato cos diverso da come se lo era immaginato? Era un mondo di adulti, ma lui ne faceva parte: un sofisticato studente universitario. Le ragazze erano formidabili. Ragazze del suo mondo, dal volto fresco e luminoso, divertenti, ansiose di piacergli, di divertirsi e di vivere grandi avventure con lui. Con loro non aveva bisogno di spiegare le cose come invece doveva fare in continuazione con Hope: avevano in comune il loro linguaggio esclusivo e privato. In breve Richard era scivolato nella vita universitaria e ci si era adattato perfettamente, proprio come suo padre si era aspettato che facesse. Hope divent un'estranea, un'emarginata... una inferiore. Ogni volta che la vedeva somigliava di pi a un rimprovero vivente. Si sforzava di fare parte della sua vita e quello lo irritava perch lo faceva sentire in colpa. Non la voleva pi.
Suo figlio... Richard Caldwell Jr.: Hope aveva insistito su quel nome e lo aveva messo lei stessa sul certificato di nascita all'ospedale. Nessuno aveva spiegato a Richard che non si sarebbe sentito affatto come un padre, ma che avrebbe provato solo un senso di panico. Il neonato urlava, sbavava e certe volte sembrava sorridere. Ma Richard non sentiva nulla nei suoi riguardi all'infuori di un orribile senso di responsabilit che gli faceva venire voglia di darsela a gambe. Non torn pi a trovare Hope ma, quando al college si sparse la voce che era sposato e padre di un bambino, le ragazze cominciarono a trattarlo come se fosse stato un lebbroso.
E Hope si rifiutava di concedergli il divorzio. Mai disse al legale del suocero. Le offrirono pi denaro di quanto avrebbe mai osato sognare in vita sua e lei parl loro di amore. Richard non avrebbe mai sospettato che la morbida, compiacente Hope potesse trasformarsi in un essere cos cocciuto. Era convinta che a Richard fosse successo qualcosa in quella scuola che l'aveva allontanato da lei ma, se avesse avuto la pazienza di aspettare, prima o poi sarebbe tornato in s. Lui l'aveva lasciata, ma lei no. Non aveva nulla da rimproverarsi. Voleva solo continuare a sperare.
Il padre di Richard tagli gli alimenti a Hope e lei sembr perfettamente soddisfatta di vivere la sua modesta vita e di attendere. Richard aveva dimenticato persino perch l'avesse amata. Lo aveva ingannato. La odiava. Se proprio era decisa ad aspettarlo lui l'avrebbe battuta sul tempo. Che andasse pure all'inferno! Nel frattempo, per, voleva uscire con le ragazze di Radcliffe, ma loro si interessavano solo agli scapoli.
Sapeva di essere bello e affascinante e perci quello che gli serviva era qualche spiegazione sulla situazione nella quale si trovava in modo da suscitare la comprensione e la simpatia delle ragazze. Alla fine la soluzione gli arriv quasi naturalmente e dopo un po' cominci persino a crederci anche lui stesso.
Mio padre mi ha costretto a sposarla.
Nella sua narrazione suo padre era un tiranno antiquato e moralista e Hope soltanto un'avventuriera a caccia delle fortune dei Caldwell. Le trattative sarebbero state lunghe e difficili, ma prima o poi sarebbe stato libero. Nell'attesa il povero Richard non meritava forse un po' di affetto e di comprensione? Le ragazze trovarono la sua storia eccitante e commovente. Ormai era diventato una figura sofisticata e quasi tragica, non pi un cialtrone. Ognuna di loro, se non avesse saputo fermarsi in tempo, si sarebbe potuta trovare davanti all'orribile situazione di essere incinta di un piccolo bastardo. Chi poteva biasimare Richard, cos giovane e inesperto al liceo, per essersela spassata con la puttana locale? Non era forse ci che tutti i ragazzi facevano?
E finalmente, con il trascurabile inconveniente di due vite rovinate alle sue spalle, Richard Caldwell riusc a condurre quell'esistenza brillante alla quale era stato destinato.

6.

Emily aveva un sogno ricorrente. Stava andando a lezione ad Harvard, ma non riusciva a trovare l'edificio. Era terrorizzata all'idea di essere in ritardo. Sperduta nella confusione di tutti quei palazzi e di quegli estranei frettolosi, si sentiva profondamente a disagio, come se fosse di nuovo bambina. Per qualche strana ragione non chiedeva indicazioni a nessuno. Il cuore le batteva all'impazzata e, a mano a mano che il tempo passava, aveva sempre pi voglia di scoppiare in lacrime. Aveva l'impressione che non sarebbe mai stata capace di orientarsi l in mezzo e che sarebbe rimasta per sempre un'estranea per la quale il mondo del college non avrebbe mai cessato di essere misterioso e sconcertante. Quando, infine, riusciva a trovare l'edificio scopriva che quel giorno c'era un esame. Nessuno le aveva detto che era giorno d'esame! Era impreparata! Cos sedeva al suo banco nell'aula, leggeva le domande e si accorgeva di non sapere rispondere a nessuna. Ma che cosa aveva studiato per tutto quel tempo? Che cos'erano quelle domande? Che cos'era quel corso? Avrebbe fatto fiasco e sarebbe stata espulsa con disonore. Il suo terrore lasciava il posto a un'ottusa rassegnazione. Era impreparata. Evidentemente non era in grado di badare a se stessa come gli altri. Loro, le autorit, l'avrebbero smascherata e lei sarebbe stata trattata da simulatrice.
Quando si svegliava restava a letto il pi a lungo possibile cercando di decifrare il significato di quel sogno e chiedendosi se per caso non fosse ancora pi spaventata di quanto pensasse. Poi si alzava e si affrettava a prepararsi per le lezioni, quelle lezioni che amava e che non erano poi cos difficili, in quel college nel quale stava vivendo il periodo pi eccitante della sua vita.
Il corso che preferiva era quello di psicologia e le lezioni che avrebbe voluto frequentare erano talmente numerose che a volte pensava addirittura che dopo tutto ce l'avrebbe fatta a proseguire dopo la laurea con una specializzazione. Naturalmente sarebbe dipeso tutto dall'uomo che avrebbe sposato. A psicologia aveva imparato che un sogno pu essere sia simbolico, sia un insieme di tutto ci che ti  accaduto durante la giornata, se non una combinazione delle due cose. Si rendeva conto di sentirsi come un'estranea, quasi come un'eterna principiante. Quando era sveglia quella sensazione le era perfettamente chiara. Pi imparava, l a Radcliffe, pi si vedeva come una povera ignorantella senza speranza. Eppure si sentiva come se fosse sbarcata in terra straniera e si lasciasse corteggiare dagli indigeni. C'erano un sacco di cose che non osava raccontare ai suoi genitori.
Non aveva mai sentito neppure nominare il Social Register, il registro mondano, e invece la maggior parte degli uomini con i quali usciva vi erano iscritti.  un Biddle di Philadelphia le spiegava qualcuno e lei non sapeva neppure che cosa volesse dire, se non che doveva essere qualcosa di cui andare fieri. I Lowells parlano soltanto con i Cabots e i Cabots parlano soltanto con Dio dicevano i ben noti versi. Apparentemente non disdegnavano neppure di parlare con Emily Applebaum.
Il suo diario era gi pieno di ricordi: tovagliolini da cocktail, lunghi stuzzicadenti colorati per le olive, messaggi telefonici e quei piccoli cartoncini che Chris disegnava e lasciava attaccati alla sua porta ogni volta che Emily usciva. Generalmente erano caricature di Emily con il suo corteggiatore. La penna di Chris era graffiante quanto la sua lingua e chiunque fosse cos fortunato da avere una delle sue caricature la conservava gelosamente. Quando Emily and a casa a Scarsdale per le vacanze natalizie lasci il prezioso diario al college perch sapeva che i suoi genitori avrebbero preteso di vederlo per conoscere la sua vita e non avrebbero mai e poi mai capito il significato di quei cartoncini, quell'umorismo cos estraneo alla loro esistenza, l'aspetto di quei ragazzi e lo stile di vita che l'abile penna di Chris metteva in risalto.
I suoi genitori le chiesero chi fossero i suoi amici. Come hai detto che si chiamava quel giovanotto? le domand sua madre. Poi videro gli uomini che venivano a prenderla a casa e non chiesero pi nulla. Avevano capito ed erano delusi. Avevano fiutato la verit come un cane fiuta un gatto in lontananza. Non c'era futuro per loro fra quella gente. Erano uomini che l'avrebbero ferita. Stava perdendo il suo tempo.
Ma il college non era forse fatto per allargare gli orizzonti? Che cosa poteva fare se quegli uomini le chiedevano di uscire? Prima ne incontri uno o due, poi ti presentano i loro amici. Ma i suoi genitori non sapevano forse che anche ad Harvard c'erano degli ebrei proprio come a Radcliffe e che i ragazzi da sposare non le cadevano esattamente ai piedi? Ma era ancora cos giovane! Pi avanti era ben decisa a trovarsi qualcuno con cui fidanzarsi nell'ultimo anno e sposarsi subito dopo la laurea. Nel frattempo, per, aveva un sacco di cose da scoprire. Possibile che i suoi genitori non si rendessero conto che prima di quell'anno non aveva mai messo piede in un vero night-club?
Ti stai mettendo su una brutta strada la rimprover sua madre.
Emily fu felice di tornare al college finite le vacanze di Natale, anche se gli incubi notturni ricominciarono immediatamente.
Quell'inverno a Cambridge fece un freddo terribile. Il pensionato non era mai abbastanza riscaldato, soprattutto di notte. Emily dormiva con il pigiama di flanella con i bordi fatti a maglia, le calze di lana e qualche volta persino in vestaglia. Arrancando e scivolando nello stretto viottolo appena ripulito fra due alti muri di neve dimentic di averci mai visto sotto i caratteristici ciottoli irregolari. Aveva l'impressione che non ci fosse stato altro che ghiaccio, fin dal primo giorno. Se il corteggiatore di turno non aveva la macchina, e pochi la possedevano, uscire era un vero e proprio incubo. La lunga camminata fino ad Harvard Square, rabbrividendo nelle calze di nylon e nei leggeri abiti da sera sotto il soprabito, il vento che sibilava fra i rami spogli degli alberi nei Common, i famosi giardini di Boston, e la corsa apparentemente ancora pi lunga per rientrare, quando la temperatura si era fatta pi rigida, rendevano un appuntamento pi un fatto da temersi che da sperare. Un sacco di giovanotti entusiasti, venuti a Briggs Hall alla ricerca di ragazze, in quel periodo sparirono completamente dalla circolazione ed Emily non poteva certo biasimarli. Loro dovevano camminare almeno il doppio delle ragazze: andare a prenderle, portarle fuori, riportarle a casa e quindi ritornare a loro volta al pensionato. Brrr...
In quel periodo tutti studiavano sodo per gli esami. Emily era in preda all'angoscia e passava una notte dopo l'altra a ripassare gli appunti presi in classe o a rileggere i libri di testo. Prese due A e due B e quasi non credeva ai suoi occhi. Era stata ammessa nella Dean's List, la lista del preside, una specie di albo d'onore per adulti! Lei che si era tanto preoccupata di essere bocciata. Anche Daphne era entrata nella lista e Chris, naturalmente, con tutte A, a eccezione di una B in composizione creativa. Annabel aveva tutte C e non le importava un accidente. Lei non prendeva troppo a cuore lo studio. Annabel e Daphne erano le uniche due ragazze del pensionato che continuavano a uscire moltissimo, incuranti dei rigori del tempo, a eccezione naturalmente di quelle che gi facevano coppia fissa.
Emily ammirava moltissimo Daphne. Non solo era cos bella ed elegante, ma soprattutto era cos distaccata. Per le donne come Daphne la vita non era un luogo irto di piccoli pericoli. Era davvero la Ragazza d'Oro.
Era un sabato sera e quella settimana Emily era riuscita a evitare il suo turno in cucina scambiandolo con una matricola che era rimasta incastrata al centralino, ma che invece voleva uscire a tutti i costi. Era felice di quel colpo perch non aveva niente di meglio da fare. Dopo l'ondata di uomini passati a prendere le loro ragazze la serata divent tranquilla. Nessun ragazzo avrebbe avuto la faccia tosta di telefonare a una studentessa il sabato sera per invitarla a uscire; avrebbe rifiutato anche se non aveva nessun programma. Emily se ne stava tranquilla al centralino, immersa nella lettura di un numero di Vogue prestatole da Annabel.
In quel momento, con una ventata di aria gelida, il portoncino di ingresso si spalanc e Richard Caldwell entr. Emily si chiese chi fosse la fortunata che quella sera aveva un appuntamento con lui. Gli sorrise, cercando di assumere un'aria efficiente.
Salve Emily la salut lui. Che cosa ci fai qui, di sabato sera?
Qualcuno deve pure restarci rispose lei lusingata, malgrado l'atteggiamento disinvolto. Chi devo chiamarti?
Lui si appoggi elegantemente contro la ringhiera di legno che portava al piano superiore e si accese una sigaretta con l'accendino d'oro. Portava un cappotto sportivo di pelo di cammello, la versione maschile di quello di Daphne che Emily sognava in segreto, e la ragazza decise che era l'uomo meglio vestito e pi raffinato che avesse mai visto. Oh, volevo solo scaldarmi un po' le ossa disse lui.
Ah, certo, certo.
Fa un freddo cane l fuori.
Lo so.
Sto provando la mia nuova macchina annunci lui.
Oh? Hai una macchina nuova? Quasi non credeva di essere proprio lei a chiacchierare con Richard Caldwell. Una volta aveva danzato con lui a un ballo e ne era stata tutta scombussolata per settimane. Era cos sofisticato che le sembrava appartenesse a un altro mondo completamente al di fuori della sua portata.
Gi prosegu lui, da' un'occhiata fuori della finestra.
Lei si gir e guard oltre la finestrella dietro il centralino. Vide il muso di quella che sembrava una lunga decappottabile azzurra. Che razza di macchina ?
Una Jaguar rispose lui in tono noncurante, come se fosse da tutti averla.
Carina ribatt lei in tono altrettanto noncurante, come se ci andasse normalmente. In verit non ne aveva mai vista una in vita sua. La gente che frequentava la sua famiglia viaggiava in Cadillac perch erano grandi e sicure e parlava con disprezzo di quelle piccole macchine straniere.
Lui lanci un'occhiata all'orologio. Ti andrebbe di andare a un party con me dopo che hai finito con il centralino?
Non credeva alle sue orecchie! Richard Caldwell le stava chiedendo di uscire con lui! Che importava che fosse all'ultimo momento? Sarebbe potuta essere l'unica occasione della sua vita.
Ma non finisco prima delle dieci obiett.
Lo so. Mancano dieci minuti alle dieci, adesso.
Non sono vestita ribatt debolmente lei. Portava i golfini gemelli di cachemire grigio perla con una gonna scozzese in tinta ed era truccata perch non si sa mai chi si pu incontrare. Se ti sogni di dire che sono vestita male e ti rimangi l'invito, pens Emily, morir sul colpo.
Sei perfetta per me le disse Richard. Anche le altre ragazze saranno vestite pi o meno cos. Dai, vieni, ci divertiremo.
Va bene si arrese lei sentendosi come se avesse appena portato a termine una delicata trattativa diplomatica ad altissimo livello. Non credeva alle sue orecchie ma stava proprio cercando di convincerla ad andare con lui. Ma che cosa, in nome del cielo, gli avrebbe raccontato per tre ore intere?
Alle dieci meno due minuti Emily spense il centralino e corse su per i quattro piani di scale a prendere le sue cose. Fiss con odio la sua pelliccia. Era cos formale, cos nouveau riche. Per la centesima volta rimpianse di non avere un cappotto di cammello come quello di Daphne. Ogni volta che un uomo veniva a cercare Daphne senza preavviso lei gridava dal fondo delle scale: Ehi, ragazze, tiratemi gi il cappotto! Poco dopo il cappotto di cammello planava lentamente gi dalla tromba delle scale e Daphne ridente e con le sue lunghe gambe usciva felice con lo spasimante di turno. A volte era proprio Emily a buttare gi il cappotto a Daphne. Emily e la sua eterna borsetta, perch come si fa a uscire senza un pettine, il rossetto, il portacipria, le chiavi e un po' di spiccioli? Daphne non si preoccupava mai di quelle piccolezze. Lei non stava mai a guardarsi allo specchio come Emily. E gli uomini non si sognavano neanche di far pagare a Daphne la sua parte. Emily corse gi per le scale con indosso la pelliccia augurandosi che Richard Caldwell non pensasse che sembrava troppo ebrea.
Richard sorrise vedendola. Ma che bella pelliccia comment.  molto adatta a te... cos femminile.
In quel momento Emily decise che non solo era l'uomo pi raffinato di Harvard, ma del mondo intero.
L'aiut a salire sulla Jaguar decappottabile e sfrecciarono per le strade scure e ghiacciate. Aveva tirato su la cappotta e acceso il riscaldamento, ma Emily si raggomitol sotto la pelliccia lanciando occhiate furtive al profilo perfetto di lui e sentendosi elegante e coccolata. Puntarono verso Elliot House, una delle palazzine sul fiume nelle quali vivevano gli studenti anziani pi snob, il dormitorio degli WASP pi ricchi ed eleganti. Emily c'era gi stata. Salirono di sopra, in un appartamento nel quale si stava svolgendo un rumoroso party. Le stanze erano squallide e anonime, arredate con la solita mobilia sgangherata che sembrava pronta per il rigattiere. In un angolo della stanza era stato messo un tavolino pieghevole carico di bottiglie di liquore e una zuppiera colma di Purple Passion, un cocktail rossastro molto in voga. Mentre Richard portava la sua pelliccia in camera da letto Emily si guard in giro osservando gli ospiti. Si rese conto immediatamente che era un party da Social Register. Gli invitati erano tutti uguali, come fatti con lo stampino. Probabilmente anche loro vedevano gli ebrei cos ma si sbagliavano: erano loro, invece, a essere tutti uguali. Sembrava che le ragazze si fossero laureate in hockey alle superiori. Improvvisamente sent la ben nota ondata di terrore. Poi cerc di rilassarsi e di ricordarsi che era una ragazza molto corteggiata, che quella sera era stata scelta addirittura da Richard Caldwell e che fino a quel momento se l'era sempre cavata a meraviglia.
Richard le porse un bicchiere di carta pieno di Purple Passion. C'era anche Daphne con il suo spasimante, circondata da alcune coppie che chiacchieravano animatamente e che ridevano. Emily le sorrise dal lato opposto della stanza, ma Daphne non la not.
Richard la present a quelli che passavano nelle vicinanze. Tutti, ragazze e ragazzi, avevano almeno due cognomi oppure qualche melenso vezzeggiativo al posto del nome proprio, come Topsy, Muffy, Wink o Binky. Santo cielo, pens Emily, dovrebbero venire al mio country club, impazzirebbero l dentro.
E la Jag come va? chiese Wink.
Uno schianto rispose Richard. Vero, Emily?
Un incanto disse Emily.
Richard  l'unico che conosca che si possa permettere una macchina simile osserv Wink.
Oh, no, non dire sciocchezze si scherm Richard. Lanci uno dei suoi smaglianti sorrisi ammaliatori. Quando comperi una macchina non si pu certo fare l'ebreo e tirare sui soldi.
Emily distolse lo sguardo imbarazzata. Sperava che nessuno si accorgesse che lei era ebrea. Per il momento non sembravano affatto a disagio. Forse era solo un modo di dire, una cosa senza significato...
Richard la prese per un braccio e la guid abilmente attraverso la calca verso il gruppetto nel quale c'era Daphne: Posso interrompere? chiese presentando Emily agli altri ospiti. Daphne lanci a Richard una strana occhiata.
Che cosa significa, pens Emily perplessa, sta forse chiedendosi come mai lui sia in giro con me? No, probabilmente l'ha invitata, ma lei era gi impegnata. Proprio cos. E allora? Richard Caldwell esce con un sacco di ragazze, lo sanno tutti.
Il gruppetto stava parlando di alcuni party tenuti durante le vacanze di Natale e di conoscenze comuni. Emily non conosceva nessuna delle persone delle quali parlavano. Le venne in mente che durante le vacanze di Natale, sebbene lei e Daphne fossero state entrambe a New York, non si erano viste neppure una volta. Non si era incontrata neppure con Chris. Al dormitorio erano amiche, per, quando tornavano alle loro vere esistenze, era come se non si fossero mai incrociate in vita loro. Forse i suoi genitori avevano ragione, dopotutto. Il college non era la sua vera vita. Il college rappresentava un periodo della vita nel quale si usciva di casa per imparare un sacco di cose utili e per trovare un buon marito. Poi si tornava a casa e a occupazioni pi serie, come la vita di tutti i giorni.
Gli studenti presenti a quel party, che evidentemente si conoscevano da sempre, sarebbero tornati a casa e probabilmente si sarebbero sposati fra loro o con gente della loro razza, gente della quale magari stavano spettegolando proprio in quel momento, e avrebbero continuato a fare cose che lei, Emily, non aveva mai fatto in vita sua.
Per le vacanze di Pasqua andiamo a sciare annunci Daphne. Per approfittare dell'ultima neve buona.
Io vado alle Bermude disse qualcun altro.
Ottimi party laggi comment Richard, di chi sarai ospite?
Noi siamo stati al Princess Hotel intervenne Emily. Ecco, cos imparavano! Era il miglior albergo dell'isola.
Oh, io non sono mai stato in albergo la liquid lui noncurante, noi ci fermiamo sempre da amici.
Amici? Ma chi ce li aveva gli amici alle Bermude?
Io preferisco lo sci insist Daphne. Soffi un anello di fumo e lo fiss a lungo, soddisfatta di s. Si ingrassa a starsene sdraiati sulla spiaggia tutto il giorno a bere e a non far niente.
Soltanto Daphne poteva permettersi un'osservazione del genere, senza che si pensasse al vecchio detto della volpe che non arriva all'uva, pens Emily. Ma perch certa gente aveva quel qualcosa che faceva sembrare giusto e credibile tutto ci che faceva e diceva, mentre altre persone avevano il dono di fare sembrare tutto stonato e fuori luogo?
Dove vai a sciare, Daphne? chiese qualcuno e subito la conversazione generale si spost sulle localit sciistiche pi alla moda. Emily non avrebbe mai osato sciare; aveva troppa paura di farsi male.
Aveva imparato molto in fretta come fingere con quella gente. Bastava tenere la bocca chiusa e loro pensavano che eri fatta della stessa pasta. In vita loro non avevano mai visto qualcuno che non appartenesse al loro mondo. In un certo senso erano protetti e isolati almeno quanto lei. All'inizio aveva pensato che era magnifico trovarsi ai margini di un ambiente cos affascinante e sofisticato, ma improvvisamente si sent stanca di stare sempre ai margini e mai dentro. Richard Caldwell non si era davvero interessato a lei, neppure per un secondo. Voleva soltanto una ragazza passabilmente carina da portare a quel party per dimostrare che era capace di trovarsi una donna anche all'ultimo momento. Per puro caso lei aveva attraversato la sua strada al momento giusto. Si sent schiacciata dall'umiliazione. Quella gente ormai non le piaceva pi; e perch mai avrebbe dovuto volere qualcuno che invece non la voleva? Quello era sempre stato il suo motto e avrebbe dovuto restarci fedele. Perch non lo aveva capito subito?
Le stava venendo un'emicrania. Si guard in giro nella stanza gremita di gente, ascoltando brandelli di conversazioni tutte tristemente uguali. Quelle persone avevano persino lo stesso modo di parlare, lo stesso accento, da qualunque parte venissero.
Ci prestereste una bottiglia di gin?
E quell'accento come aveva fatto ad arrivare fin l? Puro newyorkese, quel genere di accento che lei conosceva bene e che la faceva sentire a suo agio. Guard nella direzione dalla quale proveniva la voce e vide un ragazzo davvero carino, capelli biondo rossicci, lentiggini, naso all'ins, fisico asciutto e atletico. Portava dei calzoni di tela marrone bruciato, una camicia azzurra di Brooks Brothers con le maniche arrotolate, niente cravatta.
Ve la restituisco luned prosegu quel ragazzo, garantito.
Oh, merda, Buckman esclam Wink. Serviti pure.
Buckman? O Buchman? Che fosse ebreo? Il ragazzo not lo sguardo di Emily su di s e le sorrise. Emily gli ricambi il sorriso.
 forse colpa mia se pi di cinquanta persone sono arrivate al mio party? disse Buckman-Buchman allegramente. Emily ebbe l'impressione che lo stesse dicendo solo per lei. E se vogliono solo gin da bere?
Wink gli porse una bottiglia di gin. Lui la prese, ma non accenn ad andarsene. Con aria indifferente Emily si avvicin al tavolo delle bevande ben sapendo che nessuno del suo gruppetto se ne sarebbe accorto. Fece per versarsi un bicchiere di Purple Passion e Buckman-Buchman si affrett a farlo per lei.
Salve le disse. Mi chiamo Ken Buchman e tu chi sei?
Emily Applebaum rispose sorpresa.
Per la prima volta, oltre al solito sorriso, vide del calore in uno sguardo e cap che Buchman si scriveva con l'h. Te la stai spassando in questo nido di WASP? le chiese.
Lei ridacchi. Non farti sentire.
Ti andrebbe di fare quattro passi fino al mio party?  in fondo al corridoio.
Con tutti quegli ubriaconi che hanno scolato il tuo gin?
Non sono affatto ubriachi. E il mio ponce  molto meglio di questo. Faccio medicina io, cos l'ho mescolato con mano da esperto. La giusta dose di tutto, come in chimica.
Vuoi dire che farai il dottore? gli chiese Emily deliziata.
Almeno lo spero.
Che genere di dottore?
Uno bravo.
Ma no, sciocco, intendevo dire in che cosa ti specializzerai spieg lei ridendo.
Ancora non ho deciso. Le strizz l'occhio. Per so che oltre a essere bravo sar anche ricco. Allora, ti va di venire al mio party?
E perch no? disse lei conciliante. Tanto sembra che qui sia invisibile, pens. Non noteranno neppure la mia assenza. Ma solo per un po' precis.
Raggiunsero insieme la camera in fondo al corridoio. Il party era rumoroso e allegro; Emily riconobbe due ragazze ebree del suo dormitorio. Si sent subito a casa. Nella stanza c'era la stessa traballante mobilia di Harvard, ma la gente era diversa. Gente che non le faceva affatto paura. Ken Buchman mise la bottiglia di gin su un tavolo, accanto all'inevitabile zuppiera di Purple Passion. Vers un bicchiere di ponce per ciascuno e poi la condusse in un angolo dove sedettero sul davanzale della finestra, l'unico posto ancora libero.
Da dove vieni? le chiese lui.
Da Scarsdale, New York; poi da Briggs Hall e infine da quel noiosissimo party.
Da Scarsdale! Io vengo da Lawrence, Long Island!
Praticamente siamo vicini di casa.
Che anno fai, Emily?
Sono matricola. E tu?
Fagiolo.
Emily non pot fare a meno di pensare che se non avesse dato retta al caso non lo avrebbe mai incontrato. L'universit era talmente grande!
E che cosa vuoi fare dopo la laurea? le chiese lui.
Fare? Ma che cosa poteva fare una ragazza? Sposarsi e avere dei bambini, pens Emily. Era il primo uomo che le chiedeva i suoi progetti per dopo la laurea.
Oh, non avere l'aria cos preoccupata la consol lui. Non  necessario che tu decida subito che cosa vuoi fare.
Il fatto  che lo so, invece ribatt Emily. E improvvisamente lo seppe davvero. Voglio proseguire per la specializzazione in psichiatria.
Ken sembrava felice. Sapevo che oltre a essere carina eri anche intelligente.
E come facevi a saperlo?
Sei venuta al mio party.
Lei sorrise. Qual  il tuo sport preferito?
Il tennis. E il tuo?
Il tennis, forse. Ma non sono molto brava.
Ti insegner.
Davvero?
Certamente. Non appena far pi caldo. Nel frattempo, potremmo andare fuori a cena. Che cosa ne pensi?
S rispose lei. Che cosa ne pensava? Non credeva alle sue orecchie! Gli uomini non ti invitavano mai fuori a cena, troppo caro. Si limitavano a portarti a bere e a ballare dopo che avevi cenato squallidamente e gratis alla mensa. Cenare fuori sembrava cos sofisticato!
Andremo al Locke Ober's e ci mangeremo un'aragosta Savannah e il miglior gelato al cioccolato di tutta Boston.
Sembra divino convenne Emily. Lanci un'occhiata all'orologio. Meglio che vada, adesso annunci a malincuore.
Ken gir il braccio e guard l'orologio che teneva all'interno del polso. Emily non aveva mai visto nessuno portare l'orologio a quel modo e le sembr una cosa estremamente raffinata. Sul polso di Ken c'era una lieve peluria rossiccia che Emily trov terribilmente sexy. Mani e polsi erano la parte pi sexy di un uomo, dopo il viso naturalmente. Ma se sei appena arrivata esclam lui.
Ma devo tornare al pensionato se non voglio mettermi nei guai!
Ti telefono le disse lui.
Mi far piacere. Sto a Briggs Hall.
Lui si chin su di lei e depose un lieve bacio sulla sua guancia. Emily prov uno strano pizzicore alla nuca, come se le si fossero rizzati tutti i capelli in testa. Oh, era davvero sexy! Non lo dimenticher la rassicur lui.
Quando Emily torn al primo party nessuno si era accorto della sua momentanea assenza. Ripens a Ken Buchman per tutto il tragitto verso casa e quando Richard Caldwell si protese a baciarla era talmente presa dal ricordo di Ken che non si accorse neppure di ci che stava facendo. Solo un paio d'ore prima sarebbe praticamente svenuta all'idea che Richard Caldwell potesse baciarla, ma in quel momento non le importava nulla. L'unica cosa che pens, distrattamente, fu che era tipico dell'arroganza di Richard Caldwell di non accompagnarla neppure alla porta.
Grazie,  stata una bella serata disse lei scendendo dalla macchina e precipitandosi verso la porta.
Rest attaccata al telefono per tre giorni consecutivi tutte le volte che non era in classe. Aveva la sensazione che Ken non l'avrebbe chiamata prima di marted e fu proprio cos. La invit fuori per sabato. A Emily piacque il suo modo di fare; lui s che era attento e cortese. Non era certo il tipo da presentarsi alle dieci meno dieci del sabato sera a caccia di una preda qualunque.
Il sabato Ken si present con un'auto presa a prestito. Emily ne fu colpita. Aveva cos tanti amici da riuscire a convincerne uno a prestargli la sua preziosa macchina proprio di sabato sera! Come le aveva promesso la port a Boston, al Locke Ober's. Era un locale dalle pareti ricoperte di pannelli di legno scuro e pieno di adulti perch era molto costoso. L'aragosta Savannah fu tenera e deliziosa, decisamente la cosa migliore che Emily avesse mai mangiato. Non aveva nessuna difficolt a sostenere la conversazione con Ken, si trovava davvero a suo agio con lui soprattutto perch si sentiva ammirata e protetta. Pi guardava quel viso interessante e attraente, pi si innamorava di lui. E quando Ken le diede il bacio della buona notte davanti alla porta del dormitorio, le piacque immensamente il suo modo di baciare: lento, delicato, sexy e per niente appiccicoso.
Le telefon il luned seguente e le chiese di uscire venerd e sabato. Venerd sarebbero andati a ballare e sabato c'era un party. Ken le stava alle costole: evidentemente Emily gli piaceva almeno quanto lui piaceva a lei. Emily lo pens per tutta la settimana, il cuore che le batteva furiosamente nei momenti pi strani. Nella sua mente rivisse decine di volte il suo bacio della buona notte. E decine di volte prov il suo nome, cos, tanto per divertirsi: signora Buchman... Dottore e signora Kenneth Buchman... S, suonava proprio bene.
Era cos bello starsene tra le sue braccia sulla pista da ballo. La faceva sentire cos protetta. Poi, quando la port al party la sera dopo, non la perse di vista neppure un istante. Persino mentre parlavano con altre persone lui la guardava di tanto in tanto e le lanciava delle strizzatine d'occhio per farle capire che erano insieme. Emily pens che forse era la persona pi gentile che avesse mai incontrato.
Era innamorata cotta di lui. Sapeva che era una cosa vera. Il venerd seguente la port di nuovo a ballare e dopo parcheggi la macchina presa a prestito nel piazzale del pensionato, quello dove generalmente ci si fermava per amoreggiare. Lui la prese fra le braccia e la baci, poi le disse: Ti amo, Emily.
Il cuore le balz in petto per la gioia, eppure non fu affatto sorpresa. Erano usciti insieme appena quattro volte, ma aveva l'impressione di conoscerlo da sempre. Sapeva che parlava sul serio, che non stava dicendole di amarla solo per potersi spingere un po' pi in l. Non Ken. Era un ragazzo onesto e rispettava la sua verginit, che lei intendeva mantenere finch non fosse stata al sicuro in un buon matrimonio.
Tutte le fantasie d'amore di Emily esplosero in un colpo solo, come un fuoco d'artificio. Oh, anch'io ti amo bisbigli contro la sua bocca sensuale.
Quando rientr a Briggs Hall le sue amiche si accorsero al primo sguardo che doveva essere accaduto qualcosa di eccezionale. Mi ama! annunci Emily senza fiato. Ken Buchman mi ama!
Da quel giorno Ken ed Emily fecero coppia fissa secondo lo stile degli anni Cinquanta, con un'intimit che li rendeva due corpi in un'anima sola, senza mai contrasti, se non altro per il fatto che ambedue si sforzavano in tutti i modi di amare le medesime cose. Avere gli stessi gusti era il dono d'amore che si scambiavano vicendevolmente.
Dal momento che le loro case erano abbastanza vicine si videro in continuazione anche durante le vacanze. I genitori di Emily erano molto felici che facesse coppia fissa con Ken e si auguravano che lo avrebbe sposato. Era un giovane educato e premuroso nei loro riguardi tanto che a volte, quando la coppia faceva molto tardi per qualche motivo, Ken veniva invitato a passare la notte dagli Applebaum, nella camera degli ospiti. Ben presto fu quasi come un figlio per loro. Da quando Ken era entrato nella sua vita Emily era diventata pi matura e responsabile facendo la gioia dei suoi genitori. Nel periodo scolastico Emily passava quasi ogni sera in compagnia di Ken nella biblioteca universitaria, a studiare. Medicina era dura e Ken aveva deciso di fare domanda per essere ammesso alla facolt di medicina di Harvard. Cos Emily non solo si era conquistata una preda fantastica, un giovane di ottimo carattere, di bell'aspetto, con una famiglia perfettamente compatibile con la sua, ma aveva anche trovato il modo di mantenere la sua ottima media negli studi. Continuava a essere iscritta nella lista del preside.
Emily adorava stare con Ken. Era eccitante e allo stesso tempo si sentiva cos in pace quando era insieme con lui. Gli mostr il suo diario segreto e gli spieg ogni ricordo che conteneva nei minimi particolari. Per non gli fece mai vedere il diario del primo trimestre a Radcliffe perch non intendeva affatto ingelosirlo. Amavano entrambi le stesse cose. Ken adorava il jazz: Dave Brubeck, Erroll Garner, il Modern Jazz Quartet e anche lei. Emily amava Frank Sinatra e John Mathis e anche lui. Emily aveva ambizioni di carriera sagge e ragionevoli che non avrebbero interferito minimamente nel loro matrimonio e Ken la incoraggiava.
Emily dava per scontato che se avessero continuato a intendersela cos bene Ken e lei si sarebbero indubbiamente sposati. Non riusciva neppure a immaginarsi il fatto di non andare d'accordo con lui. Non aveva mai litigato, neppure una volta. Quando lui si fosse iscritto alla facolt di medicina di Harvard (perch naturalmente non potevano non accettarlo) lei avrebbe finito Radcliffe e quindi avrebbe proseguito con la specializzazione ad Harvard. Durante il tirocinio in ospedale lui sarebbe stato molto occupato. E bench i genitori di Ken fossero pieni di soldi, non sarebbe stata una brutta idea avere un piccolo reddito indipendente. Adorava fare progetti, ma non gliene parlava troppo perch non voleva dargli l'impressione di volerlo costringere a impegnarsi. Sapeva che al momento giusto le avrebbe fatto una regolare domanda di matrimonio.
Per quanto Emily avesse il terrore di contravvenire alle regole del college, si lasci tuttavia convincere da Ken ad andare in camera sua il pomeriggio dei week-end, quando i suoi compagni di stanza erano fuori, cos potevano amoreggiare sul letto. Entrambi conoscevano le regole del loro rapporto e non dovettero discutere i limiti oltre i quali lui non sarebbe mai dovuto andare. Emily toglieva la gonna, il golf e il reggiseno e li piegava ordinatamente sulla sedia allineandovi sotto le scarpe e poi, con mutandine, calze e giarrettiera si sdraiava sul letto e facevano tutto ci che potevano senza togliere il resto degli indumenti e senza andare fino in fondo. Ken restava in maniche di camicia e calzoni di tela ed Emily pensava che fosse l'uomo pi sexy e pi attraente che avesse mai visto in vita sua e, per quanto le piacesse flirtare con lui, non capiva perch mai sua madre l'avesse messa in guardia in termini cos apocalittici contro i pericoli di perdere la testa. Era fin troppo spaventata all'idea di poter perdere la testa, persino con Ken. Perdere la testa o andare fino in fondo, il che era poi la stessa cosa, significava rovinarsi la vita.
Poi, quando gli amici rientravano, Ken ed Emily andavano nel loro ristorantino cinese preferito di Harvard Square. Se durante il week-end c'era un party cui andare erano contenti, altrimenti ne facevano volentieri a meno.
Ormai conducevano una vita sicura, quasi domestica, eppure romantica. Lei portava la foto di lui nel portafogli e lui faceva altrettanto. Lei gli sferruzz una sciarpa di quasi due metri non a righe, come aveva fatto per gli uomini che le erano solo piaciuti, ma in tinta unita e a maglia fine, che ci mise un'eternit a fare perch era molto difficile. E lui le faceva sciocchi regalini, come un portacenere con la scritta: Tant pis... mia zia deve assolutamente telefonare.
Emily non prese mai una decisione senza consultare preventivamente Ken, proprio come se fossero gi sposati. Ma a parte qualche piccolo suggerimento riguardo la salute, Ken era riluttante a dirle che cosa fare. Voleva che ogni scelta fosse la loro scelta, la loro decisione. Pi cose avevano in comune, pi si sentivano uniti e al sicuro.
Emily pens che lui avrebbe chiesto la sua mano all'ultimo anno. Si sarebbero potuti fidanzare ufficialmente e sposarsi subito dopo la laurea. Non avrebbe avuto senso aspettare che anche lei si fosse laureata.

7.

Pi di ogni altra cosa Annabel era romantica. Come le sue coetanee, non aveva la minima idea di che cosa passasse per la testa degli uomini, eppure le piaceva pensare che fossero romantici quanto lei. Sicuramente i suoi corteggiatori si comportavano come se lo fossero. Sembrava che ogni settimana incontrassero un amore nuovo, ma lei non era diversa. Il college era cos eccitante e lei era talmente popolare. Flirtava con ogni uomo che trovasse sexy e attraente, e se quello le andava fin dal primo appuntamento che senso c'era ad aspettare solo per prendersi in giro? Baciare le piaceva. Era romantico e sensuale: la vicinanza fisica, la dolcezza di venire accarezzata e coccolata, l'eccitazione di sentirsi stringere dalle braccia di un uomo che sarebbe potuto essere il vero amore. E quando lui la toccava in luoghi considerati assolutamente proibiti, Annabel si abbandonava a quelle sensazioni piacevoli senza mai confidarsi con le altre ragazze. Sapeva fin troppo bene che razza di ipocrite bigotte fossero per lasciarsi andare con loro.
L'estate prima di entrare a Radcliffe Annabel aveva avuto la sua prima e unica storia d'amore. Era stata con un favoloso ragazzo dell'Istituto Tecnico della Georgia che in estate dava lezioni di equitazione ai bambini di Atlanta, dove abitava. Annabel, che andava a cavallo tutti i giorni, naturalmente lo aveva incontrato. Tutte le ragazze erano cotte di lui, ma era stata lei ad averlo. Nessuno sapeva che non era pi vergine: era il suo segreto.
Era stata vagamente sorpresa quando lui non le aveva scritto, ma in fondo sapeva bene quanto contassero gli amori estivi. Belli, certamente, ma non fatti per durare. In quel periodo, dopo un autunno di flirt, di partite di pallone e di party, pensava di essere di nuovo innamorata.
Il ragazzo in questione era uno studente del secondo anno, Happy Foster. Era grande e grosso, con folti capelli scuri e un certo fascino rude. Il tipo d'uomo che ha le toppe di pelle ai gomiti delle giacche sportive e l'orlo del soprabito sfilacciato. Voleva fare il giornalista. Scriveva gi sull'Harvard Lampoon, la rivista satirica locale. Annabel era convinta che tutto in lui fosse affascinante. Lo aveva incontrato a un party il week-end precedente e dopo avergli parlato un po' si era resa conto che era molto pi acuto di qualunque altro uomo che avesse mai incontrato. Amavano gli stessi poeti. Il giorno dopo le aveva telefonato e le aveva chiesto di uscire con lui sabato sera. Per tutta la settimana Annabel aveva aspettato il grande momento in uno stato di euforica eccitazione.
La stagione delle partite era finita, ma non faceva ancora troppo freddo. Lui arriv nella giardinetta e sugger di andare da Cronin's per qualche birra. In quella grossa giardinetta sembrava cos rude e magnifico che Annabel se lo immagin come sarebbe stato in campagna. Decise che sarebbero stati proprio una bella coppia.
Cronin's era su Harvard Square e il locale in in cui recarsi. Era un antro enorme e buio, pieno di tavoli e di spar di legno scuro, come ogni birreria che si rispetti, e di sabato e domenica era sempre affollato. Gli avventori vagavano su e gi per i corridoi lungo i spar e attorno ai tavoli, fermandosi a scambiare quattro chiacchiere con gli amici e a bere una birra prima di passare oltre. Era come un party gigantesco. Happy la guid verso un tavolone pieno di gente, prese due sedie e ordin. Annabel fu un po' delusa perch lo avrebbe voluto tutto per s. Non che si potesse fare tanta conversazione in quel posto: era cos rumoroso e tutti ridevano e si lanciavano battute. Si capiva subito che Happy era molto popolare. Rise alle battute e civett con lui finch, dopo un po', lui pass il braccio sullo schienale della sua sedia e le chiese: Ti stai divertendo?
Lei gli sorrise. S, ma preferirei che fossimo soli. Ci sono tante cose che vorrei dirti.
Senza farselo ripetere due volte lui la condusse verso un piccolo spar per due molto discreto, le sedette di fronte e, guardandola negli occhi, le prese la mano. Vedo che non bevi osserv, la birra non ti piace. Avrei dovuto capirlo subito. So che cosa piace a te.
E in un batter d'occhio il cameriere arriv con una bottiglietta di champagne.
Oh, Happy, ma come hai fatto a capirlo?
Sei indubbiamente una donna da champagne ribatt lui. Ricordi che cosa ha scritto Fitzgerald ne Il grande Gatsby: Aveva una voce piena di denaro? Il suono del denaro, tu mi capisci, di monete d'oro tintinnanti e l'emozione di sentirsi in cima alla vetta? Bene, la tua voce  piena di champagne. La sento spumeggiare, un brindisi alla vita.
Che cosa carina disse Annabel commossa. Grazie.
Vorrei poterti comperare fiumi di champagne prosegu lui, ma probabilmente diventer un giornalista spiantato.
E che importanza ha? Raccontami di te. Qual  il tuo vero nome?
Happy.
No, intendo proprio quello vero.
Lui abbass la voce e in un bisbiglio le ordin: Devi promettermi di non dirlo a nessuno. Lo detesto.
Non parler.
Giura.
Giuro.
 Horatius.
Santo cielo! Ma vedrai che pi avanti, quando sarai diventato illustre e famoso, finir per piacerti cerc di consolarlo lei.
Credi?
Certamente. Quando vincerai il Premio Pulitzer.
Se lo vinco verrai alla cerimonia di assegnazione?
Oh, allora mi avrai gi dimenticata da un pezzo! ribatt Annabel in tono frivolo.
Lui la fiss intensamente negli occhi. Non ne sono cos sicuro. Ho l'impressione che diventerai molto importante per me. Tu ci credi nell'amore a prima vista?
Il cuore di Annabel fece una capriola. In certi casi...
Io non ci ho mai creduto prima di incontrarti. Non posso staccarti gli occhi di dosso. Sei talmente bella. Sei Rossella O'Hara. Sei cos arguta e poetica... e piena di coraggio. Sei un'ottimista. Tu avrai tutto ci che vorrai dalla vita.
Davvero lo pensi?
Assolutamente! Che cosa ne diresti se mi innamorassi di te? Prometto di non venire sotto la tua finestra a cantarti una serenata con la mia voce stonata.
Lei rise. Puoi farlo, se lo desideri.
Cantare o innamorarmi? Le chiese sorridendo.
Innamorarti. Cantare no.
E va bene disse lui e sorrise. E in quel momento lei seppe di essere innamorata di lui.
Alle undici lui esclam: Ehi, leviamo le tende, voglio baciarti.
Anch'io sussurr lei.
Guid la giardinetta fuori da Harvard Square verso la periferia, lungo una stradina accidentata di campagna e da l nei boschi. Era talmente buio che Annabel non riusc a capire dove si trovassero.
Subito fuori citt c'erano un sacco di posticini discreti nei quali era possibile andare a baciarsi, bastava conoscerli. Lui parcheggi sotto una volta di rami fruscianti. Il silenzio era profondo, l'oscurit completa e il luogo intimo e romantico.
Lui l'abbracci. Quando non dovrai scrivere poesie per il corso che stai frequentando ne scriverai per me?
Dici sul serio?
Certo. Lo farai?
Chiss! Sarebbe una poesia d'amore, pensava intanto.
A volte  difficile dire a qualcuno che cosa provi senza scriverlo. E io voglio sapere molto di pi di ci che ti riguarda.
Sei cos dolce gli sussurr Annabel teneramente.
Cominciarono a baciarsi in quel momento e fu pi bello che con tutti gli altri uomini che aveva avuto. Lui era cos delicato e affettuoso, e continuava a raccogliere i lunghi capelli di lei in una mano come se fossero stati la cosa pi eccitante del mondo.
Senti osserv infine lui non senza ragione, sono troppo lungo per questo sedile;  dannatamente scomodo. Sto morendo.
Annabel era stata su un sacco di sedili posteriori prima di allora, ma quella sera era un po' nervosa. Lo amava e poteva non avere la forza di fermarlo. Il sedile posteriore della giardinetta era stato tolto e al suo posto c'era un materasso. Vi si sdraiarono, lui copr entrambi con il soprabito e subito ricominciarono a baciarsi.
Ti amo, Annabel.
Anch'io ti amo.
Le mani di lui, in quel momento, stavano togliendole con abilit gli indumenti a uno a uno, carezzandola ovunque e Annabel cap che non le restava molto tempo per prendere una decisione. Gli uomini erano cos volubili... Ma lui era un uomo di classe, un intellettuale. Era innamorato di lei. Era una persona seria... Apr gli occhi e nella sua mano vide il bagliore lattiginoso di un preservativo.
Non avere paura sussurr lui, ti amo.
Lei lo baci. Non aveva paura.
Poi, all'improvviso, Happy fu preso da una tale furia, da una specie di frenesia come se fra i due fosse lui ad avere paura. Erano perfettamente al sicuro eppure il ragazzo si comportava come se avesse alle calcagna un'intera pattuglia di poliziotti. Era sembrato cos sicuro di s fino a un istante prima e invece adesso era molto diverso dal suo istruttore di equitazione. Annabel non lo capiva proprio. Fare l'amore era talmente bello e allora perch sembrava che gli uomini non vedessero l'ora di farla finita in fretta e furia? Forse per loro  diverso, pens Annabel. Forse per loro va bene cos.
Non appena fu tutto finito Happy si ricompose e accese una sigaretta. Annabel lo imit, poi lo abbracci e lo baci teneramente su una guancia perch lo amava tanto. Lui la guard con un'espressione molto simile al panico. Infine la circond con il braccio e lei gli appoggi la testa sulla spalla e rimasero l tranquilli, fumando e guardando la falce di luna fuori del finestrino posteriore. Dopo un po' lei guard l'orologio.
Devo rientrare per l'una. Sar meglio che ci muoviamo.
Okay rispose lui pronto. Tornarono sul sedile anteriore e lui la riaccompagn a Briggs Hall.
Ci sentiamo disse lui dandole il bacio della buona notte.
E io ti scriver quella famosa poesia rispose lei e sal in camera canticchiando.
Lavor sodo al suo sonetto d'amore per Happy tutta la settimana, in modo da renderlo presentabile, aspettando che lui la chiamasse.
Ma lui non telefon pi.
Annabel era infelice, confusa e delusa. Lui non l'aveva affatto amata; aveva usato l'amore come uno strumento per conquistarla. Probabilmente non aveva la minima idea di che cosa fosse l'amore. Si augur di non incontrarlo mai pi; non avrebbe sopportato di vederlo dopo essere stata umiliata a quel modo. Ma Harvard era grande e sembrava che anche lui facesse di tutto per evitarla. Annabel pens molto a Happy e a quanto era accaduto e decise che per il futuro si sarebbe fatta furba e non avrebbe permesso mai pi a un uomo di prendersi gioco di lei. Ma al tempo stesso avrebbe impedito con tutte le sue forze che quella disavventura la riducesse a una zombie senz'anima. Sarebbe stata molto attenta in avvenire.
E dopo qualche tempo lo spirito indomito di Annabel guar e lei ricominci a innamorarsi ancora e a flirtare con ogni uomo che trovava irresistibile. Eppure, sebbene non fosse pi andata fino in fondo con loro, continuavano a scomparire dopo averle fatto appassionate dichiarazioni d'amore. Annabel decise che gli uomini erano come bambini: un miscuglio senza speranza di crudelt e di sensi di colpa.
Solo uno fra quanti Annabel conosceva era diverso. Max Harding era diventato il suo migliore amico. Fin da quella prima sera in cui si erano incontrati al Gran Ballo delle Matricole avevano cominciato a frequentarsi regolarmente: si vedevano almeno una volta alla settimana e scambiavano interminabili conversazioni telefoniche. Si tenevano allegri a vicenda e avevano talmente tante cose in comune che sembrava si conoscessero da sempre. Andarono a teatro a Boston, lui la port a un sacco di party, bevvero birra da Cronin's e champagne al Ritz. Max le permise di guidare la sua amatissima Stutz Bearcat. Annabel lo adorava. Nulla per lui era impossibile se era lei a suggerirlo. Una volta furono invitati a un party in costume e Annabel ebbe la brillante idea di presentarsi in frac e cilindro accompagnata da Max in abito da sera e parrucca da donna, presi a prestito da un noleggiatore di costumi teatrali. Vinsero il primo premio.
Max era l'unico uomo che Annabel conoscesse che si comportava da vero gentiluomo. In un certo senso era sollevata all'idea che lui non avesse mai cercato di andare oltre il bacio della buona notte. Non sapeva che cosa avrebbe fatto se avesse perduto Max. Eppure sospettava che lui sapesse degli altri uomini, certe voci correvano veloci come il telegrafo senza fili ad Harvard, ma lui intendeva restare nella sua vita dopo che tutti gli altri fossero scomparsi e dimenticati da un pezzo.
Ogni volta che qualcuno la scaricava era una grande consolazione potere chiamare Max. Annabel era l'unica donna del pensionato che avesse la faccia tosta di telefonare a un uomo anzich aspettare che fosse lui a chiamarla, ma era anche l'unica ragazza ad avere per migliore amico un uomo.
Oh, Max, portami a fare un giro.
E in un lampo lui era l: la lunga sciarpa a righe avvolta attorno al collo sopra quell'assurda pelliccia di procione comperata di seconda mano per venti dollari, le guance arrossate per il freddo, gli occhi dorati pieni di calore. Si abbracciavano con trasporto e poi salivano sulla Stutz Bearcat. Emily aveva sferruzzato sciarpe a righe lunghe due metri per ogni uomo che le piaceva, fino al giorno in cui aveva incontrato Ken, e ne aveva fatta una anche per Max perch era cos gentile anche se tutti sapevano che lui era propriet di Annabel.
Allora, dove andiamo? chiedeva Max.
Dove vuoi. Ma perch gli uomini sono cos folli? Tu lo sai. Tu conosci tutti i segreti di Harvard Yard.
Gli uomini non sono santi rispondeva Max ridendo.
Vogliono che li ami, per loro non ci provano neppure. Sembra che si spaventino a morte. Si direbbe che pensino che non valga la pena di amarli.
E per molti di loro  proprio cos ribatteva Max.
Con te  diverso esclam un giorno Annabel. Senza di te morirei, Max.
Non ho intenzione di andare da nessuna parte.
Sono cos felice che non siamo innamorati, noi due osserv Annabel, l'amore rovinerebbe tutto. Non mi fido pi dell'amore.
Fino alla prossima volta esclam Max allegramente.
Giuro che gli uomini proprio non li capisco, Max. E loro non capiscono me. Almeno fra voi vi capite?
Non proprio.
Siamo tutti soli decise Annabel con aria penosa. Tutti noi, stipati nelle camerette di quell'enorme pensionato, tutti estranei. L'unica di cui mi fidi davvero  Chris. Lei almeno  onesta. Le altre sono tutte ipocrite. Non fanno altro che parlare e parlare della vita e allo stesso tempo fingono di essere perfette. Tutte a rimettersi il rossetto prima di rientrare nel dormitorio all'una di notte. Ma a chi frega ci che hanno fatto fino a quel momento? A me no davvero.
Ma a loro s ribatt Max. Quindi non aprire bocca.
Non me lo sogno neppure! Sono una vera signora, io.
Max non si seccava mai quando Annabel gli impediva di andare a qualche lezione perch sembrava che lui non studiasse mai. Sceglieva tutti i corsi pi duri, come narrativa americana del Novecento, e si sarebbe accontentato di un punteggio modesto, per quanto spesso prendesse il massimo dei voti. Annabel sapeva che era estremamente brillante. Max aveva una ragazza nuova ogni week-end. Una pi carina dell'altra.  proprio come me, pens Annabel; siamo assolutamente due anime gemelle. L'unica differenza fra me e lui  che lui  troppo intelligente per farsi spezzare il cuore... a meno che non me lo tenga nascosto.
Nella primavera del primo anno Annabel cominci a uscire con Richard Caldwell. Lo trovava fantastico e la storia del suo matrimonio per forza le sembr molto triste. Richard era affabile, affascinante e aveva modi perfetti. Si sbaciucchiavano per ore nella sua decappottabile a due posti e dopo qualche appuntamento la cosa cominci a renderli pazzi furiosi. Richard voleva farla entrare di nascosto in camera sua. Annabel era molto tentata. Non avrebbe potuto farle del male perch mai e poi mai si sarebbe innamorata di un uomo sposato. Dunque che cosa le importava se poi la lasciava? In fondo in fondo pensava che essendo sposato dovesse sapere tutto del sesso e finalmente sarebbe stato come aveva sempre pensato che dovesse essere e non come, invece, era stato fino a quel momento.
Ma quando infine si lasci convincere e una sera, di nascosto, penetr in camera sua, Richard Caldwell non si rivel un amante migliore di Happy Foster. Fu furtivo e frettoloso. Le balz addosso come se fosse inseguito da una muta di cani e in un minuto tutto fu finito. Dal momento che non si curava di ci che lui avrebbe pensato di lei, Annabel decise di dirgli che non era certo soddisfatta quanto lui forse credeva.
Non sono certo tua moglie, sai? Con una fidanzata  diverso. Volevo essere corteggiata.
Puttana.
Va' all'inferno ribatt lei allegramente. Si rivest e usc.
Lui le telefon due giorni pi tardi. Ho da mostrarti una cosa che ti piacer.
Sar meglio che mi mostri che sei un gentiluomo.
Lo far.
Le port un'unica rosa rossa. Uno studente dell'ultimo anno che conosceva Richard alla St. Martin's gli aveva lasciato il suo appartamentino in una delle palazzine destinate ai vecchi, un posto molto pi sicuro e rilassante della stanza occupata da Richard, nella quale la presenza delle donne era assolutamente vietata. Ad attenderli c'erano una bottiglia di champagne ghiacciato e un volume del Kama Sutra.
Dio mio sospir Annabel, non avrai davvero intenzione di fare tutte quelle cose strane, vero?
Hai detto che volevi essere corteggiata. Questo  il libro pi romantico che mi sia riuscito di trovare.
A ogni modo la sua idea era presa di peso dal Matrimonio ideale che Annabel sospett avesse comperato e letto in quei due giorni in cui non si era fatto sentire. Lui se l'era presa parecchio quando lei gli aveva dichiarato che non era un amante perfetto, ma si rendeva anche conto che le voci facevano presto a correre. Non voleva che lei andasse a dire ai quattro venti che non era sexy quanto sembrava a prima vista. Annabel fu commossa e lusingata dai suoi sforzi.
Sperimentarono varie posizioni e provarono il sesso orale. Le piacque di pi farselo fare che doverlo fare, ma in fondo le sembrava giusto stare ai patti. E alla fine della serata Annabel ebbe il suo primo orgasmo, due per la precisione, e decise che era innamorata di lui anche se con tutta probabilit era un vigliacco miserabile come tutti gli altri uomini che le avevano spezzato il cuore.
Dopo si strinsero uno all'altra nell'angusto lettino. Come va il tuo riverbero? le chiese.
Il mio che cosa?
Dopo l'amore sembra che si debba avere come un riverbero.
Oh, davvero? Certo, certo! Chiss di che cosa stava parlando?
Andiamocene via insieme il week-end prossimo. Spieghi che vai a trovare uno zio inventato a New York e invece ce ne andiamo in un motel dalle parti di Boston e passiamo tutto il fine settimana a letto.
Ma che idea divina!
Annabel non prov il minimo scrupolo a inventare un falso zio a New York. Us addirittura il nome di uno zio vero che abitava ad Atlanta. Si chiedeva come mai nessuno degli altri uomini ci avesse pensato, poi decise che in fondo essere sposato rendeva un tipo molto pi sofisticato.
Quella primavera lei e Richard si frequentarono molto ed entrambi impararono parecchie cose. Alla fine, tuttavia, cominciarono ad annoiarsi vicendevolmente. Nessuno dei due aveva voglia di fare sul serio. Un sacco di uomini attraenti continuavano a invitare fuori Annabel e a lei non andava a genio di scoraggiarli. Quanto a Richard, era terrorizzato all'idea di fare troppo sul serio. Annabel capiva. Pur non amandolo pi, continuava a provare un grande affetto per lui ed era convinta che fosse una delle cose pi belle che le erano accadute al college.
Non poteva sapere allora che presto sarebbe diventata una delle pi brutte.
Secondo anno. Niente pi limiti di orario. Stanza al terzo piano anzich al quarto. Per le pi fortunate solo turni al centralino al posto di quei detestabili lavori di cucina. In teoria tutto sarebbe dovuto essere magnifico, invece ecco Annabel fuori della saletta del bridge in attesa, insieme con un'altra colpevole, di essere giudicata dalla House Committee per il grave reato di essere rientrata con quindici minuti di ritardo il sabato precedente. Era arrivata all'una e un quarto, era stata colta in flagrante e rinviata a giudizio.
L'altra ragazza, una tipa dall'aria atterrita e piangente, era rientrata con dieci minuti di ritardo. Si chiamava Martha Fuller, era grossa, sgraziata e per nulla attraente: il genere di ragazza che certamente non ha molte occasioni di uscire. In quel momento era terrorizzata che la sua modesta vita mondana potesse essere troncata sul nascere. Si era quasi al termine della stagione di rugby, indubbiamente il periodo dell'anno pi mondano per tutti. Se fossero state punite i loro piani sarebbero andati in fumo. Annabel stava riflettendo su quanto potevano essere ipocriti e arbitrari i regolamenti scolastici. Aveva commesso un sacco di atti illegali, ma quella volta non aveva fatto proprio niente.
La porta si apr. Siamo pronte, venite disse la presidentessa della commissione. Annabel e Martha entrarono.
Le quattro donne che facevano parte della House Committee erano state scelte soprattutto per il loro atteggiamento inflessibile e per la loro totale mancanza di senso dell'umorismo. Ragazze come quelle venivano sempre elette in posizione di potere da gente simile a loro, pens Annabel: gente che probabilmente le votava cercando di trovarsi l'appoggio delle mamme e delle balie lasciate a casa. Quanto a lei, non si era preoccupata di votare, anche se comunque il fatto non avrebbe avuto importanza.
Allora, Annabel, sabato scorso sei rientrata con quindici minuti di ritardo. Che giustificazione hai?
Sono stata a un party in periferia... a Needham se non sbaglio. Ero in macchina con altre due coppie. Le ragazze erano all'ultimo anno e quindi non dovevano rientrare prima delle due. Io ho spiegato che dovevo tornare entro l'una, ma loro non mi hanno dato ascolto!
Avresti potuto chiamare un taxi.
Non avevo abbastanza denaro e inoltre non sapevo neppure dove fossi replic Annabel. E poi non sarei comunque arrivata in tempo.
Prendere un taxi? Ma chi mai abbandonava un party e fuggiva a casa da sola? Era il tuo corteggiatore che doveva riportarti a casa, altrimenti a che cosa servivano gli uomini? Era un loro dovere prendersi cura di te. Non le era passato per la testa neppure per un attimo di chiamare un taxi.
Sai bene che hai l'obbligo di arrivare in orario, costi quel che costi sentenzi la presidentessa della commissione. Passiamo a te, Martha. Sabato scorso sei arrivata con dieci minuti di ritardo. Che giustificazione hai?
Martha boccheggi e divent paonazza. Stavo correndo per arrivare in tempo al pensionato... correndo attraverso il piazzale... c'era una fune della rete di pallavolo... una fune sciolta... ci sono inciampata e ho fatto un ruzzolone terribile.
E...?
E poi sono rimasta l finch non ho ripreso fiato e quindi sono corsa al pensionato. Ma ormai era troppo tardi.
Che pezzo di merda, pens Annabel.
Va bene. Potete aspettare fuori mentre discutiamo il vostro caso.
Annabel e Martha tornarono in corridoio. Sedettero sulla panca senza guardarsi. Martha singhiozzava tormentando nervosamente un fazzoletto. Che il diavolo mi porti se spargo una sola lacrima per loro, pens Annabel. Forse per avrei dovuto, riflett di nuovo. Dopo alcuni minuti la porta si riapr.
Potete entrare.
Sedettero ai loro posti in attesa del verdetto. Allora, Martha esord la presidentessa, dal momento che ci hai provato al punto di farti male, questa volta chiuderemo un occhio. Ma fa' in modo che non accada pi.
Oh, grazie! esclam Martha. Ripieg il fazzoletto e lo ripose accuratamente nella tasca.
E adesso tu, Annabel. Tu non ci hai neppure provato.  stato deciso di darti sei settimane di punizione.
Sei settimane?
Sei settimane. Dovrai essere in camera tua entro le otto ogni sera. Niente appuntamenti. Niente visite.
Ma ho gi un impegno per la partita di Yale.
Dovrai annullarlo, non ti pare? Puoi andare adesso.
Annabel era sbalordita. Guard i quattro visi scolpiti nella roccia davanti a lei e si rese conto della loro espressione di compiacimento. Era talmente ingiusto! La punizione ricevuta era assolutamente sproporzionata al reato commesso e poi si erano bevute quell'assurda storia di Martha senza battere ciglio. Sei settimane significava in pratica arrivare alle vacanze di Natale. Per allora non le sarebbe rimasto un solo uomo disponibile.
Tornata di sopra Annabel raccont tutto a Chris che ne fu sconvolta e sdegnata quasi quanto lei.
Devono proprio avercela con te dichiar Chris.
Sembra proprio di s. Avresti dovuto vedere le loro facce.
Sono solo invidiose perch tu sei cos popolare la consol Chris.
Mi odiano, Chris. Perch mi odiano tanto?
Perch tu esci e loro no.
No ribatt Annabel. Ci pens su. Anche Daphne esce in continuazione, eppure nessuno la odia.
Lei non si  mai fatta beccare in ritardo.
Certa gente  cos meschina osserv Annabel. Proprio non lo capisco. Ma che cosa ho fatto di male? Si sono comportate come se avessi avuto bisogno di una raddrizzata e loro avessero il diritto di darmela.
Pi che una raddrizzata volevano costringerti a stare un po' al posto loro disse Chris. A fare tappezzeria.
No, non  solo questo.
Chris sembrava a disagio e non rispose. Sa bene che mi odiano tutte, si disse Annabel. Ma perch? Se non le conosco neppure!
Oh bene, al diavolo tutte quante esclam. Che cosa mi importa di quello che pensano di me? Anch'io le odio!
Per sei settimane rientr in camera sua alle otto. Presto le telefonate cessarono. Nessuno pensava a chiamarla per scambiare quattro chiacchiere, nessuno tranne Max. Annabel riusc a convincere il gatto del pensionato a tenerle compagnia, allettandolo con ghiottonerie rubate alla mensa e con una tazza di latte. Gli comper anche gingilli e cibo per gatti. Immagin di diventare una squallida zitella con il classico gatto. Ma poi il gatto, essendo una creatura abitudinaria, riprese le sue antiche cacce notturne lasciandola di nuovo sola. Annabel lo perdon. Perdonava persino i suoi boyfriend.
Nessuno ricordava una sentenza di sei settimane prima di allora. Ti davano qualche giorno, una settimana al massimo e se facevi qualcosa di veramente orribile venivi espulsa. Ma quella volta era peggio della prigione. Sebbene Annabel avesse la facolt di girare per tutto il piano, non si degnava mai di uscire dalla sua camera per andarsi a consolare nel salottino con le altre ragazze che l'avevano tradita. Restava in camera sua come una regina. Lesse, divor biscotti e scrisse poesie per il suo corso di composizione poetica. Abbastanza per tutto l'anno. Max le diede la sua vestaglia di seta e lei la indoss ogni sera come un abito da cerimonia. Ingrass di cinque chili. A eccezione delle visite di Chris fu completamente sola.
Quando, infine, Annabel termin il periodo di confino nessuno sembr accorgersene. Nessuno le chiese di uscire tranne Max; era come se fosse stata completamente dimenticata. Le ragazze del dormitorio sembravano compiaciute. Credevano di avere vinto. Ma Annabel era un osso duro. Ci mise alcuni mesi, ma alla fine fu di nuovo circondata da una corte di pretendenti.
L'ostracismo totale inizi all'improvviso. Un bel giorno tutte le ragazze cominciarono a evitare di sedersi accanto a lei durante i pasti, a meno che non ci fossero altri posti disponibili e nessuna volle pi uscire in quattro con lei n rivolgerle la parola quando la incontrava in corridoio. Nessuna tranne Chris, naturalmente, che era la sua migliore amica. Semplicemente tutte le ragazze del pensionato le chiusero la porta in faccia. Fu come un incubo.
Annabel era troppo fiera per ammettere persino di essersene accorta. Non riusciva a decidere se ci provassero gusto a farla soffrire oppure se non potessero sopportare la sua vicinanza. In quel momento, per, sapeva che cosa era successo. Era stato a causa della sua vita sessuale. Da un pezzo si era fatta una brutta fama perch si spingeva troppo in l, e ormai non aveva pi dubbi sul fatto che qualcuno avesse rivelato che lei andava fino in fondo. Probabilmente quelle sbarbatelle pensavano che facesse l'amore con tutti... chi pu sapere che cosa passasse loro per la testa? Annabel non si era mai sognata neppure lontanamente che potessero comportarsi come se la sessualit fosse una malattia infettiva.
Benedetta, dolce Chris che non aveva nessuna vita sessuale, ma che se ne sbatteva che Annabel andasse a letto con chi le pareva e che faceva di tutto per sedersi accanto a lei in mensa e per farsi vedere in sua compagnia ogni volta che le era possibile. Annabel sapeva che le sarebbe sempre stata grata per quello e per il fatto che non le avesse mai riferito ci che le altre ragazze dicevano di lei. Annabel fingeva di fregarsene, ma non era cos.
Chi credi che abbia cominciato tutta questa storia? chiese una sera a Chris.
Non saprei rispose l'amica.
Quale uomo e quale viscida, ipocrita ragazzina? Scommetto che  stata Daphne. Sembra sempre, come dire, un po' in colpa quando  nei miei paraggi.
Forse la tortura  contro i suoi principi.
Tanto non me ne importa niente concluse Annabel. Al diavolo tutte quante. Non mi fanno n caldo n freddo.
Negli ultimi tempi lo diceva un po' troppo spesso. A Chris e a se stessa.
Persino dopo essere partite e tornate dalle vacanze estive Annabel rest il paria del pensionato. Alla fine ci fece l'abitudine e continu a fingere di non curarsene. Aveva da studiare, aveva Max e Chris e loro due da soli valevano mille di quelle smorfiose. E in fin dei conti aveva sempre pi corteggiatori di qualunque altra ragazza.
E poi un nuovo scandalo scoppi a sconvolgere le loro esistenze. Fu l'evento pi terribile che fosse mai successo al pensionato. Durante le esercitazioni antincendio a Briggs Hall qualcuno aveva rubato del denaro dai portafogli delle ragazze. Le esercitazioni antincendio avvenivano sempre in piena notte. Quando erano svegliate dal clamore assordante della campanella d'allarme le ragazze dovevano precipitarsi di sotto per riunirsi sul prato lasciando borse e portafogli in camera. Alcune di loro, come Emily, nascondevano i portafogli sotto i vestiti o nei cassetti, cos, tanto per prudenza, ma la maggior parte di loro si limitava a lasciarli nelle borse. Erano fra gente onesta e si fidavano. Finch...
Le ragazze derubate e quelle che temevano di essere le prossime nella lista fecero un tale baccano che la direttrice del pensionato dovette avvertire la polizia che mand un agente. Un bel giorno il tenente Palmer, un uomo sulla quarantina, vestito con un sobrio abito grigio, apparve a Briggs Hall. Era l'incarnazione dell'autorit. Un uomo di quell'et non si era mai visto nel pensionato, a eccezione di qualche padre che veniva a prendere la figlia alla fine del trimestre per portarla a casa. Un poliziotto era una cosa importante, di conseguenza le ragazze si sentirono importanti e adulte. Il tenente Palmer si sistem in una delle salette da bridge e chiam le ragazze a una a una per confessare, se lo desideravano, oppure per rivelare i loro sospetti.
Annabel era elettrizzata da quell'evento. L'idea che fra loro ci fosse una cleptomane in libert le dava uno strano brivido di orrore, come se stesse per essere stuprata, anche se in fondo lei non era fra le derubate. Si chiese chi, fra loro, potesse avere problemi simili e ancora una volta pens a quanti segreti nascondessero quei visini dolci e innocenti.
Quando il poliziotto ebbe interrogato tutte le ragazze la direttrice disse loro che potevano andare. Ma mentre Annabel stava per salire di sopra le mise una mano sul braccio e le bisbigli: No, tu no, cara. Resta qui.
Nessuna delle studentesse guard Annabel mentre uscivano fuori dall'atrio, ma in fondo, ormai, tutte la ignoravano da un pezzo. La direttrice la guid verso la saletta come se non sapesse la strada.
Il tenente vorrebbe parlarti a quattr'occhi.
Il tenente Palmer era in piedi accanto a una delle porte-finestre della saletta intento a osservare alcune ragazze in calzoncini corti che giocavano a pallavolo sul piazzale. Quando Annabel entr, si volt a guardarla.
Chiuda la porta le disse. Sigaretta?
Grazie. Accese la sigaretta di Annabel e la sua, quindi le indic una sedia. Annabel si accomod. Lui rimase in piedi, pochi passi pi in l, come un inquisitore. Perch mai aveva voluto parlare di nuovo con lei?
 lei Annabel Jones? chiese il tenente.
S.
Credo che sia giusto che sappia che molte ragazze l'hanno additata come possibile sospetta.
Me? Annabel era sconvolta. Perch proprio lei? E perch avrebbe dovuto rubare, poi?
 stata l'unica ragazza indicata precis il tenente, non sono stati fatti altri nomi.
Non capisco. Sapeva che la odiavano, ma quello era spingere le cose un po' troppo in l. Non riusciva a crederci.
Senta, Annabel, non andr certo in prigione. Se ha rubato quel denaro sar meglio che me lo dica. Deve avere avuto una buona ragione per farlo.
Non sono stata io esclam Annabel ormai infuriata.
Sa prosegu il tenente, rubare cose di cui non si ha bisogno  una specie di malattia. E la gente malata non si punisce. Se vuole pu parlarne con un medico di sua fiducia qui nella zona di Cambridge e lui potr aiutarla.
Io non ho rubato nulla.
Ma certo, finalmente capiva perch quelle streghe l'avessero additata come una cleptomane. Come aveva fatto a non intuirlo subito? Se andavi a letto con gli uomini, eri una puttana e se eri una puttana eri capace di tutto, persino di rubare. Doveva solo rallegrarsi che non ci fosse stato un omicidio nel pensionato.
Le hanno dato qualche buona ragione per sospettare di me? volle sapere Annabel.
Lei che cosa ne dice?
Annabel fece un sorrisetto amaro. Ho qualche idea. Ma vorrei sapere che cosa le hanno riferito.
Perch non mi spiega lei il motivo?
Prima lei. Spense la sigaretta e lo guard. Sarebbe potuta restare l tutta la notte ad aspettare che si decidesse a parlare e lui lo sapeva. Accavall le gambe e incroci le braccia.
Lui si schiar la voce e tossicchi. Hanno detto... che c'era qualcosa nel suo carattere che le induceva a sospettare.
E che cosa sarebbe questo qualcosa?
Non lo sapevano, Annabel. Hanno risposto che era una sensazione.
Tutte?
Lui annu. Avevano ragione?
Chi erano? lo aggred Annabel. Ho diritto di sapere chi erano!
Ha importanza?
Voglio saperlo. Adesso sapr chi sono le caporione, si disse. Adesso sapr chi sono le streghe che stanno dietro a tutta questa storia.
Lui estrasse un foglietto di carta dalla tasca e lo apr. Guard la lista, poi torn a fissare Annabel. Non posso riferirle i nomi dichiar, ma erano ventiquattro.
Lei rest senza fiato. Poi scoppi in lacrime.
Lui le porse un fazzoletto pulito e le diede qualche colpetto amichevole sulla spalla. Annabel accett il fazzoletto, ma si sottrasse al suo contatto. Cerc di reprimere i singhiozzi nel caso una di quelle streghe fosse in ascolto in corridoio, ma non riusc a frenarsi. Che cosa pu fare una persona sola davanti a un tale muro di solidariet? Tutto il dolore del suo isolamento, il risentimento di essere stata per tanto tempo oggetto di odio e di disprezzo, lo sforzo eroico per sembrare indifferente a tutti i costi, tutte quelle cose insieme si riversarono fuori in un torrente di lacrime. Il tenente camminava avanti e indietro incerto sul da farsi. Infine Annabel smise di piangere. Si asciug gli occhi e si soffi il naso.
Posso avere una sigaretta? chiese. Lui gliene porse una e gliela accese. Annabel aspir profondamente e lo guard. Portava la fede al dito. Si chiese che cosa pensasse delle ragazze che facevano l'amore prima del matrimonio. Ci avrebbe scommesso quello che voleva che non si sarebbe mai sognato di sposare una ragazza che non fosse vergine. Forse anche lui pensava che una ragazza che andava fino in fondo con gli uomini potesse rubare del denaro dalle stanze delle sue compagne di universit.
Perch non me lo confessa adesso? le disse lui gentilmente.
Lei lo fiss con uno sguardo calmo, gelido. Non sono una ladra rispose. Sono solo gelose di me.
Non c'era altro da fare con lei. Cos la lasci andare.
Annabel sal in camera a prendere un po' di spiccioli augurandosi di essere stata derubata. Il pensionato era diventato talmente odioso per lei che non vedeva l'ora di uscirne. Corse alla cabina a pianterreno e telefon a Max.
Ciao Max esclam, andiamo a ubriacarci come due cocuzze.
Stai bene?
No.
Arrivo.
Lei lo aspettava davanti al piazzale quando lui arriv al volante della Stutz Bearcat gialla. Si precipit dentro senza dargli il tempo di scendere ad aprirle lo sportello, lo abbracci con forza e gli copr il viso di baci. Lui sembr sorpreso.
Oh, Max gemette Annabel. Non vedo l'ora di laurearmi e di uscire da questa topaia! Come far a resistere? Come far a sopravvivere? Mi sembra che ci vorr un secolo prima che mi lascino libera da questo inferno!

8.

Chris sedette accanto ad Alexander English in due corsi durante tutto il secondo anno e, per quanto lui fosse sempre gentile con lei, si comportava come se fosse stata uno dei suoi amici.
Sembrava che non gli passasse neppure per la testa di invitarla a bere una tazza di caff insieme con lui dopo la lezione, oppure di cercare di conoscerla meglio. Era l'unico uomo che lei volesse. Altri, non molti per la verit, le avevano chiesto di uscire, ma lei aveva rifiutato trovandoli insulsi. Nella sua mente c'era solo Alexander e ormai Chris era allo stremo delle forze.
Era il compagno di stanza di Max Harding e visto che Annabel era amica intima di Max la convinse a cercare di scoprire tutto quello che poteva su Alexander. Trionfante Annabel rifer che Alexander non aveva una ragazza ad attenderlo a casa. Max le aveva detto: E chi lo vorrebbe?  troppo scontroso. Bene, Chris lo voleva, scontroso o no. Evidentemente Annabel doveva averne parlato a Max perch lui aveva avuto l'umiliante idea di uscire tutti e quattro insieme.
Non posso aveva detto Chris ad Annabel.
Non essere sciocca. Certo che puoi!
Se Alexander mi volesse avrebbe potuto invitarmi direttamente in tutto questo tempo obiett Chris. Non ho il coraggio di affrontarlo.
Eppure se non ne avesse voglia avrebbe risposto di no ribatt Annabel con logica ferrea. Sa che la quarta sei tu. Non  mica un appuntamento a sorpresa.  la tua grande occasione, Chris!
Hai per caso detto a Max che questa sarebbe la prima volta che esco con un uomo da quando sono a Radcliffe?
Ma per chi mi prendi?
Sono stata io a non volere uscire. Non deve provare compassione per me.
Nessuno si sogna di avere compassione per te.
Scommetto che gli hai raccontato che ho una cotta terribile per Alexander.
Non gli ho proprio detto un bel niente si difese Annabel, sgranando con aria innocente i grandi occhi verdi. Noi siamo amiche e anche loro due sono amici, dunque che cosa c' di pi naturale che vederci tutti insieme? Avanti, ti trucco e ti far cos bella che non riuscirai a sembrare la solita piccola complessata che non sei altro. E voglio che ti metta il mio vestito nero.
Veramente... Sarebbe stata diversa da come era in classe e forse Alexander si sarebbe reso conto che aveva altre doti oltre a quella di starsene nascosta dietro il blocco degli appunti. E va bene si arrese infine, sebbene fosse terrorizzata.
L'uscita a quattro fu fissata per il sabato seguente. Gli uomini sarebbero passati a prenderle alle otto e mezzo per andare a ballare al Fife and Drum Room. In quel progetto Chris sent la mano abile dell'amica. Annabel sapeva quanto desiderasse essere stretta dalle braccia di Alexander. Quel venerd, dopo l'ultima lezione, Chris sorrise ad Alexander e gli disse: Allora ci vediamo domani sera. Lui annu, ma non le ricambi il sorriso e Chris seppe con certezza che era stato Max a costringerlo a quell'uscita e che non provava la minima attrazione per lei. Desider che tutto fosse finito e che fosse gi domenica per potersi uccidere in pace.
Quel sabato Chris si lav i capelli e li lasci sciolti mentre Annabel la truccava abilmente. Non era cos brutta a guardarla. Il cuore le balzava in petto e temeva di avere le mani madide di sudore quando fosse venuto il momento di ballare con Alexander tanto che lui non solo l'avrebbe considerata una rompiscatole, ma per giunta un essere disgustoso. Quella sera a cena non tocc cibo. Devo solo ricordarmi di tenere la bocca chiusa, continuava a pensare, di dire soltanto cose carine, gentili, da signora e niente battute sarcastiche come faccio ogni volta che rivolgo la parola a un uomo.
Emily e Daphne andarono in camera sua a passarla in rassegna prima di uscire a loro volta e convennero che era magnifica. Quando il citofono suon Chris si sent mancare.
La Stutz Bearcat di Max aveva solo i due sedili anteriori e Chris dovette sedere in braccio ad Alexander. Era elettrizzata e atterrita all'idea di essergli cos vicina e preoccupata di pesargli troppo. Max e Annabel chiacchierarono a ruota libera fino a Boston mentre Chris e Alexander erano piombati nel pi profondo mutismo. Si sentiva come Charlie McCarthy, appollaiata cos sulle sue ginocchia, e sapeva che non avrebbe aperto bocca a meno che non fosse stato lui a cominciare. Sentiva il respiro di Alexander sulla guancia e le sembr una situazione esageratamente intima, per quanto si rendesse conto che, volente o nolente, doveva pure respirare. Erano estranei eppure non del tutto.
Sei mai stato al Fife and Drum Room? chiese infine Chris.
S. E tu?
No.
E finalmente arrivarono. Avevano consegnato i cappotti al guardaroba e, superato l'atrio dalle pareti scozzesi, erano entrati in una sala molto buia dove un'orchestra suonava una di quelle vecchie canzoni che Annabel e Max adoravano. Presero posto a un minuscolo tavolino sfiorandosi praticamente le ginocchia. Alexander, Max e Annabel ordinarono un gin tonic. Chris ordin una Coca.
Tu non bevi? le chiese Max.
No. Tir fuori una sigaretta e per la prima volta Alexander si protese ad accendergliela. Non lo aveva mai fatto prima. Ma quella sera sarebbe stato diverso, si vedeva subito che si sarebbe sforzato di essere gentile. Il cuore riprese a batterle furiosamente quando torn a guardarlo. Era un uomo, non era un ragazzo. Era mille volte meglio di tutti quanti gli altri. Non aveva mai visto un uomo cos bello, cos sexy. Se lo immagin come sarebbe stato dopo i vent'anni e si rese conto che sarebbe stato un vero schianto. Avrebbe dato chiss che cosa per essere con lui allora... per stare con lui tutta la vita.
Si alzarono per ballare. Alexander era un ballerino eccellente. Molto migliore di lei. Quando lui la circond con le braccia Chris sogn che la stesse stringendo in un abbraccio appassionato, non solo per ballare, e non le fu difficile visto che la pista era cos affollata e che nessuno si muoveva troppo. Eppure sent con quanta indifferenza la tenesse. La sua fiducia in se stessa svan in un baleno. S, quella sera sarebbe stato gentile, ma non si era sbagliata: lui non provava la minima attrazione per lei, ne era certa.
Alla fine della sequenza di tre balli tornarono tutti e quattro al tavolo. Annabel e Max stavano cercando di ricordare le parole di una canzone di Cole Porter e litigavano amichevolmente su quello. Alexander descriveva cerchi concentrici sul ripiano lucente del tavolo con il fondo del bicchiere bagnato.
Allora, Alexander cominci Chris, raccontami di te. Che cosa fa tuo padre?
Lavora in banca.
Oh, allora  questo che farai anche tu?
S.
Annabel dice che sei di New York. Anch'io.
Lo so.
Hai fratelli o sorelle?
Ho una sorella. Ha quattordici anni, si chiama Cucciolo.
Cucciolo! esclam Chris. E il tuo cane come lo chiami, Sorellina? Poi lo fiss costernata, sentendo il sangue montarle alla testa. Ecco, c'era caduta di nuovo, lei e la sua linguaccia tagliente. Alexander rise. Appena appena, ma era evidente che l'aveva presa bene. No, il cane lo chiamiamo Throckmorton.
Dici davvero?
 un cane buffissimo, un incrocio. Met collie e met spinone.
Met collie e met spinone intervenne Annabel. Che razza di cane ?
Un collione! esclam Chris. Non aveva ancora finito di parlare che ebbe voglia di mordersi la lingua. Quella volta l'aveva proprio fatta grossa. Una cosa era una innocua battuta tagliente, un'altra era una battuta scurrile. Le ragazze non dovevano mai dire parolacce davanti agli uomini. Era la fine. Avrebbe pensato che aveva vissuto in una fogna. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Alexander, Max e Annabel scoppiarono in una risata fragorosa. Che buffa! esclam Alexander.
Te l'avevo detto che era spiritosa! convenne Max.
Christine  la ragazza pi spiritosa del pensionato sentenzi Annabel. Finge di essere timida, ma  meglio stare in guardia con lei.
Certe volte la gente se la prende a male disse Chris.
Lasciala perdere! esclam Alexander. Sii te stessa. Il problema  che a questo mondo la gente non pu essere se stessa, ma deve cercare sempre di adeguarsi agli altri.
Tranne me disse Max fieramente.
E me rincar Annabel con decisione.
Alexander guard Chris e sorrise. Era la prima volta che lo vedeva sorridere davvero e il cuore le balz in petto. Oh, ti amo, pens. Pronta per un'altra Coca? le chiese lui.
Il resto della serata fu incantevole. Risero ogni volta che apriva bocca. Anche di cose che a Chris non sembravano affatto buffe. Di botto furono tutti perfettamente a loro agio. Annabel ball con Alexander e Max con Chris.
Alexander ti trova simpatica le disse. Si vede subito.
Davvero? Lo pensi davvero?
Io lo conosco meglio di chiunque altro. Gli piaci. Le diede un bacio sulla guancia. Non essere cos severa con te stessa.
Mentre tornavano al dormitorio per il coprifuoco dell'una Chris, costretta dalla forzata intimit della macchina, si lasci andare dolcemente contro la spalla di Alexander. Lui l'aveva circondata con le braccia con aria noncurante. Chris era felice. Giunti di fronte al pensionato Annabel e Max si allontanarono discretamente per permettere a Chris e ad Alexander di restare soli.
Grazie le disse lui sulla porta. Non cerc di baciarla.
Grazie a te.  stata una serata stupenda.
Magari una di queste sere potremmo studiare assieme, se ti va.
Oh, mi piacerebbe molto rispose Chris.
Lui infil le mani in tasca. Fa freddo. Buona notte. Lei rest a guardarlo montare in macchina, poi corse oltre la porta.
Vuole rivedermi! grid ad Annabel abbracciandola e facendola saltare su e gi per l'eccitazione della vittoria.
Dopo quella sera Chris e Alexander cominciarono a studiare insieme in biblioteca due volte la settimana. Chris non era mai stata prima di allora alla biblioteca Widener perch era riservata agli studenti di Harvard. Generalmente studiava a quella di Radcliffe. La vastit della nuova biblioteca la intimoriva. Somigliava alla Grand Central Station e odorava vagamente di giardino zoologico. C'erano file e file di tavoloni di legno dietro i quali sedevano dei ragazzi con le spalle curve, alcuni in compagnia delle loro ragazze. Chris pass pi tempo a guardare Alexander che a studiare, ma lui non parve accorgersene.
Finito di studiare Alexander la portava al bar tavola calda di Harvard Square, dove andavano tutti, per una tazza di caff. Il locale era anonimo e violentemente illuminato, ma a Chris sembrava romantico per il solo fatto di andarci con lui. Poi Alexander l'accompagnava a casa attraverso le romantiche stradine di Cambridge mentre la luna illuminava le foglie nuove di primavera. Giunti davanti a Briggs Hall le dava un casto bacio della buona notte. Chris era talmente emozionata da quei baci che dopo li riviveva decine e decine di volte. E sognava anche di pi, del giorno in cui, forse, lui si sarebbe finalmente innamorato di lei...
La verit era che aveva paura di lui e del sesso, perch si sentiva molto ignorante. Non gli avrebbe permesso di toccarla a meno che lui non l'amasse. Che cosa sarebbe accaduto se non fosse stata capace di controllarsi e lui avesse smesso di rispettarla? Annabel le aveva raccontato la triste vicenda di un ragazzo che l'aveva respinta dopo che lei era andata fino in fondo con lui. Oh, sapeva bene che stava mentendo a se stessa: se Alexander avesse voluto andare oltre con lei, glielo avrebbe permesso, dunque doveva solo ringraziare il cielo che lui non ci provasse.
Temeva che lui la considerasse soltanto un'amica, dal momento che non le aveva mai pi chiesto di andare a ballare. Ma Annabel le aveva detto (grazie a Max, fonte inesauribile di informazioni!) che Alexander aveva pochi soldi. I suoi genitori erano divorziati e suo padre si era dimostrato molto tirchio nell'accordo per gli alimenti. Alexander e sua sorella vivevano con la madre. Chris era dispiaciuta per lui. Si chiese che cosa si provasse ad avere genitori divorziati. Soffriva? Si vergognava? Non gliene aveva mai parlato. Chris ripens alla sua disgrazia, alla madre alcolizzata, e decise che entrambi custodivano un tragico segreto. Si augurava che anche i suoi genitori divorziassero. Cos lei e Alexander avrebbero avuto lo stesso segreto in comune. Un giorno, quando si sarebbero conosciuti meglio, magari gli avrebbe raccontato di sua madre. Sapeva che lui avrebbe capito.
Poi, una sera, accadde una cosa molto strana. Alexander si present al pensionato a cercarla. Si rifugiarono nella stanzetta dove c'era la macchina distributrice di Coca Cola e sedettero per terra a bere. Era la prima volta che Alexander veniva a cercarla e le ragazze ne furono molto colpite. Discretamente lasciarono Chris e il ragazzo da soli nella stanza. Alexander aveva un aspetto orribile, gli occhi pieni di una cupa disperazione.
Sono cos infelice! le confid.
Che cosa succede?
Voglio suicidarmi.
Perch? chiese Christine dolcemente, ma con un tono che esigeva una risposta. Era atterrita. Perch? Si chiese se parlasse sul serio.
Sono un disgraziato disse lui. Poi chin la testa e si copr il viso con le mani. Chris si chiese se stesse per piangere. Se avesse pianto davanti a lei, dopo sarebbe stato talmente a disagio che avrebbe finito per odiarla. Eppure una parte di lei si sentiva cos materna che desiderava che lui piangesse in modo da poterlo consolare e dimostrargli che lei sarebbe sempre stata disponibile, nei momenti buoni come in quelli cattivi.
Piangi, se ne hai voglia gli sussurr. Non lo tocc. Poi lui balz in piedi, le lanci un'occhiata straziante e corse via.
Chris era terrorizzata. Le venne in mente che magari poteva davvero uccidersi e lei non sapeva che cosa fare. Aveva forse detto la cosa sbagliata umiliandolo? Aveva forse pensato che lei lo volesse debole in modo da poterlo controllare? Avrei dovuto tenere la bocca chiusa, si disse.
L'istinto le sugger che sarebbe stato sbagliato telefonare a Max o parlarne ad Annabel. Qualunque cosa fosse, era un segreto di Alexander. Lui aveva voluto dividerlo in parte con lei e lei non lo avrebbe tradito. Trascorse una notte insonne e il mattino seguente, come per caso, pass alla palazzina di Harvard Yard nella quale Alexander aveva lezione di economia. Rest abbastanza in disparte per essere certa che lui, se fosse stato l, non si accorgesse di lei e alla fine della lezione lo vide uscire dall'edificio insieme con tutti gli altri. Chris si sent immediatamente sollevata. Sembrava perfettamente normale.
Il giorno seguente avevano due lezioni insieme e lui si comport come se nulla fosse accaduto. Lei non os accennare all'argomento. Decise che era ancora pi lunatico di quanto si aspettasse, anche se non sembrava tipo da suicidarsi. E perch mai non sarebbe dovuto essere infelice? Povero Alexander! Lei sapeva che la vita non era stata tenera con lui. Prov l'impulso di risarcirlo, di farlo sentire amato e sicuro, di farlo ridere. Sapeva di essere l'unica persona in grado di riuscirci. Avrebbe dedicato la sua vita a renderlo felice, se solo lui glielo avesse permesso.
Era primavera inoltrata, ormai, e tutto rinasceva a nuova vita. Coppie di studenti andavano al Walden Pond, il laghetto locale, a studiare o a flirtare sotto gli alberi, si recavano sulla spiaggia a fare picnic sulla sabbia, guardavano le regate sul fiume Charles e si ubriacavano. Chris e Alexander proseguirono imperterriti nel loro casto corteggiamento da biblioteca. Annabel raccont a Chris che Alexander prendeva sempre il massimo dei voti, proprio come lei, che era un intellettuale proprio come lei e che erano fatti l'uno per l'altra. Chris si rese conto che la gente li vedeva ormai come una coppia. Eppure lui non le aveva ancora detto di volerle bene e, mentre tutti gli altri si godevano la primavera, Chris angosciata pensava gi all'estate.
Alexander e Max stavano progettando di attraversare in macchina il Paese da costa a costa fino alla California. Il sogno di Max era vedere Hollywood. Chris sapeva soltanto che Hollywood era zeppa di aspiranti attricette, di reginette di bellezza e che la gente di l non badava con chi andava a letto. Era il regno del sole e della dubbia moralit. Quell'estate Alexander non avrebbe studiato per avere il massimo dei voti. Era certa che in quei due mesi insieme con Max si sarebbe divertito come un pazzo e preg il cielo che non finisse per innamorarsi di qualcuna.
Lei si era gi trovata un lavoro per quell'estate a New York. Era stato suo padre, che alla Columbia conosceva tutti, a procurarglielo. Avrebbe lavorato all'ufficio iscrizioni dei corsi estivi della Columbia, cominciando due giorni dopo la fine del trimestre a Radcliffe. Era l'unico modo che le fosse venuto in mente per uscire di casa e stare lontana dalla madre ubriaca. Sarebbe tornata a casa per dormire e basta. E poi sarebbe stato bello avere un po' di denaro extra con cui poter mangiare fuori e pagarsi il cinema. Non le seccava mangiare da sola e neppure andare al cinema da sola. In fondo era una solitaria. Fra tutte le sue amiche era l'unica che quell'estate avrebbe lavorato e ci la fece sentire molto adulta. Si augurava che Alexander le avrebbe scritto, magari solo una cartolina. Lei non avrebbe potuto farlo perch lui e Max sarebbero stati sempre in viaggio. Ancora non sapevano dove avrebbero dormito a Hollywood. Chris sapeva gi che avrebbe passato tutta l'estate a rodersi il fegato e da come andarono le cose fu proprio ci che accadde.
Non ricevette una sola cartolina da Alexander in tutta quella lunga estate. Quando, infine, venne l'autunno e tornarono al college, lui non la cerc. Chris era disperata. Non poteva permettergli di scomparire cos. Bench si fosse iscritta a tutti i suoi corsi preferiti di storia medievale, nonch a uno di filologia comparata che le sembrava appassionante, si rendeva conto di amarlo troppo per potersi seppellire nello studio e dimenticarlo. Convinse Annabel a chiedere a Max che corsi prendesse Alexander quel trimestre e quindi si iscrisse all'unico che riusc a fare quadrare con il suo programma di studio. Era un corso di economia. Era difficile e lo odiava.
Ma ancora una volta pot sedere accanto ad Alexander e dopo la lezione scambiare quattro chiacchiere con lui prima della successiva. Gli spieg che il corso era molto difficile per lei e gli chiese di aiutarla. La giustificazione che gli forn per avere fatto quella scelta sciagurata, sperando che lui la bevesse, fu che suo padre aveva insistito perch lei cercasse di darsi un'educazione completa. Alexander sembr pi lusingato che seccato e ancora una volta ripresero a incontrarsi due sere la settimana alla biblioteca Widener con relativa tazza di caff subito dopo. Lui era cos bello che lei se lo mangiava con gli occhi. Decise che in fondo era una fortuna che non dovesse studiare troppo per mantenere la sua media perch la sua vicinanza la rendeva del tutto incapace di concentrarsi.
Pi volte Chris si era chiesta che cosa ci vedesse Alexander in lei. Non era certo una bellezza, non era dolce e non era mai stata popolare. Da sola, in camera sua, fece una lista delle sue qualit e la studi a lungo, come per trovare la risposta a quel mistero. Era intelligente, spiritosa, informata, onesta, seria, una vera amica. Che disgustosa accozzaglia di buone qualit! Come ci si poteva innamorare di una ragazza cos? Tuttavia sapeva che lei e Alexander erano amici. Con lei era rilassato e sembrava esserle affezionato. Mostrava sempre di essere contento della sua compagnia. Quanto a lei, lo adorava letteralmente, cosa che di sicuro aveva effetto su di lui.
Eppure moriva dalla voglia che la invitasse ad andare insieme con lui a una partita di rugby. Si rendeva conto che Alexander non nuotava nell'oro e che i biglietti costavano cari. Si rendeva anche conto che un uomo come lui era troppo orgoglioso per invitarla a uno dei party dopo la partita senza averla prima portata alla partita stessa, come imponeva il rigido codice mondano universitario. Un sacco di ragazzi si precipitavano a quei party a caccia di ragazze costrette ad aspettare in camera loro una sera dopo l'altra finch qualcuno non le chiamava. Non poteva pagarsi lei il biglietto. Fra le ragazze non usava. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per Alexander, eppure lui non le chiedeva nulla.
Poi, un venerd pomeriggio, Chris vide Alexander spuntare dall'uscita della metropolitana di Harvard Square con una biondina. Indossava un tailleur di gabardine celeste e portava una valigetta in tinta. Aveva i capelli ricci, il nasino all'ins e una tale aria da gattina sensuale che Chris ebbe l'impulso di prenderla a schiaffi. La biondina e Alexander camminavano come se sapessero dove erano diretti e quando si fermarono al semaforo la ragazza porse a lui la valigetta. Con un misto di amore e di gelosia Chris pens che era tipico di Alexander dimenticare di portare la valigia della sua ragazza. Ma chi era quella sconosciuta? Una studentessa di un altro college, oppure una di New York? Era la sua nuova fidanzata? In ogni caso per lui era abbastanza importante da farla venire l per il week-end. Non mi trova abbastanza carina, pens Chris costernata. Per lui sono solo una vecchia amica.
Chiese ad Annabel di informarsi presso Max sulla sconosciuta. Frequenta il Finch Junior College e Max dice di non preoccuparsi rifer Annabel.  il loro primo appuntamento.
Ma se l'ha invitata alla partita! ribatt Chris.
Senti, Chris esplose Annabel, perch non la pianti di stare ad aspettarlo e non cominci a uscire un po' con gli altri? Finir per diventare geloso se ti incontra in giro a spassartela.
E se poi non lo incontro?
La voce si sparger comunque rispose Annabel. Senza contare che potresti anche finire per spassartela davvero. Ci hai mai pensato?
Non posso uscire con un idiota. Non sono una martire.
Potresti trovare qualcuno simpatico. In fondo hai conquistato Alexander che  l'uomo pi impossibile che abbia mai visto. Nessuna  mai riuscita a fare nulla con lui tranne te. Se ci provi anche in decima parte con un altro, sono sicura che accalappieresti un uomo formidabile.
Era facile per Annabel, pens Chris. Eppure anche lei si rendeva conto di dovere fare qualcosa. Sarebbe uscita con il primo ragazzo che l'avesse invitata fuori, anche se era stupido e noioso, purch fosse appena appena decente.
Il primo ragazzo che le chiese di uscire fu Richard Caldwell. Chris era nel soggiorno di Briggs Hall, occupata a studiare davanti al fuoco, quando Richard entr, si guard in giro e si avvicin alla ragazza di turno al centralino.
C' Daphne Leeds?
Spiacente rispose la ragazza dopo aver suonato in camera di Daphne. Vuoi lasciare un messaggio?
Richard si strinse nelle spalle, cacci le mani in tasca e con aria disinvolta pass nel soggiorno. Salve, Chris la salut sorridendole.
Era davvero bellissimo. Non il suo tipo, certamente, troppo perfetto e biondo e pieno di s, ma indubbiamente stupendo. Alexander non poteva essere geloso di Richard Caldwell. Salve rispose Chris.
Lui torreggi su di lei, rannicchiata sul divano davanti al caminetto. Stai studiando sodo?
Lei sorrise e richiuse il libro. Non proprio.
Ti va di uscire a farti una tazza di caff?
Chris si tolse gli occhiali e lo guard. Doveva accettare con il pericolo di dare l'impressione di cascargli ai piedi oppure era meglio rischiare e fare un po' la preziosa? I tipi come Richard Caldwell si sentivano stuzzicati dalle ragazze difficili da conquistare. Non esco mai durante la settimana rispose. Ho troppo da studiare.
Per esci con Alexander English.
Frequentiamo alcuni corsi insieme e la sera studiamo.
Sar meglio che tu faccia attenzione se non vuoi diventare una secchiona solitaria le disse lui ironico.
Chris avvolse una ciocca di capelli attorno al dito e la guard. Non credo proprio rispose nello stesso tono canzonatorio.
Per nei week-end esci prosegu lui. Sembrava pi una domanda che un'affermazione. Sapeva che lei non usciva mai?
Se mi va rispose Chris.
 vero quello che si dice in giro, che hai un amante segreto nascosto nell'armadio?
Non ancora.
Ah, ah!
Ah, ah che cosa?
Ah, ah e basta rispose Richard. Torn a sorriderle e Chris stabil che era convinto di avere un sorriso irresistibile e che era per quello che sorrideva tanto, non perch fosse di carattere allegro o perch gli piacesse. Non le importava; le bastava solo che Alexander vedesse Richard sorriderle con quell'espressione accattivante. Allora disse lui, ci vediamo, ciao.
Con un cenno del capo Chris torn a infilarsi gli occhiali. Giunto alla porta, lui si volt a guardarla, ma lei era gi immersa nel suo libro.
Due giorni pi tardi Richard Caldwell telefon per invitarla ad andare con lui alla partita di Dartmouth quel sabato e quindi a un party a casa sua. Chris accett.
Annabel era al settimo cielo, Daphne era soddisfatta ed Emily le disse che era ora che si decidesse a fare la mossa giusta. Dopo tutto lei aveva incontrato Ken a un party al quale era andata con Richard Caldwell. Chiss, forse sarebbe successa la stessa cosa anche a Chris! Non capivano proprio niente, decise Chris.
Centinaia di studenti felici stavano percorrendo l'ampio viale che portava a Soldier's Field, il complesso di attrezzature sportive nel quale c'era lo stadio. A ogni passo sollevavano nuvole di foglie secche e intanto cantavano vivaci inni universitari tenendosi la mano, amandosi, godendosi la giovinezza. Sui bordi del viale gli ambulanti vendevano distintivi e bandierine di Harvard e di Dartmouth, grossi crisantemi gialli, programmi e souvenir vari. Chris arrancava accanto a Richard, la gola stretta, con la sensazione di tradire Alexander.
Entrati nello stadio presero posto su una scomoda panchina di legno, circondati da nugoli di tifosi. La partita fu incredibilmente noiosa e Chris era gelata fino al midollo. Attorno a loro altri spettatori continuavano a passarsi una fiaschetta di whisky dalla quale bevevano avidamente. Chris rifiut. Non sapeva nulla del rugby, di conseguenza non aveva la minima idea di quando la partita sarebbe finita. Comunque le sembr interminabile. Quegli idioti sul campo continuavano a correre come forsennati e a lanciarsi gli uni sugli altri per fare pi trambusto possibile. Che cosa le importava? Poi quando fu finita con la vittoria della squadra di Harvard, i tifosi pi scatenati si precipitarono come degli idioti in campo per fare a pezzi la porta. Erano talmente eccitati che sembrava stessero svolgendo un compito della massima importanza. Richard le aveva comperato un grande crisantemo giallo e Chris se lo era appuntato al bavero del soprabito, cercando di sembrare allegra perch quella era la sua prima partita. Ma tutto ci che provava in quel momento era il sollievo che fosse finita e che finalmente si sarebbero ritirati al calduccio in una accogliente casa di Harvard.
Il party si teneva in un appartamento della Elliot House, un edificio gigantesco sul fiume. La casa di Richard! A Chris l'appartamento sembr principesco. Si chiese se anche quello di Alexander fosse cos, con quell'arredamento scuro e un po' tetro e il caminetto. Lungo una parete del soggiorno c'era un lungo tavolo coperto da un'incredibile quantit di bottiglie: gin, vodka, scotch, rye, bourbon e analcolici. C'era anche una grossa zuppiera di vetro piena di un liquido rossastro nel quale galleggiavano cubetti di ghiaccio.
Purple Passion spieg Richard porgendole un bicchiere di carta.
Chris scosse la testa. Non bevo. Preferirei una Coca, per favore.
Non bevi? E perch no?
Non mi va.
Ma siamo a un party obiett Richard, bevono tutti!
Io no.
Lui inarc un sopracciglio e and a prenderle una Coca. Perch non ti lasci un po' andare? le disse. Sei sempre cos seria!
Non sono cos terribile quando mi si conosce meglio rispose Chris. Cerc di guardare le altre persone presenti nella stanza senza farsi notare da Richard. Possibile che ci fosse anche Alexander? Magari con la stessa ragazza del week-end prima? Oppure con un'altra? Solo?
Allora vorrei conoscerti meglio le disse Richard. La prese per un braccio e la guid verso un divano. La stanza era zeppa di ragazzi in compagnia delle loro ragazze. Tutti facevano baccano, fumavano, bevevano, ridevano e apparentemente si divertivano un mondo. Dal momento che il party era appena cominciato, erano ancora tutti in piedi. Chris e Richard sedettero vicini sul divano. Lui le sfior il ginocchio con la mano e Chris cerc di capire se il gesto fosse intenzionale o casuale. Fingendo di doversi girare per prendere una sigaretta dalla borsa scost il ginocchio. Richard sorrise e le accese la sigaretta con il suo accendino d'oro.
E che cosa vorresti sapere di me?
Vorrei scoprire come sei sotto quella scorza cos dura.
Sono una strega dalla lingua tagliente, se proprio lo vuoi sapere.
Magnifico! Dammi una dimostrazione.
Non posso agire a comando ribatt Chris.
Lui le avvicin il bicchiere alle labbra. Bevi un po' di Purple Passion, su!  solo succo d'uva.
Lei distolse la testa. E gin.
S, ma il gin non si sente neppure.
Cambiamo discorso lo preg Chris.
E va bene acconsent Richard. Parliamo di qualcosa che non sia n noioso, n tab. Il sesso per te  tab. Si vede. Giusto o no? Penso che arrossiresti facilmente.
E perch dovremmo parlare di sesso? replic Chris.
Richard rise. Hai ragione, meglio farlo che parlarne. Ma qui c' un po' troppa folla per i miei gusti.
Raccontami invece in che cosa hai intenzione di specializzarti chiese Chris.
Non saprei ancora. In inglese, probabilmente.  facile.
E che cosa farai dopo la laurea?
Entrer nell'impresa immobiliare di mio padre. Ma che argomento noioso, non ti pare?
Non per me ment Chris.
Preferisco piuttosto parlare del perch non bevi.
Per lo stesso motivo per il quale tu invece bevi rispose lei.
E sarebbe?
Mi fa sentire adulta.
Un'espressione irritata oscur per un attimo il suo viso, poi lui sorrise. Avevi ragione: sei davvero una strega dalla lingua tagliente.
Te l'avevo detto disse lei trionfante. Aveva voglia di andarsene. Odiava quel party, tutto quel baccano, gli squittii semiubriachi dei pi festaioli e quel bel ragazzo presuntuoso che cercava cos spudoratamente di manipolarla. Eppure non poteva alzarsi e andarsene quando lo scopo di quella sofferenza era proprio quello di stare l a farsi vedere. Non le restava che fare uno sforzo per essere meno acida.
Sembrava che Richard conoscesse tutti. Coppie e giovanotti soli a caccia di ragazze continuavano ad avvicinarsi per salutarlo, prima di andarsene altrove. Richard non faceva misteri del fatto che la voleva tutta per s e Chris non riusciva a capirne il motivo dal momento che evidentemente non la trovava troppo simpatica, sentimento ampiamente ricambiato da lei. Era notoriamente uno dei ragazzi pi appetibili dei dintorni sebbene fosse sposato, e se era quanto di meglio si trovasse in giro lei non si era certamente persa molto a rifiutarsi di uscire con gli altri. Pens ad Alexander e si sent infelice.
Vado a prendere un altro drink annunci Richard. Resta qui e tienimi il posto!
Chris mise la borsetta sul sedile vuoto ed emise un sospiro di sollievo. Guard l'ora. Ma quella gente quando mangiava? Stava morendo di fame. Accese una sigaretta e lasci vagare lo sguardo in giro per la stanza. Poi, in fondo, accanto alla finestra, lo vide: Alexander, e il cuore le balz in petto. La sua bellezza cupa le fece trattenere il fiato. La folla ondeggi, si mosse e lei vide anche la ragazza. Alexander le aveva passato il braccio attorno alla spalla in un gesto rilassato e protettivo e la guardava. Aveva capelli scuri e sembrava tutta pepe. Teneva in una mano un bicchiere e nell'altra un fiore giallo, uguale a quello che Richard aveva comperato per lei alla partita. La ragazza agitava la mano che brandiva il fiore e Alexander sorrideva!
Richard torn con due bicchieri di ponce e si sedette accanto a lei. Ecco le disse porgendole un bicchiere, la Coca  finita. Prova questo, non ti uccider, vedrai!
Come un automa Chris prese il bicchiere di ponce e ne mand gi un sorso. Era buono: dolce e sapeva di succo d'uva. Il primo sorso l'aiut a riprendere fiato e subito ne mand gi un altro. Lasciatemi in pace tutti quanti, grid dentro di s. Vorrei potere volare via in mezzo alle nuvole e non dovervi rivolgere mai pi la parola.
Non male, che cosa ne dici? le chiese Richard.
No. Perch non c' musica?
Ma c' musica! Solo che non si sente con tutto questo frastuono. Le pass il braccio attorno alle spalle con lo stesso gesto noncurante, met protettivo di Alexander, e Chris vuot il bicchiere in un solo colpo. Cos mi piaci le disse Richard. Torno in un lampo.
Lei rest l, in attesa del secondo drink, felice di essere sola mentre il suo dolore si attutiva. L'alcol aiutava. Ripens a sua madre, alla sua ubriachezza che l'aveva tanto fatta soffrire e per la prima volta le venne in mente che forse anche sua madre era infelice. Che bevesse per dimenticare un segreto dolore che nessuno conosceva? Strano... i genitori esistevano e basta. Ti limitavi a volere che fossero uguali a quelli dei tuoi amici, ma non ti veniva mai in mente che anche loro erano esseri umani come tutti gli altri, che soffrissero di delusioni e di frustrazioni delle quali non parlavano mai. Avrebbe dovuto cercare di essere pi comprensiva con sua madre.
Richard era di nuovo accanto a lei, il braccio intorno alla sua spalla. La sua mano stringeva il bicchierino di carta. Sorseggi il drink. Sembrava che avesse un sapore un po' diverso, pi forte. Forse era di quello che sapeva il secondo bicchiere. Si sentiva rilassata. Richard le stava parlando con il sorriso che lei conosceva bene, fissandola con la testa lievemente inclinata e quell'espressione sincera e ardente nella quale era maestro, come se lei fosse stata l'unica donna presente nella stanza, rendendole cos pi facile stare al gioco. Di tanto in tanto gli sorrideva, lo guardava negli occhi, poi abbassava lo sguardo. Decise che forse cos ce l'avrebbe fatta ad arrivare alla fine del party, forse dell'intera serata, bastava che riuscisse a restare un po' brilla.
Aveva perso il conto di quanti bicchieri di ponce avesse bevuto. Si rendeva conto a malapena che Richard stava giocherellando con due dita con i suoi capelli e subito dopo con il lobo del suo orecchio. Si immagin che stesse progettando di sedurla. I ragazzi erano cos stupidi! Che cosa gli faceva pensare che, per il solo fatto di essere un po' brilla, lei gli avrebbe permesso di metterle le mani addosso oppure di andare fino in fondo? Era ubriaca, s, ma ancora in s.
Lui la tir in piedi. La stanza era molto meno affollata e quindi la musica si sentiva chiaramente. Balliamo le disse circondandola con le braccia e appoggiando la guancia contro quella di lei.
Stare in piedi e muoversi era diverso che rimanere seduta: la stanza cominci a girare. Tutto era sfocato. Improvvisamente Chris sent un'ondata di nausea salirle dallo stomaco e stringerle la gola. Premendosi le mani sulla bocca si precipit con passo malfermo verso il bagno. Urt contro alcune coppie che si spostarono per lasciarle il passo e arriv in bagno appena in tempo per vomitare nel lavandino.
Aveva voglia di morire. Si lasci cadere in ginocchio sul pavimento, i capelli madidi di sudore, le guance rigate di lacrime, rendendosi conto di essere una calamit, una disgrazia, una schifezza e che tutti lo sapevano. In ogni caso la porta del bagno era aperta, tanto per non fare perdere lo spettacolo a nessuno.
Dopo un periodo di tempo che le sembr eterno riusc a tirarsi in piedi, chiuse la porta e cerc di ripulire il lavandino e se stessa. Si guard nello specchio sopra il lavabo: non era mai stata cos orrenda. Deterse il trucco sbavato con un po' d'acqua e un asciugamano dall'aria lercia e us un po' di spray orale trovato nell'armadietto sopra il lavandino. Appena uscita di l sarebbe andata direttamente a casa... purch fosse riuscita a reggersi in piedi!
Qualcuno stava bussando alla porta. Un attimo grid sforzandosi di avere una voce ferma, poi usc strisciando contro la parete.
Era Max. Stai bene? le chiese.
Chris annu, poi si guard intorno alla ricerca di Richard.
Se ne  andato la inform Max.
Se ne  andato? ripet lei con un filo di voce.
Ha lasciato detto che se volevi raggiungerlo per cenare lo avresti trovato al...
Prima che Max avesse tempo di finire Chris cominci a piangere. Fu lui ad asciugarle gli occhi usando un fazzoletto grande come un lenzuolo, a trovarle il cappotto, a dire a una ragazza sconosciuta che sarebbe tornato subito, infine a trascinare Chris fuori nell'aria fredda della notte, sotto le stelle tremolanti. La sistem nella Stutz Bearcat e mise in moto.
Non voglio vedere Richard singhiozz Chris.
Ti porto a casa decise Max senza scomporsi. Ti fai un bel sonno e domani ti rester appena un'emicrania.
Mi vergogno tanto...
E perch mai? Capita a tutti di ubriacarsi!
Chris si chiese se fosse una tara ereditaria. Aveva fatto bene a rifiutarsi di bere fino a quel momento. Guarda un po' che cosa le era successo la prima volta che ci aveva provato. Era solo una povera sciocca!
Mi hanno visto tutti vomitare...
Max rise. Se non ti succede almeno una volta ad Harvard, non entri nella categoria dei bon vivant.
Ma io sono una donna!
Anche le donne non fanno che vomitare ai party.
Chris cominci a singhiozzare pi forte. Alexander era con un'altra. Ma perch non mi vuole?
Tu sei la sua preferita la rassicur Max.
E allora perch esce con le altre? A me non ha mai chiesto di andare alla partita e...
Vorresti che si comportasse come un eremita?
S! No...
Ha diciannove anni le ricord Max. E anche tu. La vita  fatta per essere vissuta.
Chris appoggi la testa alla spalla di Max. Si sentiva perfettamente a suo agio, lui non avrebbe interpretato quel gesto nella maniera sbagliata. Per lei era come una specie di cognato. Caro, caro Max. Cos gentile. Perch non si era innamorata di Max invece che di Alexander? Perch, si chiese Chris, non ci si innamora mai delle persone migliori?
Quando fu sana e salva fra le lenzuola del suo letto Chris prese una decisione. Era uscita con uno dei partiti pi ambiti di Harvard ed era stato uno strazio. Quanto a lei, si era comportata nel pi autolesionista dei modi, ubriacandosi. Era evidente che la vita mondana non faceva per lei. Non sarebbe mai pi uscita con nessuno, a meno che non fosse Alexander. Avrebbe costretto Alexander a innamorarsi di lei, avesse dovuto impiegarci cent'anni, avesse dovuto dedicare tutte le sue energie a quell'impresa. Nessuno che desiderasse una persona con l'intensit con la quale lei voleva Alexander poteva essere votato al fallimento.

9.

Daphne pens di avere organizzato egregiamente la sua esistenza durante quel primo anno a Radcliffe. Aveva una vita mondana intensissima e uno sciame di corteggiatori, si godeva i corsi che aveva scelto, in particolare quello di belle arti, aveva ottimi voti e soprattutto non era mai stata colta da uno dei tanto temuti attacchi di epilessia. In certi momenti arrivava a convincersi di non essere mai stata malata e che le crisi non sarebbero pi tornate.
Ormai tutti ci stavano dando dentro come pazzi per gli esami di fine anno. Daphne rimpiangeva di non essersi iscritta a cinque esami anzich a quattro. Per avere la lode ce ne volevano cinque, ma in momenti come quello sembravano davvero troppi. Nelle ultime tre notti aveva dormito solo poche ore e si sentiva sfinita. Per dare il tocco finale alla situazione, quel giorno era di turno in cucina, compito che detestava. La cucina piena di vapori, le cameriere che ti davano ordini, i pesanti vassoi carichi di piatti da trasportare, gli avanzi da svuotare in quegli enormi, disgustosi bidoni della spazzatura, il sibilo delle lavastoviglie che vomitavano piatti cos bollenti da non poterli toccare e la fretta continua le davano sui nervi. Non vedeva l'ora di arrivare all'anno seguente quando avrebbe potuto chiedere solo turni al centralino.
Sbrigati, Daphne, non vogliamo fare notte qui! Possibile che non si rendessero conto che ce la stava mettendo tutta? Si precipit nella sala da pranzo, tolse i piatti alle colleghe che, praticamente, erano ancora con il boccone in bocca, li ammonticchi nel vassoio e si avvi verso la cucina.
Un attimo dopo si ritrov immobile, circondata da cocci di piatti rotti, il vassoio d'acciaio seminascosto dal tavolo sotto il quale era scivolato e gli occhi di tutte puntati su di lei. Non ricordava neppure di avere lasciato cadere il vassoio. Non aveva sentito lo schianto, n le urla delle ragazze.
Dalla cucina emerse la cameriera, grassa, il volto paonazzo e contorto dall'ira: Allora, vuoi restare l tutto il giorno? le url.
No, no, certo che no mormor Daphne. Sent un brivido di terrore e, quando si inginocchi per raccogliere i piatti rotti, si accorse che le mani le tremavano. Oh, Dio, aveva avuto un attacco e proprio l, davanti a tutte!
Chris e Annabel, che erano pi vicine, corsero ad aiutarla. Mi sono presa un tale spavento si giustific Daphne cercando di coprire l'attimo di vuoto. Si chiese per quanto tempo fosse rimasta l in piedi. Non pi di qualche secondo, al massimo.
Non posso darti torto le disse Annabel.
Credo di avere studiato troppo prosegu Daphne sforzandosi di avere un tono indifferente e augurandosi che nessuno notasse la vena di terrore nella sua voce.
Se vuoi pi tardi vengo a interrogarti si offr Chris. Nessun disturbo.
Davvero lo faresti?
Ma certo!  pi facile se qualcuno ti d una mano.
Daphne le sorrise. Grazie. Sarebbe molto carino da parte tua. Per... passa verso le nove, okay? Cos avrebbe avuto il tempo di andare e tornare dalla farmacia all'angolo con la ricetta del Dilantin.
Non voleva che le crisi ricominciassero. Non l'avrebbe permesso. Ricacci indietro le lacrime. Immagino di non essere tagliata per il mestiere di cameriera concluse con forzata allegria.
Nascose i flaconi di medicinale in fondo all'armadio, nella tasca di una giacca che non portava quasi mai. Poteva stare tranquilla! Nessuno osava mettere il naso fra la sua roba! Per le altre era un grande onore soltanto essere invitate in camera sua. Chris le diede una mano fino agli esami e Daphne decise che era la pi gentile delle persone che conoscesse. L'aiuto di Chris le permetteva di salvaguardare non solo la sua salute, ma soprattutto il suo segreto. Daphne stabil che se qualcuno a Radcliffe avesse scoperto che soffriva di epilessia se ne sarebbe andata. Si rendeva conto che quello le avrebbe spezzato il cuore cos cerc di non pensarci, ma da allora ogni giorno ebbe un sapore dolceamaro, come se fosse sempre l'ultimo.
Torn che stava benone dopo una riposante estate in compagnia della famiglia. Le crisi non si erano ripetute, forse la situazione era di nuovo sotto controllo. Il secondo anno fu stupendo quanto il primo. E poi, un giorno d'inverno, Richard Caldwell torn a Briggs Hall e irruppe nella sua vita.
La ragazza di turno al centralino le disse che aveva una visita, ma non chi era. Quando Daphne vide Richard in piedi nell'atrio fu solo grazie alla sua buona educazione che riusc a non ridergli in faccia.
Sei certo di non sbagliarti? gli chiese.
Lui la fiss con la pi innocente e ammirata delle espressioni. No, sono venuto proprio per te.
Per me?
S, proprio per te.
Lei lo squadr freddamente dalla testa ai piedi e non si prese neppure la briga di invitarlo a sedersi. Era uscito praticamente con tutte e quello non le andava gi. Gli avrebbe concesso due minuti, non uno di pi!
Hai una sigaretta? gli chiese. Lui ne tir fuori una, se la mise in bocca, l'accese e gliela porse. Siamo dei veri signori, che cosa ne dici? osserv Daphne divertita.
Perch sei sempre cos dura con me, Daphne?
Scusa, non ne avevo la minima intenzione. Fra un minuto torno di sopra a studiare.
Possiamo andare a sederci in soggiorno?
Ma che ti prende, Richard? Per caso hai deciso di conquistare tutto il pensionato?
Lui l'afferr per il polso e la tir verso un angolino riparato, accanto al camino. Lei si sarebbe potuta liberare, invece non se ne cur. Non che le fosse antipatico, ma era talmente infantile! Gli uomini sono come bambini, cos prevedibili.
Sedettero. Nel camino scoppiettava un bel fuoco e alla luce delle fiamme Richard appariva bello e dorato. Daphne capiva perch fosse cos pieno di s: le donne dovevano cadergli ai piedi come pere cotte.
Non sto cercando di conquistare tutto il pensionato si difese lui. Sembrava ferito. Sei tu quella che ho sempre voluto. Ma tu hai sempre rifiutato di uscire con me.
Se  cos, che cosa ti ha spinto a venire qui stasera?
Volevo chiederti perch non ti piaccio.
Non  che mi sei antipatico, Richard.
Allora perch ti rifiuti di uscire con me? Sono quasi due anni che ci provo.
Daphne sorrise. Mi sembra inutile. Io non esco con uomini sposati.
Non lo sar pi per molto. Lo sai anche tu. Tutti lo sanno!
Povero Richard... che storia patetica il tuo disgraziato matrimonio. Non voglio infierire. So bene che fra poco otterrai il divorzio.
Lui la fiss con aria implorante. Allora vuoi uscire con me sabato sera?
Daphne rise. Evviva...  arrivato il mio turno finalmente!
Te l'ho detto. Sei tu quella che ho sempre voluto. Solo tu. Tu sei la Ragazza d'Oro. Sei perfetta.
L'hai detto anche a Chris, a Emily e ad Annabel?
Chris  troppo rigida, mi faceva pena ribatt Richard. Ho solo cercato di farla sgelare un po'. Non  stato nulla. L'ho portata fuori una volta sola.
Mmm.
E poi non puoi prendertela per Emily! prosegu Richard. Sono venuto qui a cercare una qualunque, tanto per ingelosirti. Volevo una ragazza carina da portare a quel party perch sapevo che ci saresti stata anche tu. Non l'ho mai pi invitata.
Per hai invitato Annabel e parecchie volte, anche.
Richard la fiss con autentico stupore. Non conterai Annabel, vero?
E perch no?
Santo cielo, Annabel! esplose lui. Ma lo sanno tutti di Annabel.  stato solo per un paio di sveltine.
Allora tutto quello che aveva pensato di Annabel era vero! Distolse lo sguardo per non fargli capire il suo imbarazzo, fingendo di dare a certe cose la stessa importanza che dava loro lui. Ma si rendeva conto di essere arrossita.
Sono un essere umano, dopotutto disse lui. Voglio dire, in fondo con Annabel lo fanno tutti. Credevo che lo sapessi.
Non mi vanno i pettegolezzi.
Lo so che non ti vanno. Tir fuori il fazzoletto e si asciug il labbro superiore. Era nervoso. Lo stava rendendo nervoso. Daphne se ne compiacque. La ripagava del colpo che le aveva dato dicendole di Annabel. Ti prego, Daphne, esci con me sabato sera. Ti porter dove preferisci tu. Noi due soltanto... parleremo e ci conosceremo meglio. Non sono cos terribile in fondo!
Il suo tono contrito e sottomesso, mentre l'implorava di dargli un'occasione, la meravigli. Aveva sempre pensato a Richard Caldwell come a un ragazzo presuntuoso, immaturo e viziato. Forse era stata ingiusta. Un sacco di gente pensava che anche lei fosse presuntuosa e viziata finch non la conoscevano meglio. Le apparenze spesso ingannano.
E va bene concesse, puoi portarmi a cena.
Un sorriso radioso gli illumin il viso. Vedrai le disse. Non sono poi cos terribile, davvero!
Dopo che Richard se ne fu andato Daphne sal in camera sua a prendere le sigarette. Ma quando usc in corridoio per accenderne una trov Annabel che fumava seduta sul pavimento davanti alla sua stanza. Era una cosa che avevano fatto forse mille volte da quando si erano incontrate, ma in quel momento Daphne non ebbe il coraggio di guardare Annabel in faccia, n di sederle vicino.
Chi era il visitatore? le chiese Annabel.
Oh, nessuno borbott Daphne dirigendosi in fondo al corridoio.
Nel salottino c'era un'altra ragazza. Helen Peabody non era un'amica intima di Daphne, ma sicuramente anche lei era vergine e avrebbe capito. Doveva assolutamente confidarsi con qualcuno.
Ho appena saputo una cosa terribile esclam Daphne con un sospiro.
Che cosa? chiese Helen, avida di pettegolezzi.
Annabel Jones  la puttana di Harvard.
La notizia fece il giro del pensionato in un solo giorno. Helen la raccont alle sue due migliori amiche che lo raccontarono alle rispettive due migliori amiche e in un batter d'occhio nessuna delle ragazze del pensionato si avvicin pi ad Annabel, a eccezione di Chris. Quando Daphne vide ci che era accaduto si pent di aver parlato. Non era dispettosa e non le era mai passato per la testa che le altre potessero avere una reazione del genere. Per non sapeva che cosa fare. Ovviamente non poteva ammettere di essere stata la prima a spargere la voce e inoltre non poteva costringersi a tornare in rapporti amichevoli con Annabel, non subito almeno!
La goccia che fece traboccare il vaso fu quando Daphne cominci a uscire con Richard Caldwell e lui si rivel il corteggiatore gentile, affascinante e interessante che aveva sempre sognato. Le raccont un sacco di cose di s e Daphne si rese conto che avevano cos tanti elementi in comune da avere l'impressione di essere tornata a casa. Era come se si conoscessero da tutta la vita. Le dispiaceva che Richard non l'avesse incontrata prima di lasciarsi accalappiare da quella cameriera, perch forse in quel caso sarebbe riuscito a controllarsi. Gli piaceva davvero. Si pent di essere stata cos cattiva con lui e decise che era molto generoso da parte sua perdonarla. Fu al loro terzo appuntamento che Daphne scopr qualcosa su di s e Richard che rese il loro rapporto diverso da tutti gli altri avuti fino a quel momento.
Richard le fece scoprire il sesso.
Durante i primi due appuntamenti Richard non prov neppure a darle il bacio della buona notte. Trattava sempre Daphne come se fosse in un certo senso migliore di lui, atteggiamento che negli altri uomini sembrava servile e stucchevole, ma che in lui era sincero e lusinghiero. Era l'unico uomo con il quale avesse ballato che aveva il buon gusto di non stringerla troppo quando aveva un'erezione, anzich cercare di rubare un brivido a buon mercato. Non che lui sembrasse imbarazzato, al contrario sembrava che lo facesse per evitare che lo fosse lei. E quel comportamento continuo da perfetto gentiluomo fin per stuzzicare la sua curiosit. Si chiese che cosa sarebbe successo quando avesse deciso di passare all'azione.
Al loro terzo appuntamento, anzich accompagnarla direttamente al portoncino di ingresso, Richard parcheggi la Jaguar nel piazzale accanto al pensionato. Era mezzanotte e un quarto. Daphne sent un lieve brivido. Tre quarti d'ora erano tanti.
La radio trasmetteva a volume bassissimo una canzone di Elvis Presley: Don't be cruel to a heart that's true... Elvis Presley non le era mai piaciuto, ma in quel momento la sua voce profonda e un po' roca le sembr pi sensuale che volgare. Richard le sfior appena i capelli, poi le labbra, infine la guancia.
Sei cos bella le sussurr.
Daphne non disse nulla. Lui la circond con le braccia e la baci senza aprire la bocca finch lei non si lasci andare. Solo allora dischiuse le labbra e lei lo imit. Lui le pos la mano su un seno, sopra il cappotto. Dopo un po' la infil sotto il cappotto, dentro la scollatura del vestito, nel reggiseno. Daphne si sent mancare il fiato. Il capezzolo le si indur al tocco delle dita di lui e prov una strana sensazione in mezzo alle gambe. Voleva fermarlo e... temeva che si fermasse. Sent il respiro di lui farsi pi rapido, ma Richard non cominci ad ansimare, a mugolare o a fare un sacco di orribili rumori. Continu, invece, a baciarla. Poi la sua mano fu sotto il vestito, dentro le mutandine. Si rendeva conto di doverlo fermare subito, immediatamente, ma le sensazioni che le stavano procurando le sue dita erano totalmente nuove e irresistibili. Non le andava di essere cos eccitata: aveva paura. Erano sprofondati nei sedili separati della sua macchina sportiva con la leva del cambio pudicamente fra loro. La sua virt era perfettamente al sicuro. Improvvisamente Daphne ebbe voglia di essere a letto accanto a lui. Proprio lei che non aveva mai voluto che nessuno la toccasse!
Lui afferr con le dita l'elastico degli slip e li tir gi. Lei li ritir su. Lui ci riprov ancora e lei lo lasci fare. In fondo che cosa poteva succederle in macchina? L'effetto delle sue dita calde e dell'aria fresca sulla pelle fu estremamente eccitante. C'era qualcosa di oscenamente sensuale nello starsene riversa su quel sedile con il cappotto di cammello sollevato e gli slip a met gamba. Richard era intrappolato fra il volante e il cambio a cloche. Lei si aspettava che da un momento all'altro lui le prendesse la mano e la poggiasse su di s, oppure che si aprisse la cerniera dei calzoni, ma non lo fece e dopo un po' Daphne si rese conto che tutto quel sesso non era per ottenere qualcosa per lui, bens per farle piacere. Fu delicato, lento e tenace.
Daphne aveva letto tutto quello che le era capitato a tiro sull'orgasmo, ci nonostante aveva ancora difficolt a immaginarsi come potesse essere: l'unica cosa che sapeva era che somigliava a un attacco epilettico ed era terrorizzata all'idea che averne uno potesse provocarle una crisi. Come poteva chiedere una cosa del genere al suo medico curante? Mentre indugiava in quei pensieri la sensazione provocata dalle dita di Richard crebbe al punto che pens che se avesse smesso sarebbe morta. Aveva l'impressione di sciogliersi tutta. Era di quello che si trattava, dunque, di quella sensazione cos simile alla sofferenza? Cominci a tremare e poi sent qualcuno gemere e cap che era lei, ma non le importava pi: c'era arrivata ed era cosciente, al sicuro!
Alla radio cominciarono a trasmettere il notiziario, avvertendoli che mancavano cinque minuti all'una. Stordita, Daphne si stacc da Richard e si tir su gli slip. Era tutta bagnata. Aveva la bocca bruciante. Era imbarazzata. Si era comportata come una bestia e si chiese se lui avrebbe continuato a rispettarla.
Ti amo, Daphne.
Lei tir un respiro di sollievo.
Lui l'accompagn alla porta, incurante delle coppie avvinghiate in un ultimo abbraccio. La circond con le braccia e lei gli si strinse contro. Era magnifico stargli vicina. Il poveretto era ancora eccitato. Aveva sentito storie sconvolgenti su ci che accadeva agli uomini che tornavano a casa con un'erezione. E alle cose terribili che dovevano fare perch passasse. Sper ardentemente che a Richard non succedesse nulla di cos orribile.
Ti amo le bisbigli lui all'orecchio. Credi che potrai mai amarmi?
Lei annu contro il suo petto.
Non uscire pi con nessun altro sussurr ancora lui. Per favore!
Okay.
Passo a prenderti domani sera, va bene?
S.
Dopo quella sera Daphne e Richard fecero coppia fissa e tutti si accorsero che erano innamorati cotti. Ma da quel momento accadde una cosa molto strana: Daphne, che non era mai stata gelosa di nessuno in vita sua, cominci a detestare Annabel di tutto cuore. Si chiedeva se fosse stata Annabel a insegnare a Richard tutte quelle cose. Annabel aveva fatto quello e anche altro con Richard e Daphne non ne sopportava l'idea. Bench sapesse che per Richard non aveva contato nulla, non riusc mai pi a scambiare due parole civili con Annabel.

10.

I sentimenti di Richard oscillavano fra la gioia di avere finalmente conquistato Daphne e la rabbia cieca, il terrore cieco quando pensava a Hope. Malgrado quello che raccontava in giro Hope era pi che mai ferma nel suo proposito di rifiutargli il divorzio e ormai, al suo secondo anno di universit Daphne non avrebbe pi voluto fare coppia fissa con lui, sebbene l'amasse, perch era sposato. Per un esame di letteratura inglese Richard dovette portare il romanzo di Theodore Dreiser Una tragedia americana e si riconobbe in molti aspetti della vicenda. Rimpianse di non avere ammazzato Hope, annegandola, proprio come il protagonista del libro uccideva quella strega. Sfortunatamente Hope nuotava come un pesce e ancora pi sfortunatamente, forse, Richard non era capace di uccidere. In fondo al cuore aveva ucciso Hope un centinaio di volte, ma nella vita reale era inerme come chiunque altro.
Daphne accettava di vederlo solo due volte la settimana. Una vera tortura. Con il passare del tempo non aveva pi paura ed era diventata persino tenera nei suoi riguardi, senz'altro pi disponibile e appassionata di quanto si fosse aspettato; per era irremovibile riguardo al futuro. Naturalmente rifiutava di andare fino in fondo e lui da un pezzo aveva rinunciato all'idea. Voleva sposarla. L'adorava e la rispettava; era una creatura preziosa e lui voleva passare tutta la vita insieme con lei a mettere al mondo uno stuolo di bambini. Il piccolo di tre anni che aveva avuto da Hope esisteva soltanto come un ulteriore ostacolo fra lui e la libert.
Per favore Richard implor suo padre, per favore, convinci Hope a concedermi il divorzio! Tu l'hai vista Daphne... come posso lasciarmi sfuggire una ragazza come lei?
Suo padre sorrise. Richard caro, non posso costringere Hope a fare quello che non vuole. Sai bene che tua madre e io saremmo felicissimi se le cose andassero in porto fra te e Daphne. Ma sai, spesso si comincia a pagare per i nostri peccati molto prima di andare all'inferno... ammesso che un tale luogo esista.
Esiste esclam Richard, ed  qui.

11.

Ultimo anno. Di botto si trovarono tutti a faccia a faccia con la realt. Era la loro ultima occasione di mantenere le promesse fatte a se stessi quando erano entrati al college. Per alcuni di loro la promessa era cambiata. I ragazzi di Harvard affilarono le loro armi per gettarsi in quella che con spregio avevano definito la mischia. Quasi tutte le studentesse dell'ultimo anno sapevano che quella era l'ultima occasione per trovarsi un marito o per cementare la relazione con uomini gi scelti. La preside delle facolt femminili, in un discorso memorabile, disse che era possibile combinare la carriera con la famiglia. Ma tutte sapevano che sarebbe stato difficile. Gli uomini si costruivano una carriera, le ragazze al massimo ottenevano un impiego. Loro lavoravano per ammazzare il tempo, per fare una breve esperienza, oppure solo se erano prive di mezzi e non avevano un uomo. Ma il matrimonio e i figli erano cose importanti, cos anche l'ultimo anno diventava importante. La vita, l fuori, era una giungla e ben poche ragazze volevano affrontarla da sole.
Dopo quella sciagurata sera in cui Chris era uscita con Richard Caldwell e vomitato al party, come per miracolo Alexander aveva cominciato a invitarla alle partite di rugby. Durante le vacanze di Natale non la cerc mai a New York, ma riprese a vederla non appena tornato a scuola. Passava le sue estati a Cuernavaca in compagnia della madre. Nell'accordo del divorzio dei suoi genitori c'era anche l'uso a tempi alterni della loro casa in Messico e a sua madre toccava proprio l'estate, quando ci faceva ancora pi caldo che a New York. Non era consuetudine che i ragazzi invitassero le ragazze a casa loro durante l'estate: Alexander invit Max.
Ma Chris stava facendo passi da gigante. Durante le vacanze di Pasqua del secondo anno vide per la prima volta Alexander a New York. La port fuori quattro volte: due film, due musei e un intero pomeriggio alla scoperta dell'arte medievale ai Cloisters. E, trionfo dei trionfi, la port a casa sua a conoscere la madre. L'appartamento in cui vivevano era piuttosto trasandato, ma accogliente e sua madre sembr felice di conoscerla.
Un giorno Alexander le indic un edificio a cinque piani di marmo bianco in un viale fiancheggiato da alberi verso la Sessantesima est e le disse: Mio padre abita l. Non lo vedo mai.
Mio Dio esclam Chris, sembra un museo.
Un mausoleo la corresse lui.
In Alexander c'erano aspetti segreti e insondabili. Anche le altre persone li avevano, ma li riempivano con chiacchiere senza senso. Lui no. Cos Chris era costretta a riempire quei vuoti con la sua immaginazione.
Amava Alexander pazzamente e ormai erano all'inizio dell'ultimo anno di college, l'ultimo che avrebbero trascorso insieme. Chris non aveva la minima idea di che cosa sarebbe accaduto. Aveva deciso di proseguire per la specializzazione con una tesi su: L'Ideale romantico nella cavalleria medievale. L'argomento la interessava perch somigliava molto al modo in cui la trattava Alexander. Sarebbe potuto essere un perfetto cavaliere medievale. Non si spingeva mai oltre il bacio della buona notte. La faceva diventare matta. Non lo sopportava.
Annabel chiese Chris all'amica durante una delle loro intime conversazioni notturne, come faccio a convincere Alexander a sedurmi sul serio?
Fino a che punto? volle sapere Annabel.
Con lui andrei anche fino in fondo, se lo volesse rispose Chris calma. Lo amo.
Annabel sembr sorpresa. E lui ti ama?
Non me lo ha mai detto, ma credo di s.
Ma non parlate mai d'amore, voi due?
Certo che no. Non voglio fargli paura.
Siete due bei campioni esclam Annabel. Vi comportate come i nostri nonni. Proprio non vi capisco!
E credi che invece io ci riesca?
Bene, ti dir esattamente che cosa devi fare cominci Annabel. Se dovesse invitarti a salire in camera sua tu accetta. Poi penser lui a tutto.
E come diavolo poteva indurlo a invitarla in camera sua? Uno come Alexander? Poi, un sabato sera, dopo la fine della stagione del rugby, lui lo fece senza preavviso. Erano andati a vedere un vecchio film di Humphrey Bogart ad Harvard Square e dopo erano passati a bere una tazza di caff da Bick. Quella sera, anzich svoltare a destra per accompagnarla al pensionato, lui gir a sinistra.
Vieni su a casa le propose con aria indifferente, come se stesse invitandola a un party. Ma Chris sapeva che non c'erano party in programma. Era un week-end morto. Max era andato a New York per fare da testimone al matrimonio di un parente e Alexander aveva la stanza tutta per s.  presto spieg.
Il cuore di Chris fece una capriola. Non le sarebbe importato neppure se fosse stata l'una meno dieci. Sarebbe andata e avrebbe pensato pi tardi alle conseguenze. Ho sempre desiderato vedere la tua stanza gli disse in tono altrettanto indifferente.
Bene, adesso te la mostrer.
Camminarono spediti nel freddo della notte. Chris rabbrividiva, in parte per il gelo, ma soprattutto per la paura. Aveva letto tutto su come farlo, ma fra il leggere e il fare c'era di mezzo il mare. Avrebbe lasciato che facesse tutto lui, come le aveva suggerito Annabel, pregando il cielo di non essere la solita frana. Alexander stava fischiettando un motivo incomprensibile e Chris si chiese se fosse anche lui nervoso. Forse non stava affatto pensando di provarci. Forse era convinto che lei si sarebbe tirata indietro. Le ragazze lo fanno in continuazione. Sapeva bene quanto fosse timido e prov il desiderio di infondergli sicurezza, ma non sapeva come farlo senza sembrare invadente e provocatoria. Lo desiderava disperatamente. Quando infine lui le prese la mano, Chris respir sollevata e ricambi la stretta come per dirgli: Sto venendo in camera tua, non ti render le cose difficili, ti amo.
Ai suoi occhi tutte le case di Harvard sembravano uguali: grandi, dignitose, inaccessibili. File e file di finestre illuminate, dietro le quali gli uomini erano impegnati in attivit delle quali le ragazze non sapevano nulla. Qualunque cosa stessero facendo, sia che stessero chiacchierando fra loro, sia che fossero soli con i loro pensieri, era un mondo chiuso. La stanza che Alexander divideva con Max era piuttosto un miniappartamento composto di un soggiorno, di una piccola camera da letto e di un bagno. Nel soggiorno c'erano due scrivanie e in camera da letto due letti singoli e due cassettoni. L'arredamento era quello squallido fornito dall'universit. Alexander appese la giacca alla spalliera di una sedia e lanci la cravatta sulla scrivania. Chris finse un grande interesse per il caminetto di marmo e per i quadri appesi sopra. Uno era un'incisione su legno di un veliero, l'altro una foto di classe presa quando Alexander era all'ultimo anno del liceo.
Tu quale sei? volle sapere Chris.
Lui si ferm alle sue spalle. Vediamo se indovini.
Ma come faceva a riconoscere un viso fra gli altri trenta di quella orribile foto di gruppo e per di pi pensare, con lui cos vicino e il calore del suo fiato sul collo? Infine lo trov. Un Alexander pi giovane e vulnerabile. Ecco esclam puntando il dito.
Alexander le baci la nuca, in un gesto cos romantico ed eccitante che a Chris manc il fiato. Lui la circond con le braccia. Si rendeva conto che Alexander poteva sentire il battito del suo cuore che premeva violento contro il petto. Lui la costrinse a girarsi finch i loro due visi non furono vicini e allora lui la baci infilandole la lingua in bocca. Chris gli circond il collo con le braccia e si sent dissolvere dentro di lui come se fossero stati una cosa sola. Apr gli occhi e scorse la linea familiare della sua guancia, le lunghe ciglia scure, il volto che aveva desiderato per tutti quegli anni. Oh, ti amo, ti amo, per favore amami, pens.
Lui distolse il viso ai suoi baci, la prese per mano e la guid verso la camera da letto. La fece adagiare su uno dei letti e si stese su di lei, entrambi ancora completamente vestiti. Continuarono a baciarsi finch Chris non sent che lui era eccitato. Alexander si scost e le pass la mano sui seni. Chris riusciva solo a pensare che erano troppo piccoli e sper che non gli importasse. Era talmente bello sentirsi accarezzare da lui, dopo averlo tanto desiderato, che si augur che continuasse per ore. Non sapeva come comportarsi. Se si fosse spogliata da sola sarebbe sembrato troppo intraprendente. Doveva aspettare che fosse lui a farlo? Ma non era assolutamente possibile per lui tirarle via il maglione senza essere goffo. Avrebbe dovuto pensarci lei, ma quando?
Sai quanto sei importante per me sussurr lui. Era la cosa pi vicina a una dichiarazione d'amore che fosse mai uscita dalle sue labbra. Chris riprese a tremare. Io...
Oh, anch'io sussurr Chris interrompendolo.
La teneva stretta fra le braccia e la stava baciando sul collo e Chris si accorse che anche lui stava tremando. Era emozionato almeno quanto lei! Fu sommersa da una tale ondata d'amore per lui che allung la mano verso la lampo della gonna, la slacci, la sfil e la lasci cadere per terra accanto al letto. Ma per togliersi il maglione avrebbe dovuto tirarsi a sedere e allontanare Alexander: piuttosto sarebbe morta! Entrambi tacevano. Lui affond il viso nella spalla e le infil le dita in mezzo alle gambe per un attimo, poi si gir e si sfil i pantaloni. In un lampo Chris si liber di maglione, sottoveste, reggiseno e slip, impigliandosi fra lacci e bottoni, terrorizzata di spezzare l'incanto. Lui le si stese di nuovo sopra completamente eccitato e cerc di penetrarla.
Sent un male cane. Chiuse gli occhi e preg il cielo di riuscire a farcela, di non essere una frana anche in quello, rovinandosi per sempre l'esistenza. Poi cap che lui era dentro per il terribile dolore che provava e perch lui si muoveva su e gi. Apr gli occhi e guard quel viso che adorava. Teneva gli occhi chiusi e sembrava che fosse come ipnotizzato dal piacere. Improvvisamente sent di avere un potere sconfinato su di lui. Era lei a dargli quell'incredibile godimento. Proprio lei!
Tutto fin in meno di un minuto. Alexander si lasci scivolare accanto a lei e continu a tenerla stretta fra le braccia, la testa contro la spalla di lei. Chris ricopr quella testa di mille piccoli baci.
Sei magnifica bisbigli lui. Magnifica!
Chris credette di morire di piacere.
Alexander la tenne stretta a lungo, poi si alz e and in bagno. Dal letto Chris sent scorrere l'acqua. Si tir a sedere e si esamin con cura. Avevano fatto un bel casino sul copriletto e si guard in giro alla ricerca di qualcosa con cui ripulire. Quando si alz sent colarsi il caldo liquido viscoso gi per le gambe. Con un senso di colpa si disse che era bello perch era di Alexander. Fu felice quando lui si decise a uscire dal bagno e a lasciarle il posto. Il sesso era quello, dunque, l'atto temuto e desiderato del quale aveva parlato e sognato con le amiche fin da quando aveva compiuto dodici anni. Per quello Annabel era diventata l'appestata del pensionato. Per quello Richard Caldwell si era fatto incastrare in un matrimonio senza amore e non poteva fare regolare domanda di matrimonio a Daphne che l'adorava e soffriva della situazione! Lo facevano anche Emily e Ken, per quanto Emily giurasse e spergiurasse di no? E il gesto di poco prima era destinato a legare Alexander a lei, come uno schiavo d'amore, per secoli e secoli? Sembrava tutto cos ridicolo. D'altra parte, tuttavia, era stato cos romantico... i baci, le carezze, le cose che lui aveva detto. Sai quanto sei importante per me? Sei magnifica! Sei assolutamente magnifica! Si ripet pi volte quelle parole e cap che tutto sarebbe andato bene. Era risaputo che la prima volta era sempre piena di tensione.
Alexander le tenne la mano per tutto il tragitto fino al pensionato. Poi il bacio della buona notte davanti alla porta fu finalmente un vero bacio. Chris intu in lui un nuovo calore.
Ti telefono domani le disse.
Sola in camera Chris rivisse pi e pi volte ogni istante della loro reciproca seduzione. Voleva prendersi la sua parte di responsabilit su quanto era accaduto. Essere riuscita a eccitarlo cos tanto da indurlo infine ad andare a letto con lei la faceva sentire donna e femminile. Aveva superato l'ultima barriera. Ormai lui non poteva non amarla.
Il giorno seguente raccont tutto ad Annabel che ne fu elettrizzata. Non si addentr nei particolari, perch erano cose intime, ma quando Annabel le chiese se Alexander fosse organizzato, Chris si rese conto che non ci avevano neppure pensato. Annabel ne fu orripilata.
Promettimi che da oggi in poi gli farai usare qualche accorgimento la implor Annabel.
Ma Chris non dovette preoccuparsi perch il sabato seguente, quando ebbe un vero e proprio appuntamento con Alexander, non un semplice incontro infrasettimanale per studiare, lui si present con un pacchetto di preservativi. I preservativi le fecero ancora pi male della prima volta. Ma via via che i sabato sera passavano Alexander e lei cominciarono a sentirsi sempre pi a loro agio insieme. In breve smise di farle male e con il tempo riusc anche a goderne. Ma quello che le piaceva di pi era il dopo, quando lui la stringeva dicendole un sacco di paroline dolci, la baciava, la accarezzava e le appoggiava la testa sulla spalla. Erano gli unici momenti nei quali Alexander lasciava trasparire la sua dolcezza. Anche se per poco sembrava persino sollevato da quella misteriosa sofferenza che rendeva la sua espressione sempre cos cupa e infelice, e finalmente la sua bocca si incurvava in un morbido, leggero sorriso. Quanto a lei, Christine credette di capire la voce messa in giro dai ragazzi secondo cui quando una donna ha fatto l'amore  presa al laccio per sempre. Quell'intimit era esattamente come l'aveva sognata in tutti gli anni durante i quali aveva atteso che Alexander facesse la prima mossa.

12.

Ken se la stava cavando con molto onore al suo primo anno di specializzazione ad Harvard. Con Emily parlavano spesso del giorno in cui sarebbero stati sposati, ma lui non aveva ancora fatto la domanda ufficiale alla famiglia e Emily si chiedeva quando si sarebbe deciso. Ormai era all'ultimo anno, ma continuava a pensare che non spettasse a lei ricordargli che era giunto il momento di fare dei progetti precisi. Era certa che un giorno o l'altro lui l'avrebbe portata da Tiffany per comperarle l'anello... oppure, Dio non lo volesse, in qualche gioielleria all'ingrosso perch sua madre era convinta che fosse pi pratico. Chiss, magari in qualche cassetta di sicurezza c'era un diamante di famiglia che attendeva di essere dato alla sposa di Ken. Emily era convinta che fosse venale parlare dell'anello di fidanzamento, bench ci pensasse spesso e nella sua mente avesse gi cambiato pi volte forma e taglio della pietra desiderata.
In occasione della festa per le nozze d'argento dei suoi genitori Ken la port a casa. Emily trov simpatici e gentili i genitori di Ken e si sent subito a suo agio con loro. Somigliavano molto ai suoi. Aveva capito subito che la consideravano una conquista soddisfacente, anzi ottima, per il loro prezioso figliolo, tanto che la trattarono subito come un membro della famiglia.
Emily e Ken tornarono al college in una delle macchine dei genitori di lui, presa a prestito per il resto del trimestre. Sai che cosa ha detto mia madre? esord Ken con aria evidentemente compiaciuta. Ha detto che quando saremo sposati ci regaler un servizio di piatti identico al suo.
Per la prima volta da quando era con Ken, Emily si sent delusa e sconcertata. Alludi a quei piatti con tutte quelle decorazioni dorate?
A foglie d'oro la corresse lui.
Ma Ken, sono cos ricercati! Sono come dire... da vecchi. Noi siamo giovani. Non ti va di sceglierti da solo le cose che ti piacciono?
Hai detto a mia madre che quei piatti ti piacevano osserv lui.
Oh, l'ho fatto solo per essere gentile, non ti sembra?
Per un po' proseguirono in silenzio. Non prendertela esplosero infine all'unisono. Scoppiarono a ridere. In fondo immagino di poterli sopportare aggiunse Emily.
Sono solo per le grandi occasioni replic Ken. Mia madre dice che costano un sacco di soldi e, dal momento che lei e il babbo intendono lasciare a noi gli altri quando moriranno, ci faremo tutto un servizio.
Emily non poteva neppure pensare che i suoi genitori potessero diventare vecchi e morire. Ma non riusciva neppure a pensare a se stessa che dava party formali usando quei piatti. Quando pensava a Ken e a lei sposati si vedeva sempre giovane. Naturalmente se ce l'avessero fatta a sposarsi finch erano ancora giovani.
Quando ci sposiamo? gli chiese.
Che ne dici di settembre, dopo la Festa del Lavoro?
Credevo che volessi sposarti in giugno osserv Emily.
Oh, il fatto  spieg Ken, che i miei genitori mi hanno offerto per questa estate un viaggio in Europa. Partir alla fine del trimestre primaverile e far un giro in Francia, Inghilterra e Scozia. Sar di ritorno per la terza settimana di agosto.
Vuoi dire che vai in Europa?
Sar la mia ultima follia prima di sposarci le disse lui in tono prudente. Medicina sar ancora pi dura l'anno prossimo e poi avr l'internato e il tirocinio e infine lo studio da mettere in piedi. Per un pezzo non sar in grado di prendermi una vera vacanza.
Emily era sbalordita. Ma potremmo sposarci subito dopo la mia laurea e loro potrebbero mandarci tutti e due in Europa per la luna di miele. E poi la mia parte potrebbero pagarla i miei genitori. Che cosa gli prende ai tuoi? Non vado loro a genio? gli chiese con voce alterata.
Certo che vai loro a genio. Ti adorano.
E allora perch ti mandano in Europa da solo? Stava cercando di ricacciare indietro le lacrime.
Tu avrai un sacco di cose da fare per il matrimonio ribatt Ken. L'arredamento di casa nostra, il corredo.
Il corredo lo potrei comperare in Europa, non ti pare?
Ma che cosa ti prende, Emily? Perch all'improvviso sei diventata cos nervosa?
Non ti va di arredare l'appartamento insieme con me?
Abbiamo gi deciso che i mobili saranno in stile danese moderno replic Ken. E le pareti bianche.
Se ho ben capito vorresti che mi occupassi di tutto con mia madre e poi tu arrivi e ti ci piazzi come se niente fosse.
Ma  quello che fanno tutti!
Noi non siamo come gli altri annunci Emily. Noi siamo speciali.
Certo che lo siamo convenne Ken. Stacc la mano dal volante e le accarezz il ginocchio. Noi siamo sempre pronti a capire le esigenze dell'altro. Non sono io il primo a incoraggiarti quando dici di volere lavorare? Non ti dico sempre che sarai accettata al corso di specializzazione? Insisto forse per avere subito dei bambini?
No, ma...
E allora se io ho voglia di andare in Europa e vivermi la mia ultima follia prima di mettere la testa a posto, anche tu devi cercare di capire me.
Emily ci ripens. Non capiva. Che cosa diavolo ci andava a fare in Europa? Per finire forse in un casino francese e scoprire come comportarsi la prima notte di nozze? Sarebbe uscito con altre donne, ne era certa. Ne avrebbe incontrate a bizzeffe, loro lo avrebbero inseguito e lui le avrebbe invitate fuori. Si morse le labbra. Se faceva troppe storie Ken avrebbe pensato che era bisbetica e non l'avrebbe pi sposata. Avrebbe pensato che dopo il matrimonio si sarebbe trasformata in una strega in gonnella. Meglio tenere la bocca chiusa.
Immagino che una donna soltanto in tutta una vita debba sembrare...
Che cosa?
Niente. Non badarci.
Noiosa. Era questo che stavi dicendo: noiosa? Ma scherzi? Io desidero con tutto il cuore passare la mia vita insieme con te, Emily!
E io voglio passare la mia con te, Ken.
E allora di che cosa diavolo stiamo discutendo?
Di nulla, immagino.
Pensi che mi stia comportando in modo sleale? le chiese.
Certo che lo penso, ebbe voglia di gridare Emily. Sleale ed egoista, e io odio i tuoi genitori e anche te! No rispose invece. E io?
Tu non sei mai sleale le disse Ken. Una delle ragioni per cui ti amo  che sei sempre cos femminile e comprensiva.  come se potessi leggermi nel pensiero. Non potrei mai essere felice con nessun'altra donna. Sono fortunato ad averti trovato, Emily.
E io sono fortunata ad avere trovato te, Ken.
Appoggi la testa sulla sua spalla e sintonizz la radio su un programma musicale. La discussione era terminata. Lui le circond le spalle con il braccio. La radio trasmetteva uno degli ultimi successi: Around the world in eighty days. Around the world I've searched for you... Il giro del mondo in ottanta giorni. Il giro del mondo per trovare te... cantava una voce maschile. Che ironia della sorte che la trasmettessero proprio in un momento come quello, pens Emily. Oh merda, diavolo, inferno!
Non sopportava che Ken guidasse con una sola mano sul volante. Aveva sempre paura che andassero a schiantarsi contro qualcosa. Ma quella volta non disse nulla. Gli si rannicchi contro, comprensiva, femminile e spaventata, a morte.

13.

Quell'autunno, l'ultimo a Radcliffe, Annabel aveva cominciato a flirtare con uno studente di legge, alto e serio, di nome Bill Wood. Aveva smesso di uscire con altri uomini e finalmente pensava di avere incontrato l'amore. Gli altri per i quali si era presa delle cotte non erano che dei ragazzini sciocchi, ma Bill era pi vecchio, maturo, intelligente e capace di fare grandi cose. Essendo alla facolt di legge di Harvard non era al corrente di tutti i pettegolezzi che avevano accompagnato ogni nuova avventura di Annabel con gli studenti dei primi anni, per di pi sembrava abbastanza adulto e mondano da essere in grado di controllarli se ne fosse venuto al corrente. Bill doveva studiare talmente sodo che non poteva vederla ogni sera, ma telefonava sempre e lei preferiva restare ad aspettare la sua chiamata piuttosto che passare la serata con qualcuno che non significava niente per lei.
Ma, proprio quando pareva cos felice, sembr che la cosa terribile che tutte le ragazze temevano fosse accaduta proprio a lei. Le mestruazioni, che erano sempre state regolari, erano ormai in ritardo di otto giorni. Non faceva che correre al gabinetto per vedere. Aveva provato con decine di bagni caldi e a saltare su e gi, niente da fare. Non sapeva neppure dove rivolgersi per fare l'esame delle urine. All'ospedale, forse? Nessuna delle studentesse che conosceva era mai andata dal ginecologo fino al momento di sposarsi. Solo allora il medico faceva alla ragazza la prima visita e le dava un piccolo diaframma da sostituire con uno pi grande un mese o due dopo la luna di miele. Annabel si rendeva conto che se fosse stata incinta avrebbe dovuto trovare il modo di abortire, ma non sapeva assolutamente da che parte cominciare per trovare la persona giusta. Sicuramente non aveva nessuna intenzione di farsi macellare da qualche mammana o da qualche piccolo praticante, d'altra parte andare a Puerto Rico per farsi fare un lavoretto pulito costava un sacco di soldi.
Chris disse Annabel, sai il nome del ginecologo di tua madre a New York?
Non so neppure dirti se ne abbia uno. Perch? Poi fu colpita da un'improvvisa folgorazione. Non sarai nei guai, Annabel?
Credo proprio di s. Ho una settimana di ritardo. Ho sentito dire che esistono delle iniezioni per provocarti le mestruazioni. So che una delle mie zie una volta le ha fatte.
E perch non vai dal tuo medico, allora?
A casa? Ma ti ha dato di volta il cervello? Sarei disonorata per sempre.
Oh, Annabel... Bill lo sa?
No. E non intendo dirglielo.
Ma magari ti sposerebbe azzard Chris.
Non voglio che nessuno mi sposi per compassione decret Annabel.
Ma lui ti ama!
E voglio che continui ad amarmi ribatt Annabel cupamente.
Guai. Era cos che li chiamavano e non pensavano che a quello! Non era possibile dimostrare con assoluta certezza che avevi gi fatto l'amore, per se restavi incinta s e allora eri segnata a vita.
Senti sugger Chris, se trovassi due medici disposti a giurare che non eri capace di intendere e di volere, forse riusciresti a trovare un vero medico per l'aborto.
E che cosa dovrei fare? Tagliarmi i polsi e bere la varechina?
Oh, no, Annabel! Non lo faresti, vero?
Intendevo dire che avrei finto precis Annabel. Potrei mettere in scena un magnifico finto suicidio.
Restarono a lungo a fissarsi in silenzio in preda alla disperazione.
Una settimana non  poi cos tanto osserv infine Chris.
No, per te no davvero.
Perch non cerchi un ginecologo sulla guida del telefono? sugger Chris. Ti accompagno io. Ci comperiamo una finta fede ai grandi magazzini. Cos potresti farti l'analisi delle urine e magari scopriresti che non sei affatto incinta.
E come si fa a sapere che  un ginecologo? Dovresti chiedere in giro.
E a chi?
Certamente non a queste piccole ipocrite del pensionato decise Annabel. Ne parler a Max. Max sa tutto. E poi potrebbe anche prestarmi il denaro, nel caso mi servisse. Max ha un sacco di soldi.
Davvero vuoi parlarne a Max?
E perch no? Certamente non si scandalizza, lui!
Non so disse Chris tristemente. Avevo sempre sperato che... immagino che sia sciocco da parte mia, ma avevo sperato che prima o poi tu e Max vi innamoraste e vi sposaste. Per se adesso gli parli di questo...
Annabel gliene parl. Chiese a Max di portarla in campagna, lontano da orecchie indiscrete, e gli raccont tutto.
Credo di essere incinta.
Max raccolse un ramoscello e lo ruppe meticolosamente in tanti piccoli pezzi ordinati. Poi, con i pezzi ordinati, fece un piccolo mucchietto ordinato. Infine la guard.
Sposami le disse.
Annabel era sbalordita. Vorresti sposarmi?
Lui era assolutamente serio, con i raggi del sole che danzavano nei suoi occhi dorati, da fauno. Insieme staremo meglio di un sacco di coppie di mia conoscenza spieg. Noi due ci vogliamo bene sul serio. E se non funzionasse potremmo sempre andarcene ognuno per la sua strada e restare buoni amici.
Divorziare, intendi?
No. Voglio dire che potremmo... Voglio dire che potresti avere un amante, oppure che io potrei incontrare qualcuno...
Ma questo non  un matrimonio, Max! Non ho nessuna intenzione di rovinarti la vita con i miei guai.  stato davvero caro da parte tua offrirmelo, ma proprio non posso accettare!
 Bill, vero? Tu lo ami.
S, lo amo confess Annabel. Ma voglio bene anche a te e non permetter a nessuno di sposarmi per salvarmi.
E allora che cosa posso fare?
Potresti prestarmi un po' di soldi e chiedere a qualcuno di quegli uomini, dei quali non fai che vantarti per come sono sofisticati e tutto quanto, se conoscono un bravo medico abortista a Puerto Rico che non mi faccia a pezzi sul tavolo operatorio. Te ne sarei grata per il resto dei miei giorni, Max. Non voglio altro. Grazie, comunque.
E va bene disse Max, pronto. Ti prester tutto il denaro che ti occorre. Hai intenzione di parlarne a Bill?
Certo che no.
Max sembr turbato. Non gliene parlerai, per, quando tutto sar finito, lo sposerai, vero?
Non saprei. Chi ti dice, poi, che abbia voglia di sposarmi?
Per tu lo faresti.
E va bene. Lo farei.
E che razza di matrimonio credi che sarebbe quello? esplose Max. Perlomeno tu e io saremmo onesti.
Non so se ho voglia di essere onesta fino a quel punto ribatt Annabel. Ci vuole anche un po' di romanticismo, non credi?
Vorrei che fossi pi forte, Annabel.
E io non lo sopporterei, Max. E neppure tu. Lo abbracci con forza e lui le ricambi l'abbraccio. Sai che cosa ho intenzione di fare non appena questa storia sar finita?
Che cosa?
Mi procurer un diaframma annunci Annabel. Mai fidarsi degli uomini!
Durante i due giorni che seguirono, mentre aspettava che le arrivassero le mestruazioni o che Max si decidesse a procurarle ci di cui aveva bisogno, Annabel riflett molto sulla sua vita. Bill era bello e gentile, parlava lentamente e con saggezza e le ricordava un po' Jimmy Stewart. Era originario dell'Indiana e, dal momento che era stata capace di adattarsi a Cambridge, Annabel era convinta di potersi adattare a un luogo cos diverso da quello nel quale era vissuta. Bill voleva diventare penalista. Un giorno, quando sarebbero stati entrambi molto pi vecchi, forse sarebbe diventato persino giudice e lei sarebbe stata una buona moglie per lui: gli avrebbe tenuto la casa sempre allegra e piena di vita e gli avrebbe impedito di prendersela troppo per il lavoro, trascurando la salute. Era arrivato il momento anche per lei di sistemarsi. Bill Wood ti dava la sensazione di essere capace di fare cose importanti per il solo fatto di essere stata scelta da lui. Annabel decise che se fosse riuscita a indurlo a chiederle la mano, avrebbe accettato.
Quella sera Annabel usc con Bill e, finito di fare l'amore in camera di lui, guard gi e scorse una macchiolina di sangue sul lenzuolo. Scoppi a ridere quasi istericamente per il sollievo e Bill, pensando che fosse imbarazzata, non sapeva pi che cosa dirle per rassicurarla che andava tutto bene. Si precipit in bagno e scopr che Dio aveva deciso di premiarla per la sua decisione di mettere la testa a partito. Il proponimento di sposare Bill era benedetto. Quello era un segno del cielo: tutto sarebbe andato magnificamente.
Quella primavera Annabel e Bill si fidanzarono ufficialmente. Lui le regal come anello di fidanzamento un piccolo brillante tondo con una montatura antica di oro giallo. Annabel cominci a gesticolare molto pi del necessario nel parlare e spesso assumeva una posa pensosa, tenendosi il mento con la mano, in modo da mettere in risalto l'anello. L'atteggiamento delle ragazze del pensionato non era certo diventato pi indulgente anche se lei era rispettabile. Al contrario, se possibile la detestavano ancora di pi e lei lo sapeva. Quelle che ancora non erano fidanzate pensavano: perch lei che  la puttana di Harvard e non io? Era una sfida a tutto ci che era stato loro insegnato. Ogni volta che faceva scintillare il suo piccolo brillante sotto il loro naso, Annabel rideva dentro di s.
Bill non pot che essere d'accordo quando lei cominci a usare il diaframma che si era procurata. Convennero che non appena si fosse sistemato con lo studio legale, avrebbero avuto non meno di due e non pi di quattro figli. Bill andava matto per i bambini e gli animali. Voleva avere una casa con tanto terreno intorno dove Annabel e pi avanti i bambini potessero cavalcare liberamente. Naturalmente avrebbe dovuto fare una grande carriera per potersi permettere tutto quello. Aveva pensato che sarebbe stato un buon penalista perch c'era un po' dell'attore in lui. Non ignorava di assomigliare a Jimmy Stewart. Annabel era assolutamente sicura che avrebbe avuto un successo strepitoso, che avrebbe fatto quattrini a palate e non faceva che ripeterglielo.
Volle presentare Bill a Max e tutti e tre andarono a bere e si divertirono un mondo. Annabel mise in chiaro che Max era il suo migliore amico e non un ex corteggiatore. Non voleva dare spazio a nessuna gelosia. Quanto a Max, non fu mai geloso di Bill, solo felice della felicit di Annabel.
Da quando aveva qualcuno da amare e da coccolare tutta la tenerezza di Annabel era sbocciata come un fiore. Era felice come non lo era mai stata prima. Scrisse ai genitori di Bill una letterina affettuosa spiegando che non vedeva l'ora di fare la loro conoscenza e che era felice di diventare parte della loro famiglia. Disse che non dubitava che li avrebbe amati perch due persone che avevano allevato un figlio meraviglioso come Bill non potevano che essere a loro volta meravigliose. Dopo averla spedita ebbe il dubbio di essere stata un po' troppo sentimentale e invadente. Ma quando la madre di Bill rispose ringraziandola per la lettera e dicendo che anche loro erano ansiosi di conoscerla, Annabel tir un sospiro di sollievo. Ebbe l'impressione che la lettera della madre di Bill fosse un po' troppo formale, ma forse nel Midwest erano diversi che al Sud.
Anche i genitori di Annabel erano al settimo cielo, per quanto rattristati per il fatto che Annabel non sposasse un uomo di Atlanta e restasse con loro. Ma capivano. Dopo la laurea Bill sarebbe stato ospite a casa sua e ci sarebbero stati festeggiamenti in grande. Anche lui avrebbe preso la specializzazione a giugno e avevano progettato di sposarsi a settembre e di fare la luna di miele in qualche luogo romantico come Venezia.
Naturalmente il viaggio in Europa non poteva non includere Parigi perch dopo la laurea Max sarebbe andato a viverci per un anno. Cos avrebbe potuto portarli in giro per visitare tutti i posti pi divertenti. Per settembre Max sarebbe stato un vero parigino: loro due, invece, soltanto dei turisti!
Dopo il fidanzamento la vita con Bill riprese il solito ritmo. Lui aveva talmente da studiare! Con una punta di rimpianto Annabel pens che sarebbe stato sempre cos preso e che, pur amando un uomo alla follia, nessuna donna lo avrebbe avuto per s quanto avrebbe voluto, a meno di non sposare un playboy. Ma chi poteva desiderare di sposare un playboy? Lei voleva un uomo da rispettare e da ammirare, un uomo di cui potesse andare fiera. Bill era pieno di ambizioni, ma era anche dolce e affettuoso. Decise che probabilmente era un uomo perfetto.

14.

Nell'ultimo anno Daphne cominci a prendere delle decisioni che soltanto un anno o due prima avrebbe ritenuto impensabili. Ricominci a fare coppia fissa con Richard, nonostante fosse ancora sposato. Si era resa conto di amarlo troppo per usare degli espedienti, oppure per fingere anche solo con se stessa di essere in grado di sostituirlo. Non sapeva quello che sarebbe accaduto dopo la laurea, l'unica cosa che sapeva con certezza era che sarebbe stata sottoposta a forti pressioni familiari e sociali perch si liberasse al pi presto di lui. Era la sua ultima occasione e voleva approfittarne per stare con Richard pi che poteva.
Alcune delle ragazze avevano cominciato ad andare a letto con i loro fidanzati. Non ne parlavano, ma si capiva al volo, sebbene fra loro ci fossero alcune che non lo avrebbero creduto neppure se lo avessero sentito dalle dirette interessate. E poi c'era la scatenata Annabel che non si sa come era riuscita a fidanzarsi con Bill Wood che era un ottimo partito e niente affatto stupido.
Molte cose, quell'anno, stavano facendo vacillare il loro mondo. Ormai da parecchi mesi Daphne rifletteva seriamente sull'opportunit di andare fino in fondo con Richard. Lo desiderava disperatamente e la notte aveva incubi angosciosi sulla Cameriera che la facevano svegliare in un bagno di sudore. Dal momento che Richard era imprigionato in quell'assurda trappola Daphne voleva almeno goderselo il pi possibile. Sapeva che lui l'amava sul serio e non avrebbe smesso di rispettarla. Quando disse a Richard di essersi decisa lui ne fu molto commosso. Fece in modo che la prima volta non fosse n spaventosa, n sgradevole. Era un amante estremamente abile e a Daphne perdere la verginit piacque molto di pi di quanto si sarebbe mai aspettata. Dopo quel giorno stettero ancora meglio insieme. Daphne si rese conto di avere preso la decisione giusta: finalmente erano una persona sola.
Facevano l'amore in camera di Richard ogni volta che ne avevano l'occasione. Non sembravano mai sazi l'uno dell'altra e Daphne si rese conto che non sarebbe mai riuscita a lasciarlo, neppure se Hope avesse rifiutato il divorzio per anni e anni. Ma pi si avvicinava la fine dell'anno, pi Richard cominci a comportarsi in modo strano. Divent ansioso e geloso come se temesse che lei lo lasciasse da un momento all'altro. Daphne si rese conto che era lui che temeva di essere piantato. Capiva che, dopo la laurea, quando fossero entrambi rientrati in famiglia, lui sarebbe ridiventato il cattivo della situazione.
Una sera, dopo avere fatto l'amore, Daphne vide che Richard aveva le lacrime agli occhi. Non riusciva a crederci. Gli uomini non piangevano mai davanti agli altri. Lo strinse fra le braccia e lo baci sulle guance, sulle palpebre, sentendo in bocca il sapore salato delle sue lacrime.
Che cosa c', tesoro, che cosa c'? bisbigli. Dimmelo, te ne prego.
Non posso darti nulla rispose lui. Nulla di ci che desideri: il matrimonio, una casa, dei figli e so che tu vuoi queste cose. Ho tanta paura di perderti!
Un giorno le avremo, non temere! lo rassicur lei.
Sai bene quanto desideri sposarti, Daphne.
Lo so.
Le tue amiche si sposeranno tutte e tu comincerai a odiarmi.
Daphne sorrise. No, semmai odier loro. Su, su, sto scherzando. Sorridi, adesso. Io rester sempre con te.
 diverso, qui disse Richard con aria infelice.
Lo so rispose Daphne, e ho pensato a tutto. Aveva riflettuto anche su quello e ormai aveva la certezza di avere fatto la scelta giusta, sebbene implicasse un passo eccezionale. Ti prenderai un appartamento al Greenwich Village e io verr a stare con te.
Lui balz a sedere sul letto. Saresti disposta a vivere con me?
S rispose lei calma. Mi cercher un lavoro in una galleria d'arte e avremo una vita perfettamente normale. La gente al Greenwich Village pu fare quello che le pare.
Lui la strinse talmente che quasi le manc il fiato. Rideva di felicit e di sollievo. Oh, Daphne! Sei meravigliosa!
Ehi, mi fai male, Richard!
Lui allent la sua stretta. Scusami. Non far mai qualcosa che possa ferirti, lo sai, vero?
S.
Sei perfetta. E avremo una vita perfetta. Vedrai!
Lei sorrise radiosa mentre lui riprendeva a baciarla, ma una preoccupazione oscura continuava a tormentarla. Non gli aveva mai rivelato di essere epilettica e non intendeva farlo fino al giorno in cui sarebbero stati regolarmente sposati. Sarebbe stato difficile tenere il segreto vivendo sotto lo stesso tetto, ma forse non avrebbe pi avuto crisi. Doveva crederci con tutte le sue forze se voleva avere una vita normale, come quella di tutti gli altri. Per Richard era cos importante che lei fosse la sua Ragazza d'Oro. E lei lo sarebbe stata.
Lui temeva di perderla, ma anche lei era terrorizzata all'idea di perdere lui.

15.

La cerimonia della laurea a Radcliffe avvenne in una calda giornata di giugno. Centinaia di anziani in tocco e toga e relativi genitori gremivano il vasto teatro Sanders nel Memorial Hall, subito fuori Harvard Yard. Cantava il coro a quattro voci. Fu commovente e banale come tutte le cerimonie di laurea; eppure persino i laureandi pi cinici scoprirono di essere emozionati. Il diploma di laurea che veniva loro conferito quel giorno era davvero il coronamento di un duro lavoro, della costanza e dell'intelligenza al punto di farli sentire fieri, elettrizzati e speciali. La laurea era come la parola FINE in fondo a un libro, una parola che tuttavia era anche un'esortazione ad andare avanti e a farsi onore. Anche se poche ore dopo si sarebbero ritrovati immersi nella vita reale, almeno avevano ancora da godersi quell'istante di sogno.
Per Emily Applebaum, la prima ragazza della famiglia a essere andata all'universit, la laurea fu un tesoro. Aveva gi pensato di farla incorniciare e di tenerla bene esposta in casa, ovunque fosse andata. Sarebbe stato il suo pi bel ricordo. I suoi genitori erano in sala. Quando sent chiamare il suo nome sal sul palco, il volto sereno, il capo eretto, come Eleonora Duse, e prese il diploma con un grazie appena sussurrato. Era andata a Radcliffe per conquistarsi due premi: uno lo teneva fra le mani, l'altro lo aveva al dito.
Finalmente portava l'anello di fidanzamento di Ken, che tuttavia non aveva rinunciato al suo viaggio in Europa. Avrebbe dovuto fingere di essere coraggiosa, ma era piena di paura. L'estate era lunga e lui si sarebbe trovato un'altra. In fondo era solo un anello, avrebbe potuto chiederglielo indietro! Cose come quelle succedevano in continuazione. Rivide se stessa e Ken camminare sul tappeto di foglie autunnali, ridendo spensierati e seguendo il flusso di studenti che si recavano alla partita di rugby. In quel momento non avevano altro per la testa che l'idea di divertirsi. Improvvisamente era finita: ormai era laureata, era adulta. Si sarebbe dovuta sentire piena di speranza, invece era come paralizzata, costretta dall'egoismo altrui ad attendere in una specie di torpore che la sua vita riprendesse a scorrere.
Annabel Jones fiss il mare di piccoli volti pallidi e sospir di sollievo all'idea di lasciare quel posto. Un vero sollievo non vedersi pi attorno quelle smorfiose signorine-non-mi-toccare del pensionato. Si augurava che finissero tutte frigide con dei matrimoni impossibili. Controll che la nappa del tocco cadesse nel modo giusto. Come voleva la consuetudine, solo dopo aver ritirato il diploma avrebbe spostato la nappa dall'altra parte per indicare che era laureata. Osserv le ragazze davanti a lei passare dal rettore per prendere il diploma e non le sfugg che alcune di loro avevano dimenticato di spostare la nappa. Ma come, quelle ragazze perfette dimenticavano una piccola, decisiva formalit come quella? Le venne voglia di ridere.
La cosa che pi la sorprendeva era che provava una fitta di nostalgia e di rimpianto per il fatto che l'universit fosse finita. Adorava le lezioni, per quanto non si fosse mai applicata troppo per ottenere dei voti alti. Ricord la luce del sole che si rifletteva nei vetri di Harvard Yard e le ombre azzurre sulla neve. Cambridge era cos graziosa con quelle vecchie casette tipiche, le stradine lastricate di pietre irregolari, le foglie fiammeggianti in autunno e la fragranza dei giardinetti degli abitanti del posto in primavera. Forse aveva un ricordo cos vivido di quelle cose perch camminava quasi sempre da sola. Ma era finita! Ormai aveva Bill.
Prese il diploma, mormor un ringraziamento, lanci la nappa dall'altra parte. Al diavolo tutti quanti, pens gaiamente. Sono libera.
Daphne Leeds ud chiaramente il suo nome e dignitosamente and a ritirare il suo diploma. Nel momento in cui lo sfior fu quasi come se avesse ricevuto una scossa elettrica. Sapeva che in fondo era solo un pezzo di carta, ma non per lei. Quella laurea dimostrava che aveva vinto. Ricord quell'orribile giorno in cui aveva avuto una crisi nella mensa del pensionato e la sua determinazione di lasciare l'universit se qualcuno avesse scoperto il suo segreto. Ma non era stato cos e lei era rimasta. E in quel momento celebrava il suo trionfo.
La regola principale nella vita era che se volevi o non potevi fare a meno di essere diverso bisognava non farlo sapere a nessuno. L'Undicesimo Comandamento diceva: Non ti farai scoprire. Lei c'era riuscita. Era sopravvissuta a Radcliffe, aveva trovato l'amore di un uomo meraviglioso e avrebbe stretto il mondo in pugno. Non vedeva l'ora di uscire e di goderselo.
Christine Spark faceva parte dello sparuto gruppetto di ragazze che si erano laureate summa cum laude. Avrebbe voluto sentirsi pi felice. I suoi genitori erano arrivati per assistere alla cerimonia di laurea e per il momento sua madre era riuscita a mantenersi sobria.
Per la prima volta in tanti anni suo padre aveva promesso di farsi carico di qualcosa e le aveva garantito che si sarebbe preoccupato che sua madre non toccasse un goccio di alcol per tutta la giornata. Un avvenimento davvero eccezionale: promettere di mantenere sua madre sobria per lui significava innanzitutto ammettere che beveva. Ma, al di l delle sue ansie per il comportamento della madre, Chris aveva ben altre preoccupazioni. L'universit era finita per sempre e Alexander non aveva detto una sola parola riguardo al futuro.
Chris dava per scontato che avrebbero continuato a vedersi a New York. Si sarebbe trovata un lavoro. Si rendeva conto che per un po' lui non avrebbe nuotato nell'oro, non tanto da prendere impegni, sebbene lei non avesse mai dato peso al fatto che non aveva denaro. Se lui le avesse chiesto di andare a vivere con lui non ci avrebbe pensato due volte a fare i bagagli e se lui le avesse chiesto di sposarlo sarebbe morta di felicit. Sognava a occhi aperti che un giorno lui avrebbe detto, con l'aria pi naturale del mondo: Andiamo a fare le pubblicazioni in comune, proprio come l'aveva invitata a salire in camera sua quella prima volta. Alexander non dava troppa importanza alle cose per le quali gli altri si agitavano tanto. Ma per quelle che contavano, per i sentimenti, ne aveva pi di chiunque altro. Cerc di ripercorrere con la mente gli anni dell'universit per fermare un momento importante da serbare come ricordo di quel giorno di diploma. Ma tutto ci che vide fu Alexander.
Era finita. Ormai si trovavano tutti sul prato, orgogliosi laureandi, con le rispettive famiglie. Annabel abbracci Chris. Aveva le lacrime agli occhi. Saremo sempre amiche, Chris. Non ci perderemo di vista, vedrai!
Certo che no disse Chris. Verrai qualche volta a New York?
Certamente. E tu a fare visita a me e Bill.
Sembra cos lontano mormor Chris. Si sentiva triste.

16.

Annabel stava andando all'aeroporto di Atlanta per accogliere Bill. Guidava il regalo di laurea dei suoi genitori: la nuova Thunderbird decappottabile due posti. Era bianca. Con la radio accesa e il tettuccio abbassato, Annabel cantava. Era una splendida giornata di giugno con qualche nuvoletta candida sparsa nel cielo azzurro cobalto. Dalla loro cabina due giovani camionisti fischiarono e suonarono il clacson nel superarla: Annabel rise. Si sentiva splendidamente. Quella sera avrebbero avuto una cenetta tranquilla a casa sua, soltanto Bill e i suoi genitori, in modo da non frastornarlo con la presenza di estranei. Il giorno seguente lo avrebbe portato a visitare la sua bella citt. Quindi la sera i suoi genitori avevano organizzato un cocktail gigantesco a casa loro per annunciare il fidanzamento, seguito da una cena al country club per dodici tra i migliori amici e parenti.
Lasci la macchina al parcheggio dell'aeroporto ed entr nel terminal. L'aereo di Bill era in orario. Lo attese al cancello e lo salut con un abbraccio e un grosso bacio. Vide subito che era imbarazzato, sebbene tutti baciassero i passeggeri in arrivo e pens che c'erano ancora tante cose di lui che non conosceva. L'universit era cos irreale. Dopo il matrimonio avrebbe imparato a conoscere in anticipo tutti i suoi stati d'animo. Si augurava che non si rivelasse troppo lunatico... Ma no, era solo stanco e nervoso all'idea di incontrare i suoi per la prima volta.
Andiamo a ritirare le tue valigie disse prendendolo per mano e guidandolo verso il deposito bagagli.
Non ne ho rispose lui senza guardarla.
Come sarebbe a dire che non ne hai?
Dov' il bar?
Lei lo guard sconcertata e lo guid verso il bar. Proprio un caso clinico di ansia prematrimoniale! Un drink alle undici del mattino? Presero posto a un tavolino nella sala in penombra.
Un Martini ordin Bill alla cameriera.
Per me una Coca disse Annabel.
Sar meglio che prenda un Martini anche tu.
Devo guidare.
Due Martini ordin Bill senza darle retta.
Annabel cominci a sentire la paura strisciarle sotto la pelle come qualcosa di vivo e di tangibile. Che cosa ti prende, Bill?
Non ho portato nessun bagaglio con me perch non posso restare cominci lui.
Annabel cerc di accendersi una sigaretta, ma la mano le trem. Lui le porse l'accendino e Annabel vide che anche la sua mano tremava.
E perch no? chiese cercando di non sembrare troppo isterica.
La cameriera port i Martini e Bill mand gi met del suo in un sorso. Annabel lo fiss attonita, poi mand gi un goccio del suo. Odiava il Martini, sapeva di medicina.
Sono venuto perch volevo dirtelo di persona prosegu. Mi sento come un verme. Davvero. Lanci un'occhiata all'orologio. Torno a casa con il volo di mezzogiorno.
Per dirmi cosa, di persona? Sent che la voce le usciva in un flebile squittio.
Bill scosse la testa. Non voglio sposarti, Annabel. Non ce la faccio.
E perch no?
Io... il fatto  che non ti amo. Credevo di amarti, ma non  cos.
Bene disse lei. La sua voce non somigliava pi al pigolio sommesso di poco prima, ma era tornata del tutto normale. Sent il muro che si ergeva di nuovo, quel muro che aveva innalzato tanto tempo prima per proteggersi da tutta la gente che voleva ferirla. E quando lo hai scoperto, Bill?
Non lo so. Sembrava disorientato. Termin il suo Martini e fece cenno alla cameriera di portargliene un altro.
Bevi le ordin.
Non ne ho bisogno. Vorrei sapere piuttosto quando ti sei accorto di non amarmi pi gli chiese decisa.
Non lo so ripet lui con aria affranta. La cameriera port il Martini e lui ne bevve un sorso.
Vorrei anche sapere perch lo incalz Annabel.
Non lo so.
Eppure un'idea devi averla. La gente non smette di amare senza una ragione. Io ti amo ancora.
Ti passer borbott lui.
Lei lo fiss con un'occhiata gelida: Bill non riusc a sostenere il suo sguardo e torn a fissare l'orologio.
Mi dispiace riusc infine a dire.
Annabel si chiese quante volte aveva sentito quella stessa frase: Mi dispiace, non ti amo pi. Le aveva detto di volerle bene solo per convincerla ad andare a letto con lui? Ma in tal caso perch chiederle di sposarlo? Pensava forse di doverglielo? Una parte di lei voleva fuggire lontano da lui e da quella terribile umiliazione, un'altra, invece, voleva restare finch non avesse scoperto che cosa gli passava per la testa, come se avesse potuto trovarvi la risposta a tutti i misteri che l'avevano resa infelice. Si rendeva conto che, malgrado la sua calma esteriore e la protezione del muro, dentro di lei c'era un'orribile cosa tremolante che poteva esplodere da un momento all'altro e farla a brandelli. Doveva assolutamente trovare un rimedio per calmarsi oppure andarsene subito di l. Se non altro Bill non era proprio vigliacco fino in fondo se era arrivato fin l per dirglielo anzich limitarsi a telefonarle o, peggio ancora, a scriverle. Doveva amarla almeno un po' per affrontare tutto quello. Si chiese se avesse sentito qualche pettegolezzo su di lei. S, doveva essere cos... Bill era tremendamente consapevole di come dovesse agire un uomo per fare carriera. Ma non poteva certo chiedergli che cosa avesse saputo e da chi. Piuttosto sarebbe morta. E poi, se dava tanto peso a ci che la gente diceva di lei, era lei a non volerlo.
Ci nonostante si rendeva perfettamente conto di desiderarlo. Doveva andarsene di l, senza perdere un solo istante, se non voleva mettersi a piangere e a implorarlo di darle un'altra occasione. Che andasse pure a farsi fottere.
Sorrise e si alz. Sfil dal dito l'anello di fidanzamento del quale andava tanto fiera e con gesto studiato lo fece cadere nella coppa di Bill.
Addio, Bill disse in tono cordiale. Buona fortuna!
Volt le spalle e usc dal bar. Mentre svoltava l'angolo colse un'ultima fugace immagine del suo ex fidanzato. Sedeva dove lo aveva lasciato, con un'espressione attonita dipinta sul viso.
Non seppe come fosse arrivata fino a casa finch non ebbe parcheggiato la nuova Thunderbird nel garage di famiglia. Aveva guidato come in trance. Una vera fortuna che non si fosse ammazzata. Oppure peccato che non ci fosse riuscita. Desider di essere morta.
Ormai non le restava pi nulla. Nessun futuro, nessuna vita, nulla a cui attaccarsi. Era sola.
Entr in casa. Sua madre stava sistemando dei fiori in soggiorno. Dov' Bill?
Abbiamo deciso di troncare annunci Annabel.
Sua madre sembr scandalizzata. Troncare, ma perch?
Sempre meglio prima che quando  troppo tardi, non ti pare? osserv Annabel. Mi dispiace, mamma aggiunse poi.
Certo, certo. Senza dubbio sai quello che fai, Annabel... Ma il tono con cui aveva parlato rivelava chiaramente che la credeva pazza.
Annabel sal di sopra, si chiuse a chiave in bagno, apr i rubinetti della vasca e del lavandino perch nessuno potesse sentirla e finalmente scoppi a piangere. Picchi con i pugni contro le piastrelle e singhiozz finch non si sent le mani e la gola scoppiare per il dolore. Bill non mi ama. Nessuno mi amer mai. Sono condannata!
Quando ebbe pianto tutte le sue lacrime si lav la faccia e chiuse i rubinetti. Rimpianse che Max non fosse l per confortarla e rasserenarla come aveva sempre fatto. Poi pens all'espressione ebete sul viso di Bill e si sent un po' meglio. Sorrise.
Qualunque cosa sia, si disse, non si pu certo dire che mi manchi classe.

17.

Il Libert, il grande bastimento bianco, dondolava pigramente all'attracco simile a un sogno di lusso e di avventura: proprio ci che rappresentava per coloro che si accingevano a salpare per la Francia. Emily aveva accompagnato Ken. I suoi genitori gli avevano spedito un grosso cesto di frutta fresca che troneggiava sul tavolino al centro della cabina. I genitori di lui, invece, avevano mandato dei fiori che erano stati disposti sul cassettone. Il suo set di valige nuove di zecca era ordinatamente allineato lungo una parete. La cabina era festosa ed Emily si sent ancora pi infelice ed emarginata. Ken era cos bello, con il viso acceso per l'eccitazione della partenza. Emily non resistette e scoppi in lacrime.
Non piangere le disse lui. Vieni, ti faccio vedere il resto della nave.
Oh, vorrei tanto partire con te singhiozz lei.
Ti prego, Emily, non piangere. Cos mi farai stare male.
Non sembrava pi tanto felice ed Emily cerc di frenarsi, ma era impossibile. In fondo aveva diritto di piangere. Lui stava partendo, abbandonandola e rovinandole la vita. Singhiozz nel fazzoletto orlato di pizzo.
Andiamocene al bar propose Ken. La prese per mano e la guid per lo stretto corridoio. Le porte delle altre cabine erano tutte spalancate e dentro Emily vide gente allegra che festeggiava bevendo champagne. Si udivano risate e spezzoni di conversazioni concitate. Emily segu Ken su per le scale ricoperte da una passatoia.
Non sembra neppure una nave osserv.  come un albergo, un grandissimo e bellissimo albergo.
Infatti lo  rispose Ken. Un albergo di lusso galleggiante.
Le pareti erano coperte di ricchi pannelli, le ringhiere di ottone alle quali sostenersi in caso di mare grosso scintillavano e il pavimento era ricoperto da una soffice moquette. C'erano vetrine illuminate nelle quali erano esposti gli oggetti che sarebbe stato possibile acquistare duty free dopo la partenza della nave: profumi, orologi, macchine fotografiche, liquori, borsette. Ken la guid verso il bar. Era una sala vasta e tonda con una serie di finestre che davano sul molo. Pi tardi la vista del molo sarebbe stata sostituita da quella del mare. C'erano gi degli avventori appoggiati al grosso bancone sistemato al centro della sala e altri seduti sui divanetti imbottiti sotto le finestre. La maggior parte degli ospiti, tuttavia, stava facendo il giro turistico della nave, proprio come Ken e lei.
Vuoi una coppa di champagne? le chiese lui.
No, grazie. Non riusciva a smettere di piangere.
Lui le lanci un'occhiata esasperata. Su, Emily, andiamo a vedere il night-club.
Visitarono il night-club, il cinema, la sala da pranzo, il ponte superiore con le sedie a sdraio ordinatamente allineate attorno alla piscina e un altro ponte sul quale le sedie a sdraio erano sistemate in modo da guardare l'oceano. Tutto era lussuoso e di grande effetto. Quella constatazione indusse Emily a piangere ancora pi forte. Lui non sarebbe tornato mai pi da lei, lo sapeva! Probabilmente avrebbe incontrato un'altra donna, proprio l, su quella nave. Si guard in giro e vide un sacco di ragazze, ma non riusc a stabilire se fossero in partenza o se stessero solo salutando qualcuno. Non aveva importanza: ne bastava una.
Questa nave  talmente grande, credo che il primo giorno non far che perdermi osserv Ken. Stava cercando di consolarla. Ti va di andare a un party? Possiamo intrufolarci, se vuoi. Non se ne accorgerebbe nessuno!
No.
Tornarono gi per le scale, alla cabina di Ken. Strada facendo Emily not un appartamento particolarmente grande, gremito di gente allegra che beveva champagne. Era pieno di fiori e di cesti di frutta. Non si sarebbe mai sognata che sulle navi ci fossero cabine grandi come veri e propri appartamenti. Quella aveva persino un enorme letto matrimoniale, anzich le tradizionali cuccette, un telefono bianco accanto al letto, un morbido tappeto e un divanetto di pelle color crema.
Ehi, infiliamoci l! le bisbigli Ken.
No, voglio stare sola con te. Abbiamo cos poco tempo.
Lui la port nella sua cabina. Emily si rendeva conto di avere un aspetto orribile, con gli occhi gonfi e le guance rigate di mascara. Quella sarebbe stata l'ultima immagine che Ken avrebbe avuto di lei: repellente!
Ti prego, Emily, non essere cos infelice.
Non gli rispose. Che cosa poteva dirgli? Ne avevano discusso per ore e ognuno era convinto di avere perfettamente ragione.
Anche tu mi mancherai, sai le disse Ken. Sembrava triste.
Emily si soffi il naso.
Il suo fazzoletto era talmente inzuppato che era ormai inservibile, cos and a prendere una manciata di kleenex dal bagno. Ripens al podio per l'orchestra nel night-club e si chiese con chi avrebbe ballato quella sera Ken, guancia a guancia... amoreggiato... una cabina tutta per s... niente pi regole scolastiche...
Mi rovinerai tutto il viaggio, Emily, se devo saperti in questo stato. Non voglio renderti infelice. Vorrei godermi soltanto un'ultima, piccola follia che non fa male a nessuno.
Se non fa male a nessuno non  una follia obiett lei. Credo che piuttosto dovresti fare un'ultima, grossa follia. Dovresti cavarti la voglia una volta per tutte.
Che cosa fai stasera? le chiese lui.
Lei lo fiss. Stasera? Ma chi ci pensava? Che cosa credeva che avrebbe fatto?
Senti cominci lui in tono disperato, ti scriver tutti i giorni, vedrai!
Non voglio che tu te ne vada singhiozz lei.
Lui la prese fra le braccia e la strinse a s. Emily si rese conto che stava imbrattando di rossetto e di mascara la sua bella camicia nuova, ma non le importava. Aveva un sacco di camicie in quelle valigie. Lei, invece, non aveva nessun altro uomo dal quale desiderasse essere abbracciata. Ken la stava accarezzando e le baciava i capelli. Ah... disse. Ah... la mia piccola. Non sapevo che saresti stata cos male.
Oh, Ken, non partire! Ti prego, non lasciarmi!
Emily.
La voce di lui risuon triste, pesante e definitiva. La allontan da s per guardarla bene in viso. Quindi prese il fazzoletto dalla tasca, uno dei dodici fazzoletti che lei gli aveva regalato per il suo ultimo compleanno, e le pul delicatamente il viso. Anche i suoi occhi erano colmi di tristezza. Emily li guard e cerc di leggergli nel pensiero, ma non ci riusc. Tutto ci che riusc a scorgere negli occhi di Ken fu il riflesso di se stessa.
Ken la lasci e si diresse verso il telefono. Sono Buchman, cabina C-21. Pu mandare qualcuno a ritirare il mio bagaglio? Non parto pi.
Emily lo fiss sbalordita. Allora lui sorrise e l'abbracci di nuovo. Okay? le disse.
Oh, Ken! Gli gett le braccia al collo e gli copr il viso di baci. Intanto rideva, senza fiato per la gioia.
Ci sposeremo subito decise Ken. E andremo in Europa insieme per la luna di miele. Come volevi tu.
Lasciarono la cabina, mano nella mano, e salirono sul ponte principale, verso la passerella che portava al molo e da l a casa. La sirena della nave ulul. Il ponte era pieno di gente. Visitatori che si apprestavano a lasciare la nave e passeggeri che si accalcavano al parapetto per salutare chi restava. Dalla folla partivano coriandoli, stelle filanti dai vivaci colori e allegri palloncini che salivano dondolando nella tiepida brezza estiva. Trionfante, Emily trascin gi Ken, allacciando le dita a quelle di lui, sentendosi come se tutti quei coriandoli, quelle stelle filanti e quei palloncini fossero esclusivamente per lei. Per lei e Ken, insieme per sempre, da quel momento in poi. Fu l'istante pi felice della sua vita, uno di quelli che restano impressi nella memoria come un momento romantico e storico, un giro di boa.
Fu una di quelle vittorie che negli anni futuri si sarebbe tramutata in rimpianto, tingendosi di una insospettabile, ironica amarezza. Se solo non avessimo...
La mole candida del Libert prese maestosamente il mare, con le fiancate illuminate dagli ultimi raggi del sole morente. Sul ponte i passeggeri gridavano festosi, sventolavano fazzoletti, tiravano coriandoli e bevevano champagne. Appoggiati a fianco a fianco al parapetto Max e Alexander sollevarono una coppa di champagne. Si fissarono negli occhi e fecero tintinnare il cristallo in un brindisi augurale. Entrambi sorridevano felici. Un sorriso che nessuno, neppure Chris, aveva mai visto sul volto di Alexander. In quel momento Max e Alexander erano esattamente ci che desideravano essere, due giovani uomini con tutta la vita davanti.

Parte 2. Gli anni Sessanta: la decadenza.

1.

Erano trascorsi sei anni da quando si erano laureati al college. Il giovane John Kennedy era presidente degli Stati Uniti al posto del vecchio Eisenhower e la gente cominciava a credere che tutto fosse possibile. Tutti andavano pazzi per James Bond, ma le sue avventure sembravano appena pi eccitanti di quanto avveniva nella vita reale: tumulti per i diritti civili nel Sud, una manifestazione di massa a Washington alla fine dell'estate. La generazione del silenzio era scivolata senza scosse nel suo mondo preordinato di stratificazioni sociali e di pannolini, ma alcuni si erano uniti alla nuova generazione e avevano trovato un loro linguaggio e la voce per esprimerlo.
E poi c'erano coloro che non erano n conservatori, n progressisti, ma sonnambuli in un limbo senza colore, come Christine Spark.
Abitava a New York, in un minuscolo appartamento ad affitto bloccato del West Side, ed era correttrice di bozze presso il periodico femminile Ladies' Home Journal. Ma al Radcliffe Quarterly scrisse autodefinendosi redattrice. Suonava pi importante, sebbene fosse la stessa cosa. Si era presa la briga di scrivere appena due volte al Radcliffe Quarterly, una volta molto tempo prima, quando ancora vi aveva trovato notizie di gente che aveva conosciuto, e una seconda volta pi di recente, in occasione del matrimonio di Annabel. Sapeva bene che Annabel non si sarebbe mai degnata di scrivere a quella gente per comunicare la notizia, ma sapeva anche che le avrebbe fatto piacere che ci restassero con un palmo di naso apprendendo che si era sposata.
Ho avuto il piacere di essere fra gli invitati al matrimonio di Annabel Jones con Russell Buchanan, che ha costituito uno degli avvenimenti dell'anno ad Atlanta dove Rusty  avvocato. La cerimonia  stata stupenda, gli oltre trecento invitati hanno ballato e festeggiato fino a tardi nel country club e tutti si sono divertiti un mondo.
Il Radcliffe Quarterly dava sempre un sacco di spazio ai matrimoni e alle nascite.
A eccezione di Annabel, che si recava due volte l'anno a New York, Chris non era rimasta in contatto con nessuna delle compagne di Radcliffe. La loro amicizia, se mai era esistita, si era basata esclusivamente sulla vicinanza fisica. Dalla lettura del Radcliffe Quarterly si era resa conto che molte delle ragazze che vivevano a Cambridge si vedevano ancora, eppure lei non si trovava mai con Daphne che viveva a New York, lavorava in una galleria d'arte e apparentemente non era ancora sposata. Emily era tornata a Cambridge per proseguire per la specializzazione, aveva sposato Ken e dopo qualche tempo era scomparsa insieme con il marito dalle pagine del Radcliffe Quarterly e dalla memoria di Chris.
Ma chi era rimasto indelebilmente impresso nella sua mente era Alexander. Ogni giorno Chris andava al lavoro e sedeva nel minuscolo ufficio a controllare e correggere errori e punteggiatura, precisa e infallibile. Era una vera esperta nello scoprire gli errori di tutti, tranne i suoi. Non riusciva ad accettare che Alexander si fosse comportato in modo tanto crudele. La parte razionale di lei si ostinava a dirle che lui l'aveva considerata semplicemente un'avventura scolastica, ma il cuore continuava a dolerle e a cercare disperatamente i perch.
Quando aveva saputo che se ne era andato a Parigi con Max era rimasta sconvolta, ma aveva tentato di rassicurarsi dicendosi che era solo un'altra delle folli vacanze estive di Alexander. Forse non gliene aveva parlato perch temeva che lei facesse storie. Avrebbe dovuto conoscerla meglio. Accettava sempre ogni decisione di lui. Ma quando Alexander non torn, lei rest a corto di scuse. Alla fine dell'anno Max rientr a New York come aveva progettato portando con s la commedia di un giovane scrittore, che, dopo tre mesi di programmazione, pass nei circuiti ufficiali di Broadway e di botto Max divent il ragazzo prodigio del teatro.
Chris gli telefon e si trovarono a colazione. La port da Sardi's dove andava tutta la gente del bel mondo teatrale. Su una delle pareti c'era una caricatura di Max, insieme con quelle di stelle famose e di illustri personaggi del teatro. Nella caricatura Max era il ritratto sputato di un fauno. Nella vita reale non era molto diverso da quello che era stato al college, solo i capelli erano appena pi lunghi.
Che cosa ne  stato di Alexander? gli chiese Chris non appena furono seduti al tavolo.
La solita vecchia Chris sorrise Max. Credevo che volessi vedere me.
Ed  vero. Aveva voglia di piangere. Perch mi ha lasciato?
Dimenticalo esclam Max non bruscamente, ma neppure con dolcezza. Spieg il suo tovagliolo e vedendo che Chris restava immobile e lo fissava, come se con la pura forza di volont potesse tirargli fuori la verit, si protese verso di lei, apr il suo tovagliolo e delicatamente glielo sistem in grembo. Ti va un aperitivo?
Lei scosse il capo. Lui ordin un bicchiere di vino bianco per s e una Coca per lei. Fumava le Gauloises che avevano un odore terribile. Accese la sigaretta di Chris e torn a sorriderle. Sono felice di vederti, Chris. Hai un aspetto magnifico.
Non ho affatto un aspetto magnifico. Sembro una pazza e mi sento come se lo fossi. Pensi che vivr a Parigi per sempre?
Cos sostiene rispose Max. Si strinse nelle spalle. Sai com' fatto Alexander.
Almeno lo credevo.  sposato?
No.
Tir un sospiro di sollievo. Ha una ragazza? Vive con qualcuno?
Dimenticalo, Chris.
Parla mai di me?
 finita, Chris.
Non ho mai creduto di potere essere meschina, almeno fino a oggi, Max.
Oh, signore! esclam Max. Scoppi a ridere, ma gli occhi restarono tristi. Oh, Chris, pazza che sei! Hai tutta la vita davanti a te. Sei un tesoro, lo sai o no? Qualunque uomo sarebbe fortunato ad averti. Dimentica Alexander. Ti prego.
Ti sto annoiando constat Chris.
Annoiarmi? Signore, Chris, tu non annoi mai nessuno. Sono convinto che la vita ti abbia riservato il trattamento pi ingiusto che si possa immaginare!
Okay tagli corto lei. Ordiniamo. Si costrinse a essere allegra e Max le raccont episodi divertenti su Parigi e sul mondo del teatro di New York. Sembrava che andasse a un'infinit di party e che conoscesse tutte le persone che contavano, per quanto Chris non avesse mai sentito nominare la maggior parte di quelli che lui citava. Si divertiva un mondo, era gentile, spiritoso e dopo un po' Chris cominci a sentirsi meglio. Aveva ragione, il mondo esisteva e sembrava che ci fosse anche gente che se lo godeva.
Mantenne la sua aria coraggiosa per tutta la colazione, poi, al dessert, disse: Ti prego, Max... non volermene. Dimmi soltanto perch Alexander non mi vuole pi.
Max la fiss a lungo prima di rispondere e per la prima volta Chris not che aveva gli occhi d'oro. Che occhi incredibili aveva!
Mia cara Chris si decise infine a dire con un sorrisetto, credi forse di essere l'unica persona a questo mondo che  stata piantata in asso?
Non sono niente, pens lei, non sono nessuno. Il mondo intero  pieno di falliti come me. Si costrinse a cambiare argomento e il pranzo termin con la promessa di Max di invitarla a una cena fredda nel suo nuovo appartamento e di lasciarle al botteghino due biglietti per la sua ultima commedia.
Lasci i biglietti e Chris ci port suo padre. Ma non la invit mai alla cena fredda e non le telefon pi. Chris si convinse di averlo offeso mostrandogli in modo cos palese che l'unica cosa che le interessasse di quella colazione a due era di sapere di Alexander. Dopo avere visto la sua commedia gli scrisse un cortese biglietto di ringraziamento. Rimpianse di non avere modo di farsi perdonare il comportamento scortese nei suoi riguardi, di fargli sapere che era stata davvero felice di rivederlo, che lo stimava. Ma ormai lui era una celebrit e Chris si sentiva un po' intimidita. Aveva tanti amici eleganti e famosi. Che cosa poteva offrirgli lei? Gli unici party ai quali veniva invitata si svolgevano in squallidi appartamentini come il suo ed erano frequentati da segretarie o da giovanotti insicuri che tentavano la scalata al successo. Max li avrebbe trovati detestabili. La sua vita mondana si svolgeva fra gente pi anziana e sofisticata. Di tanto in tanto vedeva la sua foto sui giornali in compagnia di giovani stelline. Al mondo sarebbero sempre esistite ragazze giovani, belle e ricche. Probabilmente era troppo occupato per sentire il bisogno di un'amica e inoltre era evidente che di amici ne aveva gi a bizzeffe.
Gli anni passavano e lei continuava a pensare ad Alexander. Una sera, a un party in un appartamento un po' meno squallido, incontr un brillante pubblicitario sulla quarantina, bello e sposato. Lui la invit a cena dopo il cocktail, perch sua moglie era in periferia a badare a tre marmocchi, e lei accett. Quando la riaccompagn a casa e le chiese di invitarlo a salire Chris acconsent. Cominci a rimanere in citt due sere la settimana, sebbene rientrasse sempre a casa sua a Westchester per dormire. Chris e il suo pubblicitario ebbero un rapporto che era diverso per un solo aspetto dalle relazioni che le sue amiche avevano con altri uomini sposati. La differenza era che Chris non si innamor mai di lui.
Le riempiva un vuoto, scacciava per un po' il dolore della solitudine. Era un amante paziente ed esperto, molto pi di Alexander, e Chris rimpianse di non riuscire a innamorarsi di lui, pur sapendo che sarebbe stato un errore. Ma almeno, quando fosse finita, avrebbe avuto qualcun altro per cui piangere. Pensava che in un certo senso un nuovo dolore attenuasse quello vecchio. Ma quando infine, circa nove mesi pi tardi, lui le disse che era meglio sospendere per un po', perch sua moglie stava diventando sospettosa, Chris fu subito d'accordo con lui e finse di non rendersi conto che era finita. L'unica cosa che rimpianse fu che non fosse durato abbastanza a lungo da conquistarsi fino in fondo la sua fiducia e procurarle finalmente un orgasmo.
Aveva ventisette anni, ormai, ed era sulla buona strada per diventare una vecchia zitella. Era sottopagata, possedeva un guardaroba miserabile e non aveva veri amici, solo delle conoscenze. Annabel, per la quale provava un affetto genuino, era cambiata. Sembrava fragile, come se nascondesse qualcosa. Chris avrebbe desiderato che quelle due volte all'anno in cui si ritrovavano potessero essere pi sincere l'una con l'altra, ma di Annabel sapeva appena che il suo matrimonio non andava affatto bene e che lei ne soffriva. Beveva troppo, fingeva di essere felice e Chris non la esortava a confidarsi perch intuiva che rivelare la verit avrebbe ferito Annabel pi della commedia che recitava per tutti, compresa se stessa. Evitava di proposito di nominare Alexander perch non voleva che Annabel la prendesse per pazza. Ma aveva messo da parte una piccola somma e aveva elaborato un piano.
In autunno sarebbe andata in vacanza a Parigi e avrebbe cercato Alexander. Telefon a Max. Aveva tre successi strepitosi alle spalle ed era diventato un produttore talmente affermato che Chris temette che non l'avrebbe richiamata. Invece lui le ritelefon il giorno seguente. Gli raccont che sarebbe andata in vacanza a Parigi e che non conosceva nessuno, per cui le avrebbe fatto piacere avere l'indirizzo di Alexander. Alexander aveva un appartamento sulla Rive Gauche e un posto in banca ottenuto grazie al padre. Lasci cadere nella conversazione che si stava facendo dare nomi e indirizzi di parecchi amici di amici. Max fu estremamente servizievole e le forn non solo l'indirizzo e il telefono di Alexander, ma anche quello di una lunga lista di amici, compresa una coppia che parlava inglese. Chris gli ricord che parlava correttamente il francese e gli chiese un elenco di alberghi abbordabili sulla Rive Gauche. Quando riappese aveva tutte le informazioni che le occorrevano.
Il 1 novembre, giorno in cui scattavano le tariffe economiche della bassa stagione invernale, Chris acquist un biglietto di andata e ritorno per Parigi. Lasci la data del ritorno aperta.

2.

Annabel Jones era sposata da cinque anni con Russell Buchanan e la loro figlioletta Emma ne aveva tre. Adorava Emma, era tutta la sua vita. La bimba e Sweet William, il gattone nero di quasi dieci chili, erano la sua vera famiglia. Rusty era soltanto il compito, ma ubriacone gentiluomo del Sud che per caso abitava sotto il loro tetto.
L'intuito di Annabel si era sensibilmente affinato dai giorni di Radcliffe e ormai sapeva perch mai fosse accaduto tutto quello e soprattutto aveva capito chiaramente quando le cose erano cambiate. Ma non le era servito molto. Si rendeva conto che il suo errore, in fondo, era stato soltanto il minore di due mali. Quando Bill Wood aveva rotto il fidanzamento Annabel si era improvvisamente trovata di fronte alla necessit di trovarsi un lavoro, ipotesi che non le era mai passata, neanche lontanamente, per la testa. La laurea in letteratura inglese non la qualificava per nessun lavoro in particolare mentre la sua posizione sociale ad Atlanta la rendeva eccessivamente qualificata per la maggior parte dei lavori ai quali avrebbe potuto aspirare. La figlia del dottor Jones a trottare tutto il santo giorno come una qualunque commessa? Per giunta la maggior parte dei lavori disponibili erano noiosi. Sua madre avrebbe voluto che facesse del volontariato con la Junior League. Le avrebbe riempito la giornata tenendola in contatto con le sue vecchie amicizie.
Ma Annabel non aveva nulla da dire alle sue vecchie amicizie. A eccezione di qualche risatina di complicit nelle toilette dei locali alla moda durante le vacanze estive, erano otto anni che non le frequentava pi. Le ragazze che non erano andate all'universit erano tutte felicemente sposate con figli. Quelle che invece ci si erano iscritte erano riuscite tutte a fidanzarsi prima dell'ultimo anno e a non farsi piantare in asso. C'era una sola ragazza che Annabel conosceva dai tempi delle superiori, ma non si erano mai piaciute troppo.
Il suo lavoro volontario consisteva soprattutto nell'organizzare balli di beneficenza. Faceva parte del comitato organizzativo, ma ad Annabel ai balli piaceva andarci, non organizzarli. Una volta la settimana leggeva le favole ai bambini nella biblioteca pubblica. Era l'unica cosa che le piaceva. Leggere ai bambini e cavalcare libera nella solitudine della campagna, cosa che faceva in continuazione come una fuga.
Era uscita con parecchi giovani del luogo. Tutti cercavano l'anima gemella. Annichilita e insensibile dopo il fallimento con Bill, Annabel era convinta che non si sarebbe mai pi sentita attratta da un altro uomo. Permetteva ai suoi cavalieri di darle il bacio della buona notte, poi li respingeva con fermezza e si rifugiava in casa. Tanta freddezza sembrava infiammarli ancora di pi. Prima di Natale ricevette due proposte di matrimonio. Le respinse. Non avrebbe mai sposato un uomo senza amarlo.
Rusty Buchanan era ricco, molto ricco, da generazioni. Era avvocato anche lui, ma la sua somiglianza con Bill si fermava l. Bill desiderava fare carriera; Rusty, al contrario, sembrava non prendere nulla sul serio. Adorava ballare, giocare a golf, bere, tirare al piattello e ridere. Biondo, alto un metro e ottantacinque, corporatura atletica, era uno di quei soggetti che possono bere come delle spugne senza avere mai un grammo di peso superfluo o le borse sotto gli occhi. Un giorno il cuore, il fegato o il cervello lo avrebbero piantato in asso, la bellezza mai. Dopo cinque anni di matrimonio Annabel era ormai convinta che quella fosse l'unica cosa che lei e Rusty avevano in comune. Non sembrava affatto il genere di donna che alza il gomito, n avrebbe mai immaginato di entrare a fare parte di quella categoria di persone; d'altra parte non si sarebbe neppure aspettata di sposare in piena coscienza un idiota.
Solitudine... sconforto... pressioni sociali... narcosi dell'amore. Tutti quegli elementi insieme, supponeva, l'avevano indotta ad accettare la proposta di Rusty. Era stata la terza. I suoi genitori apprezzavano la sua famiglia e Annabel pens che apprezzassero anche lui. Solo pi tardi scopr che non ne erano per niente entusiasti, ma che, pensando che Annabel fosse innamorata di lui, non avevano voluto ostacolarla. Annabel non aveva mai comunicato con i suoi genitori.
Aveva sposato Rusty perch la faceva ridere. Era talmente bello e gentile ed era convinta di amarlo. Ma dopo sei mesi di vita con un idiota cominci a detestare la sua risata; la irritava fino alla ripulsa fisica. Era solo grazie all'enorme patrimonio di famiglia che lui poteva permettersi di giocare all'avvocato. Ma pi spesso giocava semplicemente al country club. Ogni mattina si alzava con postumi di una sbornia, ricominciava a bere all'ora di pranzo e prima di cena era ubriaco fradicio. Le cose che tanto l'avevano fatta ridere agli inizi del loro rapporto furono le stesse che lui ripet stoltamente per anni e anni finch non suscitarono il disgusto di Annabel almeno quanto il suono della sua risata. Ma lei aveva Emma, quella splendida bambina che le somigliava tanto e che era dolce, vivace e intelligente.
In un primo momento avrebbe voluto chiamarla Daisy, cos un giorno sarebbe potuta diventare la Daisy Buchanan del romanzo di F. Scott Fitzgerald, poi aveva optato per Emma. Non voleva che sua figlia crescesse solo per diventare un'insulsa ragazza bella, ricca ed egoista. Per con quel nome non intendeva alludere a Emma Bovary. Infatti non voleva neppure che sua figlia avesse un'esistenza tragica. Emma Buchanan le era sembrato un nome pieno di forza e Annabel voleva proprio che quella fragile bimba crescesse pi forte di lei. Sarebbe stata la sua amica e la sua confidente e non le avrebbe mai permesso di sposare un uomo che non amava solo perch aveva paura.
Quella sera era venerd e avrebbero cenato al club. Janine e Dickie Felton davano una festa per il settimo anniversario delle loro nozze. La gente non faceva che dare un sacco di party: a casa, al club, nei ristoranti famosi. Annabel e Rusty erano invitati a tutti quanti. Talvolta anche loro ne davano, con il buffet freddo ordinato espressamente fuori per scaricare da quell'incombenza la persona di servizio fissa. Ad Annabel piaceva divertirsi ai suoi party, di conseguenza non voleva occuparsene. Ma ormai i party non erano pi quelli di una volta, quelli del college. Allora tutto sembrava possibile, mentre ormai tutto era solo prevedibile, scontato, banale.
Annabel si era preparata con molto anticipo e aveva vestito anche la piccola Emma perch quella sera era il compleanno di Sweet William e avevano deciso di festeggiarlo prima di andare al club. Emma era tutta eccitata. Erano andate insieme a fare compere per lui: doni adatti per un micio.
Lui lo sa che  il suo compleanno, mamma?
Come si deve parlare a un bambino? Era una tale responsabilit! Quasi ogni volta che Emma apriva bocca era per porre una domanda, una nuova sfida. Doveva guidarla mano nella mano nel mondo della fantasia o in quello della realt? Quale dei due l'avrebbe resa pi felice, pi forte, pi saggia?
Ma certamente! Guarda come gli vibrano i baffi!
 perch ha sentito l'odore del tonno.
Dunque quella volta Emma aveva scelto la realt. Bene. Allora un po' di fantasia era legittima per equilibrare l'esistenza. Annabel sistem i piccoli regali per Sweet William con relativi biglietti augurali, sul pavimento dove avrebbe potuto vederli e tir fuori la torta con una candelina al centro.
Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Sweet William, tanti auguri a te!
Annabel ed Emma cantarono a gola spiegata, poi Annabel depose la torta sul pavimento e lasci che fosse la piccola a soffiarci sopra prima che il gatto si bruciasse i baffi. Quindi diede a Sweet William il suo manicaretto di tonno fresco mentre lei ed Emma mangiavano la torta. C'erano anche una bottiglia di champagne per Annabel e una di ginger per Emma. Entrambe brindarono nelle coppe di cristallo.
Pap si  perso tutta la festa disse Emma.
Aveva un impegno di lavoro, poverino.
Emma strinse al petto Sweet William. Il gatto era quasi pi grosso di lei. Annabel si domand se la bambina fosse abbastanza grande per chiedersi se gli impegni di lavoro fossero quelle strane cose che gli uomini facevano per tornare poi a casa camminando in modo buffo e puzzando. Se non altro lei aveva la decenza di restare relativamente sobria finch Emma non era a letto.
Rusty arriv alle otto meno dieci, ubriaco come al solito. Doveva ancora farsi la doccia e cambiarsi per la cena, prevista per le otto. Emma dormiva da un pezzo. Mentre lo aspettava Annabel fece fuori il resto della bottiglia di champagne, sola nel suo magnifico soggiorno pieno di cose, di ottimo gusto che solo il denaro e una mano sicura potevano comperare. Sul tavolino da caff c'erano sempre fiori freschi in un vaso e sul pianoforte le foto di famiglia, nelle cornici d'argento. D'inverno un fuoco scoppiettante brillava nel camino. Annabel pens che la sua casa somigliava allo scenario di un film. L'unica parte che sentisse veramente sua era la camera da letto, che era sempre sottosopra malgrado le cure incessanti della domestica e le lamentele di Rusty che di tanto in tanto reclamava che in fondo era anche la sua camera. Avevano bagni e spogliatoi separati. Sweet William dormiva in quello di Annabel, pigramente acciambellato in uno scaffale dell'armadio su un mucchio di golf di cachemire e di slip di seta.
Guid Rusty. Guidava sempre lui. Annabel era arrivata alla conclusione che se dovevano andarsi a schiantare contro un albero tanto valeva che ci fosse Rusty al volante, almeno cos il suo orgoglio maschile di gentiluomo del Sud non ne sarebbe rimasto ferito. La gente si era abituata ai loro ritardi, ormai. Dicevano tutti che valeva la pena di aspettare i Buchanan perch erano talmente divertenti. In macchina non si parlarono, non avevano nulla da dirsi. Ma quello nessuno lo sapeva. Non appena varcavano la soglia di una sala affollata si accendevano entrambi come lampadine.
Quando arrivarono al club gli ospiti stavano ancora bevendo l'aperitivo al bar che dava sul campo da golf. Camerieri in giacca bianca portavano in giro vassoi di tartine dall'aria poco invitante. Annabel e Rusty puntarono immediatamente verso il bar dove lei ordin champagne e lui bourbon con ghiaccio.
Dico io, Annabel gorgheggi Janine Felton, veleggiando verso di loro in seta rosa confetto,  forse morto qualcuno?
Che cosa?
Santo cielo Janine agit le candide manine femminili in direzione del vestito di chiffon nero di Annabel, voglio dire, il nero non  per i funerali?
A me piace il nero ribatt Annabel in tono agrodolce. Sorseggi il suo champagne valutando con una sola occhiata il vestituccio della padrona di casa talmente rigido da poter stare in piedi... da solo, i capelli biondo platino, decolorati, cotonati e laccati in un'assurda pettinatura che faceva pensare a un casco spaziale, il rossetto bianco, il segno nero sugli occhi che faceva due specie di righe da clown agli angoli. Una ciglia finta stava venendo via, ma Annabel decise di non dirglielo. Le signore presenti nella sala erano vestite quasi tutte come Janine che in fatto di moda era una vera portabandiera. Quanto a Janine, stava fissando con disapprovazione i capelli della sua ospite. Generalmente Annabel li portava ancora lunghi e sciolti sulle spalle, ma per party come quelli li raccoglieva in una morbida crocchia lasciando qualche ciocca libera attorno al viso. Non usava mai lacca.
Il nero fa risaltare i capelli rossi osserv Janine.
Grazie. E congratulazioni per il felice anniversario!
Alla fortuna del settimo anno! disse Rusty. Lev il bicchiere per il brindisi e lo scol in un sorso.
Avete gi visto Dickie?
No rispose Rusty. Intanto il barman gli stava riempiendo di nuovo il bicchiere.
Bene, allora vado a cercarlo annunci Janine. Mai vista una ressa simile. Sono venuti tutti quelli che abbiamo invitato.
E dove altro sarebbero potuti andare? pens Annabel. Vuot la coppa di champagne e torn a farsela riempire. Janine era scomparsa.
Il prurito del settimo anno rise Rusty.
Per lei o per lui?
Probabilmente per entrambi.
Magnifico esclam Annabel. Raccontami tutto.
Non c' nulla da raccontare.
Certo che no, pens Annabel. Gli uomini non fanno pettegolezzi, roba da donne. Loro sono al di sopra di quelle cose! Pigramente si chiese se Rusty l'avesse mai tradita. Ne dubitava, non era il tipo. E lei non aveva mai ingannato lui. Annabel sapeva bene quali delle sue amiche avessero amanti e quali no, e non poteva fare a meno di pensare a che razza di ipocrite fossero. Tante storie per arrivare vergini all'altare per poi considerare il matrimonio come la porta sulla libert. Lei aveva fatto esattamente l'opposto. Non sarebbe mai stata un'ipocrita e, se si fosse fatta un amante, avrebbe lasciato Rusty. Ai tempi del college non era mai stata come le altre ragazze e dopo il matrimonio non era diventata come quelle donne.
Si guard in giro. Gli ospiti erano riuniti in piccoli gruppi e ridevano, chiacchieravano, si davano da fare per sembrare felici di essere insieme bench non facessero che vedersi. Rusty era incollato al bar, ma aveva gi tre uomini attorno a lui; parlavano della partita vista alla televisione. Annabel si rese conto di essere di nuovo sola. Gli uomini si sentivano attratti da lei, ma avevano paura a passare troppo tempo in sua compagnia per non ingelosire le loro mogli. Le mogli, invece, la trovavano assolutamente antipatica. Ma ogni volta che lei prendeva il braccio di Rusty e diventavano una coppia, tutti li adoravano. In quel momento diventavano quei buontemponi-dei-Buchanan-cos-simpatici! Ogni minaccia scompariva.
Si avvicin a Rusty e lo prese con fermezza per il braccio. Proprio non capisco perch tu voglia tenerti questi magnifici uomini tutti per te gli disse in tono suadente.  un tale spreco!
Cos gli uomini le si fecero attorno, galanti e adulatori, affermando che Rusty era proprio un uomo fortunato ad avere una moglie come lei.
I tavoli erano apparecchiati con i cartoncini segnaposto anche se sarebbe stata servita una cena fredda. C'era anche un'orchestrina per ballare pi tardi. Le tovaglie erano rosa, e rosa e bianchi i fiori dell'addobbo: rose e lill. Il rosa era il colore preferito di Janine. Rusty era stato sistemato al tavolo di Janine e Annabel a quello di Dickie perch i Buchanan erano importanti, ma Janine si era preoccupata di sistemare Dickie in mezzo alle sue due migliori amiche. Per Annabel andava bene cos. Considerava Dickie un idiota. Segretamente l'aveva soprannominato Brylcream. Come diceva la canzoncina? Chioma lucente sera e mattina? Usa Brylcream, la brillantina! Sol due colpetti, capelli perfetti!
Annabel ball con Charlie che era alla sua sinistra, la cui moglie aspettava il terzo figlio. Speravano che fosse un maschio. Charlie pass un bigliettone a uno dei camerieri perch portasse al tavolo una bottiglia di champagne per Annabel e ce la lasciasse. Tutti sapevano che Annabel detestava i superalcolici. Se l'avesse scolata tutta, sarebbe stata la sua seconda bottiglia della serata, senza contare le coppe che aveva consumato al bar. Si chiese se nessuno di loro sapesse.
Rusty  un uomo fortunato le disse Charlie mentre ballavano. Affond il naso nei suoi capelli e aspir voluttuosamente. Mmm. Che cos'?
Profumo. Rusty e io ti troviamo cos simpatico, Charlie. Si tir indietro e gli fece un ampio sorriso.
Quindi ball con Cooper che era alla sua destra, che aveva sposato la compagna delle superiori che non le era troppo simpatica. Avevano due figli. La bambina aveva gli occhi storti e avrebbe dovuto essere operata. Poi il suo unico problema sarebbe consistito nell'essere il ritratto sputato del padre.
Sei una ballerina fantastica osserv Cooper.
Solo perch tu guidi cos bene replic Annabel. Stava pensando alle canzoni che le orchestrine suonavano al college. Le parole, allora, le sembravano cos poetiche, magiche, piene di significato come se potessero mettersi in sintonia con i suoi sentimenti ed esprimerli al mondo intero. Ormai le canzoni erano diventate solo canzoni. A quel punto ben poche cose erano magiche.
Se ti pesto con i miei piedoni, avvisami le disse Cooper.
Non lo faresti mai.
 un pezzo che vorrei chiederti una cosa, Annabel. La sua voce assunse un tono da cospiratore. Che cosa fa del suo tempo libero una ragazza piena di vita e intelligente come te?
Arrotolo bende per la Croce Rossa.
Mi stai prendendo in giro!
Non ne ho di tempo libero, Cooper.
Peccato, vorrei che ne avessi.
Si scost da lui e lo fiss negli occhi. E neppure tu ne hai.
Potrei trovarlo.
Devi smetterla di lasciare la macchina nel parcheggio del motel Ramada Inn, Cooper. Prima o poi la gente si far delle idee sbagliate, non credi? Lui impallid. Lei gli fece un sorriso sornione e torn con passo deciso al tavolo.
Aveva sferrato un attacco feroce alla bottiglia di champagne, ma non era ubriaca, appena appena su di giri. Era arrivata al punto in cui non voleva pi ballare perch la sua mancanza di coordinamento nei movimenti poteva tradirla, svelando quanto aveva bevuto. Conosceva ogni tappa della strada per diventare ubriaca fradicia. Ma sbronzarsi a quel punto era un lusso che si concedeva solo quando era al sicuro fra le quattro pareti di casa sua.
Tocca a me esclam Dickie Felton tirandola su dalla sedia e facendola volteggiare fra le sue braccia.
Sol due colpetti... provaci se osi, pens Annabel. Che splendido anniversario di nozze, Dickie. Janine  talmente creativa. La cena era stata a base di mousse di salmone rosa, di prosciutto cotto affettato rosa, di bistecca di filetto al sangue rosa, di pasticcini ricoperti di glassa rosa e di gelato di fragola rosa cosparso di granellini d'argento. Annabel ringraziava il cielo che non le avessero servito champagne ros.
S, ci piace distinguerci.
Oh, ci siete riusciti!
Ti stai divertendo?
Un mondo.
Lui se la tir pi vicina. Mi piace il tuo vestito nero.
Grazie, Dickie.
Credo che il nero sia un colore molto seducente.
Grazie.
Adoro le camicie da notte di pizzo nero disse lui. Le strizz l'occhio. E anche un paio di cosine nere tutte spumeggianti sotto. Scommetto che tu ne hai, vero?
Per la verit d'inverno porto sempre i mutandoni lunghi.
Lui fece una risata di circostanza. Ho sempre pensato che tu sei una donna stupenda, Annabel. Sei proprio il mio tipo.
Che cosa terribile da dire all'anniversario delle tue nozze replic Annabel con voce soave.
Oh, l'anniversario disse lui. La tir in un angolo della pista dove nessuno avrebbe potuto udirli. Amo mia moglie, ma sette anni sono lunghi. E anche tu sai che siamo stati insieme sette anni prima di sposarci. Janine aveva tredici anni quando ci siamo incontrati. Suo padre doveva farci la guardia in soggiorno ogni volta che andavo a trovarla.
Uomo avveduto.
Dickie intensific la stretta attorno a lei. Bevi tanto. Sei infelice.
Annabel non rispose. Decise di non bere pi finch non fossero rientrati a casa.
Allora continu Dickie, ho ragione? S, ho ragione. Io potrei farti felice, Annabel. Pranziamo insieme luned.
No.
Marted, allora? Mercoled ho una colazione di lavoro. Che cosa ne dici di gioved?
Sai una cosa, Dickie?
Che cosa?
Fra noi due l'ubriaco sei tu gli disse in tono gelido. Poi torn al tavolo.
Ero cos dolce una volta, pens tristemente. Avevo fatto della seduzione una vera e propria arte. Per un momento sono stata l l per dirgli che era un coglione. Sto diventando come Christine.
E allora una fitta di solitudine e di nostalgia la colp fin quasi a farla piangere. Le mancava la compagnia di Chris. Due volte l'anno non erano sufficienti e per giunta lei aveva sprecato tutte le loro occasioni insieme mentendole sulla sua infelicit. Bisognava confidarsi con i veri amici. I veri amici erano cos rari e potevano essere un tale conforto. Alle donne della citt non poteva raccontare nessun segreto; il loro mondo era troppo angusto e Annabel temeva i pettegolezzi. Se uno dei mariti le faceva qualche proposta non c'era nessuno con cui riderne, cos le restava solo la rabbia. La volta successiva in cui sarebbe andata a New York avrebbe raccontato tutta la verit a Chris e insieme avrebbero riso di quella gente e la sua amica avrebbe fatto rivivere i vecchi tempi.
Ma anche i vecchi tempi erano stati pieni di marciume. Perch continuava a dimenticarlo? Ci che si era conquistata era cento volte meglio! Ma non era neppure lontanamente sufficiente. Avrebbe raccontato a Chris le cose per filo e per segno e magari l'avrebbe invitata a passare le vacanze di Natale da lei. Cos avrebbe visto con i suoi occhi! Attraverso lo sguardo acuto e sagace di Chris tutta quella gente sarebbe diventata divertente e non pi irritante. Annabel sorrise felice. Sarebbe andata a New York subito dopo il Giorno del Ringraziamento. L'indomani avrebbe telefonato a Chris per annunciarle il suo arrivo.
Non le pass neppure per la mente che Chris potesse non esserci.

3.

Per Daphne Leeds e Richard Caldwell, giovani, innamorati e per niente poveri, New York fu quanto di pi eccitante potessero sognare. Dopo la laurea presero un appartamentino ad affitto bloccato al Greenwich Village, a un isolato da Washington Square Park. Entrambi raccontarono ai rispettivi genitori di avere preso l'appartamento da soli, cos tutt'e due le famiglie contribuirono a pagare l'affitto tanto che Daphne e Richard si trovarono con un sacco di denaro. Lui lavorava nell'agenzia immobiliare paterna. Lei come receptionist alla Glass Gallery nell'Upper East Side, dove le sue arie di donna di classe e il suo accento rappresentavano una dote quasi maggiore della sua conoscenza dell'arte.
Arredarono insieme il loro appartamentino con tesori scoperti nelle bottegucce di antiquariato del Village, un sacco di piante, alcune litografie e un lettone gigantesco appoggiato direttamente per terra e rivestito di vera pelle, dono del padre di Richard. I genitori di Daphne non si erano mostrati entusiasti della sua decisione di vivere per conto proprio anzich aspettare di convolare a giuste nozze ed erano andati a vedere l'appartamento una sola volta. Prima del loro arrivo Daphne aveva tolto la targhetta sulla porta con i nomi Leeds & Caldwell sostituendola con una che portava semplicemente il suo. I genitori sedettero impettiti sul bordo del letto che si chiudeva in due trasformandosi in divano, le ginocchia quasi in bocca, e sorseggiarono il Martini che la figlia aveva loro servito.
 terribilmente bohmien, non ti sembra? fu il cauto commento di sua madre, che si guardava intorno smarrita.
Daphne sorrise.
Avresti potuto sistemare il letto in quella nicchia laggi e comperare un vero divano.
In quella nicchia ho intenzione di farci uno spogliatoio.
Sua madre lasci cadere l'argomento. Non era il genere di donna che si sarebbe mai sognata di andare a guardare negli armadi della figlia, altrimenti avrebbe scoperto come mai le serviva tutto quello spazio extra per gli abiti.
Sei... sei stata bene?
S, splendidamente rispose Daphne.
Sei ancora sotto cura?
Il dottor Michaelson sostiene che presto potr smettere.
Oh, vorrei tanto che avessi qualcuno con cui dividere l'appartamento.
Oh, mamma, che cosa disgustosa!
Eppure... nel caso che... sarebbe un bene che ci fosse un'altra ragazza qui con te. Sua madre non pronunciava mai la parola convulsioni se appena poteva evitarlo. Suo padre non sfiorava neppure da lontano l'argomento della sua malattia.
Sua madre lasci vagare lo sguardo sui disegni del soffitto. Ti ricordi di non salire mai sulle scale a pioli, vero?
Non devo cambiare lampadine qui, non uso quegli orribili affari.
Non intendo comportarmi da chioccia opprimente, Daphne. So che desideri la tua indipendenza. Ma non voglio che tu faccia imprudenze.
Non ne far.
Dopo quell'unica visita dei suoi genitori Daphne rimise la targhetta originale sulla porta. Come contributo per l'arredamento e rimprovero per il suo modo scapigliato di vivere, sua madre le mand un servizio di piatti di ceramica di un orribile color avocado, come a dire che non appena Daphne fosse tornata in s, sia decidendo di sposarsi sia di tornare a casa sua, avrebbe potuto buttarli via insieme con tutto ci che l'appartamento conteneva.
Daphne e Richard si torsero dal ridere alla vista di quei piatti. Trovavano tutto o divertente, o commovente, o magnifico. Cenavano spesso fuori casa: cucina armena nel buio, romantico ristorantino Syat Nova, oppure hamburger e birra nel rumoroso, allegro Julius e tutte le sere, anche quando cenavano in casa, non mancavano di uscire a fare una passeggiata per esplorare il loro nuovo quartiere. Sembrava che, per quante stradine avessero percorso, ce ne fosse sempre una nuova da scoprire. Camminavano allacciati, liberi di mostrare il loro amore, come tutti nel quartiere. Spesso incontravano coppie miste, bianchi con neri, uomini con uomini o donne con donne, ma sembrava che nessuno se ne curasse. Pareva che le strade brulicassero di giovani che si abbracciavano e si baciavano. Il Village era il luogo perfetto per gli innamorati. La sera della prima nevicata fecero una battaglia a palle di neve nel parco e la loro prima estate insieme andarono a sdraiarsi sull'erba ascoltando i ragazzini suonare la chitarra. Non avevano neppure voglia di andare in vacanza. Dove potevano andare: a fingere dalle rispettive famiglie? Il loro nuovo appartamento, il Village stesso, era la loro vacanza.
Daphne aveva chiesto al dottor Michaelson di farle smettere la cura. Lui le aveva permesso di diminuire gradualmente le dosi. Daphne sapeva bene che non le sarebbe stato difficile continuare a nascondere le medicine a Richard, ma voleva eliminarle perch rappresentavano un ricordo costante della sua epilessia e Daphne, invece, intendeva dimenticarla ed essere la persona normale che Richard credeva che fosse. Per giunta lui era un po' impiccione. Daphne prendeva un sacco di vitamine e prima o poi lui avrebbe chiesto: Che cosa diavolo  questa roba? Daphne aveva la sensazione terribile che se per caso lui avesse notato il Dilantin e il Tridione si sarebbe tradita con la sua aria colpevole. C'era qualcosa nel fatto di vivere insieme e di dividere tante cose che ti sviluppava una specie di sesto senso. Doveva fare attenzione. Ordinava le medicine in una farmacia nei dintorni della galleria e non in quella vicino a casa.
Aprirono un conto congiunto in banca dove entrambi depositavano lo stipendio e Daphne propose che fosse Richard a incaricarsi di pagare i conti. A lui piacque sentirsi investito di quell'autorit. L'unico problema della vita di coppia fu la scoperta di non amare la cucina. Era cos frustrante seguire le ricette e poi vedere che in un lampo i frutti di tante fatiche venivano consumati e si restava solo con una montagna di piatti da lavare. Si annoiava talmente in cucina che spesso e volentieri bruciava tutto. Dopo un po' Richard cominci a cavarsela per conto suo, scopr di divertirsi e in breve tempo si incaric lui della cucina. Divent un cuoco raffinato e Daphne gli comper con entusiasmo tutti gli ingredienti esotici che gli occorrevano e anche una batteria di costosissime pentole francesi, un hibachi per i piatti giapponesi e un wok per quelli cinesi. Chi avrebbe mai sospettato che sarebbe diventato un tale tesoro? Era tutto casa e lavoro oltre che inguaribilmente romantico: una deliziosa combinazione.
Erano talmente felici e soddisfatti insieme che Daphne si diceva spesso che davvero non le importava di non essere sposata. L'unica cosa che la preoccupava era che desiderava dei figli e non voleva andare troppo in l con gli anni. Sapeva che prima o poi Hope avrebbe finito per cedere. Richard le aveva detto che aveva smesso di mandarle del denaro, a eccezione di quanto dovuto per il mantenimento del bambino. Stando cos le cose sarebbe balzato agli occhi di chiunque, tranne che a quelli di una sciocca cameriera, che sarebbe stato molto pi conveniente accettare il divorzio.
Forse lei ti ama ancora, Richard gli disse un giorno Daphne.
Non mi ama affatto. Vuole vendicarsi.
Ma tu sei talmente adorabile. Perch non dovrebbe amarti?
Se ti lasciassi per dieci anni, Daphne, credi che mi ameresti ancora?
Certo che ti amerei!
Voglio dire, se ti avessi detto che  finita, che non torner mai pi da te. Dopo dieci anni anche tu finiresti per rinunciare.
Oh, se mi piantassi a quel modo lo baci, ti scorderei molto, ma molto prima, quindi non farti delle idee!
A volte pensava al bambino. Richard non ne parlava mai e si rifiutava di affrontare l'argomento. Le sembrava cos ingiusto che quella cameriera avesse un figlio da Richard mentre lei, che sarebbe dovuta essere la legittima e perfetta madre dei suoi figli, non aveva ancora nulla. Tutte le ragazze che conosceva fin dall'infanzia erano ormai sposate con figli. I parchi e le strade erano pieni di madri con bambini. Ancora due anni e mezzo e avrebbe varcato la soglia della trentina. Si diceva che una donna doveva avere il primo figlio prima dei trent'anni. Oltre quell'et pi passavano gli anni e pi difficile diventava. E lei e Richard volevano almeno tre o quattro figli. Non era giusto!
E non serviva fingere che le cose che dicevano amici e parenti non facessero male. Allora quando vi decidete a sposarvi voi due? domandavano altre coppie sposate che li invitavano ai party come marito e moglie e che poi alle loro spalle sussurravano la loro storia a chiunque non fosse ancora al corrente. Vedi ancora quel, come si chiamava, quel Richard Caldwell? chiedeva sua madre, con aria indifferente. Domanda alla quale Daphne rispondeva in tono altrettanto casuale: Oh, qualche volta. Siamo amici!
Quando Daphne si guardava attorno aveva l'impressione che solo poche fra le coppie sposate che conosceva avessero ottenuto ci che davvero avevano sognato. Le sembrava cos ingiusto che lei e Richard, che ormai vivevano insieme da sei anni e che andavano perfettamente d'accordo, dovessero trovarsi bloccata la via del matrimonio. Non pensarono mai di trovarsi qualcun altro. Si sentivano come se fossero gi sposati da un pezzo... tranne una volta al giorno, quando il mondo esterno si intrometteva creando amare complicazioni. Sembrava che la societ attribuisse una specie di mistica al matrimonio. Perch mai, altrimenti, Hope si sarebbe aggrappata cos disperatamente al suo matrimonio sebbene il marito l'avesse abbandonata da anni? Daphne le augurava tutto il male possibile. La cameriera era l'altra. Lei, invece, era la legittima consorte di Richard. Possibile che la gente non lo capisse?

4.

Emily Applebaum sedeva nella camera da letto della sua casa di Beverly Hills e sfogliava i vecchi album dei ricordi. Lo faceva per ore ogni giorno, sempre di pi negli ultimi tempi. Ormai aveva un sacco di album di ricordi da sfogliare. C'era tutto Radcliffe, poi l'album del matrimonio e poi quello della luna di miele in giro per l'Europa, l'estate che lei e Ken si erano sposati. Poi c'erano gli album messi insieme negli anni in cui Ken aveva frequentato i corsi di specializzazione medica di Harvard e lei quelli di assistente sociale, ramo psichiatrico. Poi c'era stato il lavoro. Aveva lasciato l'impiego quando era rimasta incinta di Kate. E infatti c'era l'album di Kate, ma quello Emily non lo guardava mai. Poi c'era l'album di Peter, inaugurato con la nascita del bambino, due anni dopo quella di Kate. Teneva i due album aggiornati, ma non sfogliava mai neanche quello di Peter. Sapeva bene che aspetto avevano i suoi bambini.
Dopo la laurea in medicina Ken aveva fatto i due anni di internato al Massachusetts General: Emily adorava vivere nella zona di Boston, una vera metropoli. Anche dopo che ebbe lasciato il lavoro, perch sarebbe stato innaturale e poco materno continuare a lavorare quando non aveva alcun bisogno di quel denaro, aveva continuato a frequentare i vecchi amici. Sperava che Ken decidesse di rimanere al Massachusetts General oppure che facesse i tre anni di specializzazione in dermatologia al Bellevue o, meglio ancora, all'Ospedale universitario perch entrambi si trovavano a New York ed erano anche i pi quotati. Voleva vivere in una grande citt e fare tutte le cose che le grandi citt permettevano.
Ma Ken aveva scelto il Cedars-Sinai, cos avrebbero potuto vivere in California. La California era calda, piena di sole e i bambini californiani erano alti, abbronzati, atletici, e scoppiavano di salute. Ken poteva giocare a tennis per tutto l'anno. Ma lei che cosa poteva fare per tutto l'anno, se non, naturalmente, prendersi cura della casa e dei bambini?
Cos eccoli l, in una casa di sogno costruita sul fianco di una montagna, con quattro camere da letto, delle quali una arredata a studio, con ampie vetrate che si aprivano da una parte sui palmizi e sui cespugli lussureggianti della collina e dall'altra sulle luci di Los Angeles. Pi gi c'era un piccolo appezzamento di terreno di loro propriet sul quale Ken progettava di fare costruire un campo da tennis privato. Abbarbicate al fianco della montagna erano visibili le case dei loro vicini, ma era impossibile arrivarci a piedi. Si andava sempre in macchina, su e gi per le tortuose stradine di montagna in quella che passava per una citt. Potevi incontrare un amico per un drink e subito dopo montare in macchina e schiantarti da qualche parte, oppure potevi restare rigorosamente sobrio e vederti piombare addosso un automobilista incosciente. Emily odiava con tutto il cuore guidare. Rifiutava di farlo quando aveva i bambini in macchina. Preferiva che al volante ci fosse la bambinaia. Guidi lei, Miss Mary. Emily non voleva essere responsabile se fosse accaduto qualcosa di male ai bambini.
Piccoli, vulnerabili, urlanti. Kate stava muovendo appena i primi passi, Peter era ancora in fasce. La voce di Kate era acuta e penetrante, quella di Peter un rimbombante urlo rauco che gli scuoteva le guance rosse e grasse. Ma che cosa aveva fatto di male perch fossero cos pestiferi? Non faceva che prenderli in braccio nel timore che qualcuno li sentisse urlare e pensasse che li stava maltrattando. Miss Mary diceva sempre che certi bambini urlavano pi di altri, non c'era da farci caso. Ken armeggiava con la sua Polaroid per dare a Emily sempre nuove istantanee da mettere nei suoi album. Naturalmente bisognava registrare ogni momento importante della vita dei figli perch crescevano cos in fretta. Ma in un certo senso guardare i ricordi di quegli avvenimenti recenti non era gratificante quanto rivedere il passato pi remoto.
Che aria infantile aveva! Giovane e piena di sogni. Era quella la ragazzina che Ken voleva sposare? Che coraggio da parte sua pensare che potesse assumersi la responsabilit di essere moglie e madre dei suoi figli. Eppure aveva superato felicemente lo scoglio dell'universit e quello del lavoro e risolto anche il problema di organizzare bene il loro primo appartamento. Allora nulla sembrava troppo per lei. Aveva energie sufficienti per tutto. In quel periodo, invece, si sentiva svuotata e aveva appena ventisette anni.
Bei tempi allora... Ma l era diverso, senza veri amici. Ken era sempre cos impegnato. Anche lui aveva le sue responsabilit. Bastava gli tremasse la mano e avrebbe potuto sfregiare qualcuno. Sembrava che negli ultimi tempi la vita di Emily conoscesse solo il sapore della paura.
Ken aveva ottenuto tutto ci che aveva desiderato. I loro genitori non li avrebbero pi mantenuti a lungo. Erano cos fieri di Ken. Aveva realizzato tutti i loro sogni. Era un medico e avrebbe avuto successo e denaro. Avrebbe condotto un'esistenza dorata e si sarebbe goduto la vita. I dermatologi ricevevano a ore fisse e non dovevano precipitarsi fuori casa a tutte le ore per le chiamate urgenti. Beverly Hills era il luogo ideale per la sua specializzazione, in quella citt dove erano tutti belli o intendevano diventarlo. Sarebbe stato il mago che con un tocco di bacchetta magica avrebbe fatto sparire imperfezioni antiestetiche, porri, verruche, spianato rughe, riempito di silicone pieghe del volto, sollevato palpebre cadenti e trapiantato capelli su calvizie incipienti. Quanto a lei, doveva sforzarsi di restare bella, altrimenti che razza di pubblicit si sarebbe fatto Ken esibendo una moglie meno che graziosa?
Anche lei, d'altra parte, aveva fatto tutto quanto aveva sempre desiderato, non era forse cos? Che cosa c'era che non andava in lei, per non sentirsi grata e felice? Perch si sentiva presa in trappola, invece? Ogni mattina si svegliava sempre pi depressa, si trascinava per tutta la giornata in una nebbia di malessere e provava un inspiegabile senso di sollievo quando, finalmente, sentiva la macchina di Ken infilare il vialetto di accesso al garage. Si sentiva talmente sola e le mancava cos tanto quando era lontano, al lavoro. Quella sensazione le procurava un fastidioso senso di colpa, perch avrebbe avuto un milione di cose da fare.
Era l'ora del bagno dei bambini. Emily depose con cura i suoi album e and a prendere Kate. Di fare il bagno a Peter si preoccupava ancora Miss Mary, tranne quando era il suo giorno di libert. Emily aveva terrore di lavare il piccolo. Se lo vedeva sfuggire dalle mani insaponate e scomparire sotto la superficie dell'acqua, i capelli fluttuanti come alghe, i piccoli polmoni che si riempivano d'acqua, soffocandolo. Lo lavava sempre con talmente poca acqua che a volte temeva di non averlo sciacquato bene. Meglio cos che essere responsabili di un incidente mortale. Asciugarlo e mettergli il pannolino, soprattutto quando si metteva a urlare perch aveva freddo o era irritato, era un'impresa che detestava e che le faceva paura. Almeno Kate poteva stare diritta da sola, ma anche cos poteva scivolare e picchiare la testa, di conseguenza era necessario stare sempre sul chi vive.
Dopo che i bambini furono lavati, asciugati ed ebbero infilato i pigiamini puliti, Miss Mary scese in cucina per preparare la loro cena. Emily non sapeva come avrebbe fatto quando la bambinaia li avrebbe lasciati. Aveva gi dato il preavviso. Le piacevano solo i neonati, non quelli che muovevano i primi passi. Quel giorno Emily avrebbe dovuto occuparsi da sola dei bambini. Avrebbe dovuto portarli dal pediatra e a casa avrebbe dovuto badare lei che non cacciassero le dita nelle prese della luce, che non cadessero nella piscina o che non mangiassero i detersivi. Ken avrebbe assunto volentieri un'altra bambinaia, ma ci l'avrebbe fatta sentire ancora pi inadeguata e irresponsabile. Una madre deve sapere prendersi cura dei suoi bambini. Avevano una cameriera che veniva cinque giorni alla settimana per fare le pulizie e il bucato, un giardiniere giapponese e un giovanotto che si occupava della piscina. Alla cucina pensava Emily. Miss Mary cucinava solo per i bambini e Emily per Miss Mary. Quello la irritava un po', come se fosse stata lei, Emily, la domestica e Miss Mary la padrona in quella casa.
La stanza dei bambini dava sul viale di accesso. Udendo la macchina di Ken Emily si precipit allo specchio per accertarsi di essere in ordine. Lui fischiettava un motivetto mentre saliva i gradini a due a due. Lo amava tanto. Gli corse incontro per salutarlo.
Salve a tutti! diede un buffetto sulla guancia di Emily e tir su Kate con un ampio gesto. Come sta la mia ragazza?
Sono io la tua ragazza, pens Emily. Kate strillava di gioia.
Come si sono comportati i bambini oggi? le chiese Ken. Sono stati buoni?
Sono sempre buoni.
Mise gi Kate e prese Peter. Ken non sembrava affatto spaventato nel maneggiare i bambini. Non gli passava mai per la testa che potessero cadergli, tanto erano sicure le sue mani. Eccoti qua, giovanotto!
Com' andata la giornata? gli chiese Emily.
Bene, bene, grazie. E la tua com' andata?
Ottimamente.
Che cosa abbiamo per cena?
Pensavo pollo.
Okay. A che ora si mangia?
Era il via per andare in cucina e occuparsi della cena. Alle sette. Mangiavano sempre alle sette, ma Ken continuava a chiederglielo. Scese di sotto, lasciandolo a quel delizioso quadretto familiare, e tir fuori dal frigorifero l'occorrente per l'insalata.
Nell'affettare sedani e peperoni si rese conto che il coltello era poco affilato, ma aveva paura di tenere in casa coltelli troppo taglienti. Erano pericolosi, ci si poteva ferire oppure un ladro poteva fare irruzione in casa e, trovandoli, usarli. Lav e asciug la lattuga di tre tipi e in un misurino dos olio e aceto per condirla; tenendola poi da parte finch il pollo fosse pronto.
Sper che Ken arrivasse in cucina a bere un aperitivo e a tenerle compagnia mentre cucinava. Durante la specializzazione stavano sempre insieme in cucina mentre lei preparava la cena e chiacchieravano. Finito di cenare, studiavano insieme. Ma Ken giocava con i bambini e poi guardava il notiziario della sera alla televisione con il bicchiere in mano.
Mangiarono alle sette in punto. C'erano anche fagiolini freschi e vino bianco ghiacciato.
Ma guarda che fagiolini! esclam con orgoglio Ken. Guarda che pomodori. Questa  la California!
Non ti piace il pollo?
Lui ne assaggi un boccone. Magnifico. Raccontami che cosa hai fatto oggi, tesoro.
Niente. Ho giocato con i bambini. Poi sono andata al supermercato.
Credevo che oggi avresti cominciato con la palestra.
Si sent arrossire. Ti sembro flaccida?
No, tesoro, per niente. Sei stata tu a dire che saresti andata in palestra, cos ho pensato che lo avresti fatto.
Ho avuto troppi impegni.
Ken la guard preoccupato. Sembri un po' gi.
No, sto bene.
Perch non ti prendi un giorno di libert e non te ne vai a fare compere? le sugger lui. Sono settimane che non esci di casa durante il giorno se non per andare al supermercato. Hai le tue carte di credito. Esci a comperarti qualcosa di carino. Te lo meriti.
Lei gli sfior la mano. Li odi proprio questi pantaloni, vero, Ken? Sii sincero, per favore.
Il viso di lui assunse un'espressione innocente, quasi stupefatta. Non mi sono mai sognato di dire che odio i pantaloni. Ho solo pensato che ti sarebbe piaciuto andare a fare compere. Alle donne diverte, non  vero?
Certo. Che cosa vuoi che mi prenda?
Quello che preferisci.
Intendo dire, un abito da sera o che cosa?
Perch non ti comperi un bel vestitino e sabato sera ti porto fuori, in una discoteca?
Oh, bene disse lei. Sar come un appuntamento. Si sent subito meglio all'idea che quel week-end avrebbe avuto Ken tutto per s, pi o meno, per due giorni.
Il mattino seguente Emily si svegli contenta, come se l'aspettasse una grande avventura. Avrebbe trovato un vestito magnifico che avrebbe fatto impazzire Ken. Erano secoli che non andavano a ballare. Probabilmente ci sarebbero stati un sacco di passi nuovi che loro non conoscevano. Chi l'avrebbe mai detto che il fox-trot sarebbe stato sostituito da quella nuova, oscura coreografia che la gente faceva per conto suo, ignorando il partner?
Gir quattro negozi prima di trovare qualcosa che le andasse. Voleva che fosse alla moda, ma che non la facesse somigliare a una folleggiante matrona. Voleva essere giovane e sexy senza per sembrare una ragazzina. Infine si decise per un vestito corto, di seta nera, di Jax, con due bretelline quasi inesistenti. Adorava le piccole boutique come Jax piuttosto che i grandi magazzini pi grandi, perch in un certo senso la selezione era gi stata fatta in anticipo. Le venne in mente che sua madre l'aveva sempre accompagnata a fare compere fin dopo sposata e che Ken l'aveva aiutata a scegliere il corredo mentre erano in luna di miele. Tutto ci che da allora aveva acquistato da sola le aveva procurato interminabili, dolorose incertezze.
Si ferm a un ristorante drive-in per un piatto di formaggio magro e t freddo, poi torn a casa passando per una strada diversa. Non aveva ancora voglia di rientrare. Il pomeriggio le si stendeva davanti lungo e monotono. Stava percorrendo quella zona di Beverly Hills che la gente del posto chiamava la piana. Le ricordava casa sua a Scarsdale, con le belle abitazioni circondate dai prati ben curati, non troppo distanti fra loro e con veri marciapiedi. Si chiese quanto costassero. Magari si sarebbero potuti trasferire l e lei si sarebbe fatta degli amici. Sarebbe stato molto piacevole.
Emily guidava lentamente, guardando ogni casa e giocando di fantasia. Meglio quella casa Tudor oppure quell'altra in stile spagnolo? O il genere coloniale, tipo Tara? Sul davanti c'erano i vialetti che conducevano al garage e altri alberi fronzuti si incurvavano sulla strada. Pens che probabilmente le piscine si trovavano sul retro delle abitazioni, dove c'era pi privacy. Oh, certo, dovevano essere delle case molto costose; bastava guardare le macchine lussuose che c'erano parcheggiate davanti! C'era una piccola Alfa Romeo bianca, proprio come quella di Ken e anche la targa era simile alla sua.
La macchina di Ken! Ma che cosa ci faceva la macchina di Ken davanti a quella casa sconosciuta a met pomeriggio? I dermatologi non facevano visite a domicilio. Il cuore le balz in petto. Non os fare il giro dell'isolato per accertarsene, Ken avrebbe potuto vederla e arrabbiarsi. Tremava. Da anni sentiva raccontare storie sulle avventure che i medici ebrei avevano con le infermiere gentili, ma Emily sapeva che se Ken avesse voluto darsi alla pazza gioia lo avrebbe fatto con una donna raffinata e ricca che avrebbe abitato proprio in quel genere di casa. Ken con qualche smorfiosa di Beverly Hills, bionda e viziata... Guard il nome della strada. North Bedford Drive.
Si infil nel traffico e guid alla cieca, sentendo il suono rabbioso dei clacson e le imprecazioni degli altri automobilisti mentre tagliava loro la strada. Poi, ancora una volta, si ritrov sulla stradina che si arrampicava tortuosa verso casa loro. Aveva gli occhi pieni di lacrime. I mariti dicevano sempre alle mogli di andare a comperarsi qualcosa quando le tradivano. Era per i sensi di colpa. Che cosa ci faceva la macchina di Ken davanti a quella casa?
Non vide il muretto di pietra finch non ci and a sbattere contro. Il motore continuava a girare. Era spaventata e aveva picchiato la bocca e il mento contro il volante, ma non era ferita gravemente. Fece marcia indietro e torn a dirigersi verso casa. Una vera fortuna che non si fosse ammazzata. Aveva le mani madide di sudore.
Quando parcheggi la macchina nel garage era scossa da un tremito convulso. Entr rapidamente in casa in modo che Miss Mary e i bambini non la vedessero e si rifugi in camera sua. Chiuse la porta, and allo specchio ed emise un gemito di orrore. Il labbro e il mento erano tumefatti e ricoperti di sangue.
Emily ebbe un conato di vomito. Lav delicatamente il sangue, terrorizzata di ci che avrebbe trovato sotto. Sembrava un taglietto insignificante. Scese in cucina, prese del ghiaccio, lo avvolse in una salvietta e torn di sopra. Poi si lasci andare sul letto tenendo il ghiaccio sulla ferita per farla sgonfiare.
Aveva lasciato il vestito nuovo in macchina. Non aveva importanza. Lo avrebbe preso Ken pi tardi. Tanto non sarebbe andata da nessuna parte quel sabato sera, non con quell'antiestetica ferita che le deturpava il mento. Il dolore lasci il posto a uno sgradevole torpore. Ken sarebbe stato tutto sottosopra nel vedere che cosa le era capitato. Le torn in mente una cosa che aveva letto al suo corso di relazioni sociali: talvolta capitava che la gente leggesse alcune parole diversamente da come erano scritte perch il loro inconscio voleva che fossero cos. Probabilmente quella targa non era per niente uguale a quella di Ken. Era solo una proiezione del fatto che stava pensando a quanto sarebbe stato bello che lei e Ken abitassero in una di quelle case a farle scambiare la targa per quella di Ken. Identificazione, appunto. Rendere familiare ci che non lo era. Certo che non era la macchina di Ken. Ken non poteva muoversi dall'ospedale di pomeriggio.
Quando, rientrando quella sera, Ken vide il viso di Emily si preoccup ma le assicur che il taglio sarebbe andato perfettamente a posto e che non era necessario dare dei punti. Aveva rotto un fanalino della macchina. Emily gli disse di pensare lui a portarla a riparare perch lei era troppo scossa per guidare. Rifiut di uscire quel sabato sera, cos fecero una grigliata accanto alla piscina, loro due soli. Non parl mai del suo giro per North Bedford Drive perch, naturalmente, non era affatto l'auto di Ken quella che aveva visto. Gli disse di non sapere come mai avesse perso il controllo della macchina andando a sbattere contro il muretto. Era una strada pericolosa.
Ma quando la macchina rientr dal carrozziere Emily non riusc a decidersi a guidarla. Non ce la fece neppure a sedersi al volante. La macchina era lo strumento che l'avrebbe trascinata in agguati mortali. Non ci fu modo di costringere il suo corpo a obbedire al suo ordine di mettere in moto e di allontanarsi dal sicuro rifugio di casa sua. Sulle pagine gialle trov un supermercato che faceva le consegne a domicilio. C'era un lattaio che tutti i giorni portava latte, uova, formaggio e pane. I capelli poteva metterseli in piega da sola. Aveva la piscina, dunque che bisogno c'era di arrivare fino in palestra? Che bisogno c'era di una macchina?
Quando fu certa che la ferita si fosse perfettamente rimarginata Emily permise a Ken di portarla a cena da un interno che lavorava con lui all'ospedale e da sua moglie. I loro ospiti abitavano in un appartamento. Si chiamavano Fritz e Sandy. Avevano un bambino che in quel momento dormiva in camera loro e apparentemente non nuotavano nell'oro. Emily prov compassione per la coppia. Poi le venne in mente che lei e Ken, che avevano un sacco di soldi, non invitavano mai nessuno, mentre quei due, indubbiamente al verde, lo facevano anche se poi dovevano limitarsi a offrire patate fritte e birra. Emily aveva sempre pensato che lei e Ken non ricevessero mai perch non conoscevano nessuno. Era davvero cos, oppure si sbagliava? Ken non le aveva mai neppure nominato il suo collega prima di quella sera. Bene, avrebbero dovuto ricambiare l'invito.
Sandy era bruttina e robusta, per niente somigliante alle tipiche californiane, cos alte e slanciate, ed Emily si sent a suo agio con lei. Dimmi chi  tutta questa gente disse a Sandy.
Oh, sono per lo pi dell'ospedale. Ralph  interno e quella  sua moglie Laurie. Ed  scapolo e ha intenzione di dedicarsi alla ricerca. Quella  Jody, infermiera, con Al, il suo ragazzo.  attore. John  scapolo e vive con Marjane. Lei  divorziata.
In California i divorziati sono terribilmente giovani osserv Emily.
Gi, non  vero? Io sono di St. Louis.
E quella chi ? chiese Emily. Una ragazza stupenda, con un corpo perfetto inguainato in un aderente vestito bianco, stava chiacchierando con Ken. Lui le sorrideva.
Oh, quella  Lani.  carica di soldi. Fa un po' di lavoro volontario al Cedars. Suo marito  molto pi vecchio di lei ed  nella compravendita di terreni. Sono divorziati da poco e lei vive sola in una casa gigantesca su North Bedford Drive, con tanto di piscina, campo da tennis e una bambinaia per la figlia. E pensare che ha appena ventiquattro anni.
A North Bedford Drive, hai detto? domand Emily.
Sai, sono stati sposati sette anni aggiunse Sandy. Pare che lui fosse orribile con lei. Non sposerei mai e poi mai un uomo molto pi vecchio di me.
La mano di Emily sal a coprirsi la cicatrice sul mento. Lascia che ti presenti a tutti quanti diceva intanto Sandy.
Scusami, ma devo andare in bagno. Si precipit l e ispezion il labbro e il mento. Ken le aveva mentito. Era rimasta una cicatrice. Perch continuava a dirle che non c'era traccia di cicatrice quando lei la vedeva benissimo: una sottile linea rosa che le traversava perpendicolarmente il mento? E anche quello sembrava deturpato. Come poteva permetterle di uscire di casa con quell'aspetto cos orribile e lasciare che i suoi amici la vedessero e che la sua ragazza ridesse di lei. Evidentemente non dava alcun peso al suo orgoglio. Ebbene, lei s, invece.
Mise uno strato di cipria sulla ferita nel tentativo di coprirla. Ma la cipria form dei grumi orrendi. Era orribile. Voleva tornare a casa. Eppure non poteva andare da Ken proprio mentre stava chiacchierando con la sua ragazza rivelando cos con che razza di disastro fosse sposato. Meglio aspettare. Appena lo avesse visto libero lo avrebbe costretto a portarla a casa.
Emily rest in bagno dieci minuti buoni, poi usc furtivamente e tir Ken per la manica.
Dove ti eri cacciata, tesoro? le chiese lui. Cominciavo a preoccuparmi.
Non sto bene. Devo andare a casa.
Che cosa c' che non va? Lo stomaco?
S ment lei.
Vuoi sdraiarti un po' in camera da letto?
No, desidero andare a casa.
Ken si scus con Fritz e con Sandy mentre Emily restava nella penombra dell'ingresso, il mento nascosto dal bavero rialzato del cappotto. Non aveva il coraggio di guardare in faccia nessuno. Si sentiva come se gli occhi di tutti fossero puntati su di lei.
Tornarono a casa in silenzio. Emily sapeva che lui era seccato, sebbene continuasse a lanciarle delle occhiate preoccupate. Giunti a casa Emily si precipit subito in bagno, si tolse il trucco e ispezion la ferita nello specchio che ingrandiva. Poi and a letto.
Dovr farmi la plastica annunci a Ken.
Per che cosa?
Per la mia cicatrice.
Non c' nessuna cicatrice ribatt Ken. Come va lo stomaco?
Cos cos. Perch continui a dirmi che non c' nessuna cicatrice, Ken?
Lui si tir su e la fiss. Perch la cicatrice  solo nella tua testa, Emily le disse con durezza.
Avrei dovuto farmi dare dei punti.
Era un taglio insignificante. In certi casi i punti lasciano delle cicatrici peggiori.
Ah, hai detto peggiori! Peggiori! Allora lo ammetti che ho una cicatrice.
Senti, Emily disse Ken esasperato, certe volte penso che tu sia pazza!
Lei lasci cadere l'argomento. Non si pu mai avere la meglio con un uomo. Ma da quella sera Emily rifiut di uscire di casa. Avrebbe aspettato che la cicatrice sparisse. E se non se ne fosse andata avrebbe pensato pi tardi al da farsi.
Di sicuro non sarebbe uscita per esporsi al ridicolo.
...
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...
FINE Parte 1.